Formicolio e isolato pizzichio dopo l’immersione

Buongiorno Dottore,

Le scrivo perchè vorrei approfondire alcuni sintomi che ho avuto dopo alcune immersioni in una settimana dedicata all’attività subacquea durante la quale svolgevo 3 immersioni al giorno.

Già dopo il primo giorno, dopo la terza immersione, ho cominciato a avvertire un formicolio di media entità alla gamba sinistra solo nella zona del polpaccio, stinco e del piede. Il problema persisteva e dato che le immersioni fin li svolte erano entro i 30 metri e senza deco e nemmeno risalite con velocità sopra i 20m/min, ho preso una cardioaspirina e ho rimandato il problema al giorno seguente. All’inizio del secondo giorno era leggermente diminuito quindi ho svolto altre due immersioni; non ho voluto fare la terza perchè il problema persisteva ed era diventato fastidioso; quindi ho preso una seconda cardioaspirina e, nel rimanere a riposo, ho raggiunto la desaturazione totale come indicato dal computer subacqueo. Intanto mi sono riposato visto che in questi due giorni e nei precedenti ero in condizioni psico-fisiche molto pesanti dovute al lavoro e al viaggio. Dopo il terzo giorno il formicolio non si è più presentato, sono riuscito a riposarmi per bene, ma sono comparsi isolati pizzicori cutanei che sono durati alcuni giorni, dislocati in varie parti del corpo, per lo più sugli arti, che a volte erano accompagnati da pulsazioni locali e senso di ostruzioni delle arterie o vene superficiali: come se qualcosa stesse passando in esse.

Le cose sono andate via via migliorando e solo quando sono salito sull’aereo, dopo 16 immersioni e intervallo di 27 ore di superficie, ho cominciato a riavvertire pizzicori di lieve entità che ho voluto combattere con una cardioaspirina.

Tenga presente che mi immergo da quasi 20 anni e non ho mai avuto tali problemi anche se non ho mai approfondito il discorso di forame ovale; l’unica situazione diversa dal solito è che da non fumatore o quasi (1 sigaretta a settimana), in questa vacanza sono passato a fumare 4 sigarette al giorno.

La ringrazio per il tempo che mi ha dedicato e spero mi possa aiutare indicandomi anche eventuali controlli o esami da fare.

 

2 commenti a “Formicolio e isolato pizzichio dopo l’immersione

  1. Luigi Santarella on

    Caro Remo,
    grazie per l’attenzione e la stima.
    L’episodio sintomatico che ci racconti è da attribuire, fino a prova contraria, a una malattia da decompressione (MDD).

    Molti fattori possono aver favorito lo sviluppo di questa patologia, racconti infatti che in quei giorni attraversavi un periodo di forte stanchezza e stress psicofisico. Molte evidenze scientifiche mostrano come lo stato di stress psicofisico, diete inappropriate, e stili di vita non salutari influiscano, attraverso un aumento delle citochine pro infiammatorie, a rendere l’organismo più suscettibile alle MDD.

    Inoltre bisogna aggiungere anche che il numero elevato di immersioni giornaliere (tre), dato il tuo stato psicofisico non ottimale, può ulteriormente aver favorito la MDD.

    Ultima, ma molto importante, possibile causa di malattia da decompressione immeritata (definita così per indicare che il profilo di immersione è stato perfettamente rispettato) è la presenza del Forame Ovale Pervio (PFO). Questa alterazione del setto interatriale può consentire il passaggio di bolle d’aria dal cuore destro a quello sinistro, evitando il filtro polmonare e causare fenomeni embolici sistemici.

    Circa il 30% di tutta la popolazione, anche quella subacquea, ha un Forame Ovale Pervio (FOP o PFO): molte persone e molti subacquei sono quindi portatori di PFO ma, per fortuna, pochi sviluppano una malattia da decompressione.
    Il Centro iperbarico Ravenna ha sviluppato un percorso di diagnosi personalizzato, ciò permette al subacqueo di chiarire quanto questo problema possa essere significativo o meno e cosa fare per immergersi in sicurezza.
    Tenendo conto delle diverse evidenze scientifiche e dei pareri dei massimi esperti del settore abbiamo sviluppato un percorso diagnostico che prevede:

    – ecodoppler transcranico con contrasto sonografico (la presenza fino a venti bolle evidenzia un problema lieve).
    – emogasanalisi durante respirazione in ossigeno puro con maschera a elevato flusso. Una pressione parziale dell’ossigeno nel sangue arterioso superiore a 400 millimetri di mercurio è nella norma, una pressione inferiore conferma la presenza di un shunt nel sistema circolatorio e permette di indicare quanto esso sia grande
    – ossimetria transcutanea per convalidare il dato della emogasanalisi

    La decisione finale è matematicamente certa:
    – meno di venti bolle e pressione dell’ossigeno nel sangue maggiore di 400 mmHg: si possono continuare le immersioni
    – oltre venti bolle e pressione dell’ossigeno nel sangue inferiore a 400 mmHg: a secondo della gravità del problema si decide se autorizzare le immersioni con regole cautelative o se procedere alla chiusura dello shunt.
    In caso di chiusura del PFO, viene suggerito un programma di immersioni controllate a scopo riabilitativo da iniziare dopo il primo controllo con ecodoppler transtoracico, eseguito dopo un mese dall’intervento. Dopo sei mesi dalla chiusura è prevista la visita finale per il via libera alle immersioni senza restrizioni (nell’ambito dei limiti posti dal brevetto).

    Il mio primo consiglio è cercare di mantenere uno stile di vita il più sano possibile con una dieta ricca di frutta e verdure molto utili per ridurre l’acidità del nostro organismo e quindi correggere uno dei molteplici fattori favorenti lo sviluppo di bolle.

    Per quanto riguarda il fumo, la letteratura è alquanto carente, ma è comunque stato evidenziato che, indipendentemente da altri fattori di rischio, può causare nei subacquei affetti da MDD la manifestazione di una sintomatologia più grave rispetto a quella dei non-fumatori.

    Per escludere la presenza del forame ovale pervio, se lo desideri, puoi intraprendere il percorso presso il Centro Iperbarico Ravenna Ravenna (0544- 500152, segreteria@iperbaricoravenna.it) con una visita del neurologo (dr. Paolo Limoni) per il doppler e una visita del medico subacqueo per le valutazioni finali. Si esegue tutto il martedì e l’impegno è di mezza giornata.

    Un caro Saluto,
    Dott. Luigi Santarella
    Laurea in Medicina e Chirurgia all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna, n. ordine dei Medici Chirurghi di Ravenna: 3151

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