Quando la camera iperbarica può essere utile in caso di ipoacusia bilaterale neurosensoriale?

Gentili dottori,
vorrei sapere se la patologia “ipoacusia bilaterale neurosensoriale” può trarre vantaggio dal trattamento con camera iperbarica.

È insorta nel 2014 accompagnata da forti acufeni (tipo rumore di cantiere), come complicanza di una pesante influenza. Nel 2018 è peggiorata in seguito a trauma acustico – esposizione ad un allarme per diversi minuti. Mi è stata consigliata la protesi acustica, che non accetto volentieri. Ma  del resto sono consapevole  che il mio disagio aumenta e devo trovare una soluzione.

Può essere la camera iperbarica? Naturalmente sono disponibile a venire a trovarvi, se ritenete che si possa prendere utilmente in considerazione il mio caso. 

Cordiali saluti,
Emanuela 

Un commento a “Quando la camera iperbarica può essere utile in caso di ipoacusia bilaterale neurosensoriale?

  1. Dr. Andrea Galvani on

    Buongiorno Emanuela,
    grazie per averci scritto.

    Purtroppo nelle ipoacusie improvvise neurosensoriali l’Ossigenoterapia-iperbarica (OTI) trova indicazione solo quando dalla diagnosi (consulenza ORL con esame audiometrico) all’inizio dell’eventuale terapia trascorre massimo un tempo di 30 giorni.

    I Pazienti che hanno indicazione vengono sottoposti al un ciclo composto da 15 sedute a 2,5 ATA di pressione, la frequenza delle sedute è quotidiana e la durata di ogni seduta è di 90 minuti.

    Non esiti a ricontattarci per ogni ulteriore informazione o chiarimento.
    Un caro saluto,
    Dott. Andrea Galvani
    Laurea in Medicina e Chirurgia all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna, n. ordine dei Medici Chirurghi di Rimini: 02337

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