Soffro di asma lieve, posso fare attività subacquea?

Buongiorno, sono un ragazzo che vorrebbe fare un corso per subacquei di primo livello.

Durante l’infanzia ho sofferto di asma bronchiale risoltasi dopo lo sviluppo. Adesso, durante il cambio delle stagioni, mi capita di avere un fastidio lieve (pesantezza toracica) che però non mi crea problemi, infatti faccio attività sportiva (corsa, nuoto).

Volevo avere informazioni riguardo ai possibili problemi legati all’attivitá subacquea. Nello specifico se ci sono controindicazioni per chi, come me, ha di questi fastidi.

Vorrei avere un suo parere,
grazie mille

 

Un commento a “Soffro di asma lieve, posso fare attività subacquea?

  1. Luigi Santarella on

    Buongiorno caro Davide, l’asma o altre forme di iperreattività bronchiale non sono delle controindicazioni assolute alla disciplina subacquea.
    II mio consiglio, al fine di un inquadramento clinico della sua problematica e se questa possa influire negativamente sull’attività subacquea, è di sottoporsi ad accertamenti della funzionalità respiratoria accurati, che includano la spirometria globale con tecnica pletismografica e, se richiesto dal pneumolgo, il test di provocazione bronchiale con metacolina. Invii i referti di questi accertamenti diagnostici al Centro iperbarico Ravenna (telefono 0544-500152; email: segreteria@iperbaricoravenna.it). Se fosse necessario organizzeremo per lei la valutazione congiunta del pneumologo esperto in medicina subacquea, dottor Umberto Priolo, e del medico subacqueo. In quella occasione valuteremo, dati alla mano, il suo caso particolare e se sarà necessario le forniremo tutti i consigli opportuni per soddisfare, in tutta sicurezza, la sua passione per la subacquea.
    L’asma giovanile di cui lei è stato affetto è una patologia abbastanza comune che tende a risolversi con la crescita. Associata a questa patologia può rimanere una predisposizione ad asma in età adulta, allergie ed intolleranze.
    L’asma è una malattia caratterizzata dalla bronco-costrizione in risposta ad svariati stimoli. Non si tratta di una risposta patologica fissa e costante: il paziente presenta generalmente improvvisi peggioramenti della funzione polmonare, gli “attacchi asmatici”. Un attacco asmatico può essere scatenato da pollini od altri allergeni, ma anche da aria fredda e secca, sostanze irritanti nell’atmosfera, sforzi fisici, raffreddori, influenza.
    La costrizione bronchiale dell’asma ha due effetti:
    – il primo è che diminuisce la quantità d’aria ventilata. Questo riduce la capacità di esercizio fisico, specialmente in un subacqueo, che già presenta una riduzione della capacità respiratoria causata dalle resistenze dei sistemi di respirazione subacquea e dall’aumento della densità del gas respirato in profondità.
    – Secondariamente, la riduzione del calibro delle vie aeree può provocare intrappolamento d’aria nei polmoni durante la risalita. Se il gas intrappolato si espande ad un ritmo maggiore di quanto non ne venga eliminato con l’espirazione attraverso le vie aeree ristrette, si può avere rottura del tessuto polmonare, con embolia gassosa arteriosa o pneumotorace.
    Un altro problema relativo all’asma e all’immersione è l’aumentata tendenza delle vie aeree degli asmatici alla bronco-costrizione, quando vengono esposte a condizioni ambientali che sono tipiche dell’immersione: respirazione di aria fredda e secca, inalazione accidentale di acqua salata o inalazione di allergeni a causa di una cattiva manutenzione dei filtri.
    Gli asmatici che si immergono si trovano in situazione di maggior rischio anche a causa della limitazione della loro capacità di esercizio fisico, non solamente per la possibilità di bronco-costrizione e di intrappolamento di gas intra-polmonare.

    Le raccomandazioni dicono che i pazienti asmatici ben controllati si possono immergere nel rispetto di due condizioni:
    1) che non abbiano dovuto assumere farmaci bronco-dilatatori nelle ultime 48 ore
    2) che la loro asma non sia del tipo scatenato da freddo, sforzi o stress emotivi.

    Un saluto cordiale,
    Dott. Luigi Santarella

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