Ferita al tallone da trauma e flebite: cosa fare?

Salve,
a maggio mi e’ caduta una scala di ferro sul piede e la ferita si è infettata. Sono in cura presso l’ Azienda Ospedaliera Universitaria di Salerno, ho fatto 40 sedute di terapia iperbarica e sono stato sottoposto ad un intervento di innesto di pelle sintetica. Attualmente soffro di flebite e di dolori continui alla ferita.
Sto pensando di cambiare struttura o di avere, perlomeno, un altro parere.

Grazie,
Paolo

Un commento a “Ferita al tallone da trauma e flebite: cosa fare?

  1. Sofia Fioravanti on

    Gentile Paolo, grazie mille per averci scritto.
    Purtroppo le ferite da trauma sono diffusissime e tendono spesso a cronicizzare, per questo motivo vanno trattate tempestivamente.

    Il primo passo è sicuramente il trattamento della flebite, che è un processo infiammatorio a carico di un vena. La flebite è una condizione potenzialmente pericolosa, dal momento che potrebbe evolvere in tromboflebite e porre quindi le basi per un evento embolico.

    Il trattamento, prescritto dal medico, prevede di solito la somministrazione di eparina e l’utilizzo di calze elastiche. Ancora più efficaci in termini di compressione, sono i bendaggi, i quali sono utili anche per la gestione della lesione. Per poter effettuare il giusto grado di compressione le consiglierei, se non lo ha già fatto, di effettuare un ecocolordoppler arterioso e venoso degli arti inferiori.

    Passiamo a parlare della sua ferita. Mi spiace molto che sia costretto a sopportare dolore continuo, il quale non aiuta sicuramente a chiudere la lesione.

    Possiamo infatti dire che il nostro cervello ha delle priorità: qualora si trovi a decidere se controllare il dolore o rimaginare il danno tissutale, il nostro organismo sceglierà sempre la prima opzione. Il dolore può essere controllato sia con farmaci, prescritti dal medico, sia con altre terapie.

    Per esempio, è disponibile presso il nostro centro la terapia FREMS, una tecnologia costituita da segnali elettrici biocompatibili generati da neurostimolatori computerizzati e somministrati attraverso elettrodi transcutanei. la FREMS™ è una valida alternativa ai trattamenti farmacologici e, in alcuni casi, può evitare seri interventi chirurgici. Il ciclo solitamente è di circa 15 sedute ma il protocollo da seguire viene deciso al momento della visita dal medico.

    Un altro trattamento che può esserle utile, sia per controllare il dolore sia per rimarginare la ferita, è il trattamento con Klox, ovvero la fotobioluminescenza, che utilizza la capacità della luce visibile di innescare reazioni biologiche non termali e non citotossiche.
    La terapia prevede l’applicazione di un gel che contiene cromofori (si tratta di un gruppo di atomi che possono conferire una colorazione a una determinata sostanza) e perossido di urea.
    Una volta applicato sulla ferita e sulla cute perilesionale il gel viene sottoposto ad una luce blu non coerente emessa da una lampada al LED posta a 5 cm dalla ferita.
    L’esposizione dura 5 minuti, dopo di che il gel viene eliminato e si può procedere con la medicazione e il bendaggio più adatti. Si consiglia di solito un trattamento la settimana per almeno 4 settimane.

    Per poterci contattare può telefonare al numero 0544 50 01 52 o inviare una mail segreteria@iperbaricoravenna.it , specificando che viene da fuori regione.
    Verrà contattato da un medico telefonicamente, così da poter decidere il percorso che meglio si adatta alla sue esigenze.

    La ringrazio per la fiducia dimostrataci e le pongo un caro saluto.

    Sofia Fioravanti
    Infermiera Centro Cure Ferite Difficili del Centro Iperbarico di Ravenna

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