15 intossicati da monossido di carbonio: casi da Bologna, Forlì, Rimini e Ravenna

Negli ultimi giorni al Centro Iperbarico di Ravenna l’emergenza è stata quasi quotidiana: in pochi giorni sono state trasferite e trattate 15 persone per intossicazione da monossido di carbonio. Dopo il caso della famiglia di pakistani soccorsa nella notte tra il 7 e l’8 dicembre a Bologna, si è aggiunto anche il caso drammatico di una donna nigeriana di appena 38 anni trovata morta  lo scorso sabato nel bagno del suo appartamento  in via Gulli  a Ravenna. La donna lascia due bimbe gemelle che erano in casa con la mamma e non si erano accorte di nulla.

Ancora un altro caso si è aggiunto la scorsa notte. Un signore è stato portato al Centro Iperbarico di Ravenna e trattato con urgenza perché intossicato dal fumo provocato da un incendio in casa: aveva preso fuoco il legname posto vicino al camino. Gli aggiornamenti sulle condizioni delle persone trattate al Centro sono comunicate nel blog e nella pagina ufficiale Facebook del Centro Iperbarico direttamente dal direttore sanitario dr. Pasquale Longobardi che sta personalmente seguendo tutti i casi.

Ecco i link della cronaca locale che riporta le notizie citate:

Sul caso della donna nigeriana a Ravenna: il Resto del Carlino, Ravenna& Dintorni, Romagna Oggi

Sul caso della famiglia di pakistani a Bologna: Corriere di Bologna La Repubblica

Con l’arrivo del freddo i casi di intossicazione da monossido di carbonio diventano sempre più frequenti e riguardano soprattutto le fasce più deboli della popolazione cioè persone povere e cittadini immigrati che per scaldarsi si affidano a stufette o a bracieri tenuti in camere chiuse. Una situazione che è estremamente pericolosa anche perchè il monossido di carbonio è un gas incolore, inodore, insapore e non irrita, pertanto no ci si accorge dell’esalazione sino a quando spesso non è troppo tardi.


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