Protesi al ginocchio già rioperata e ancora infetta

Gentilissimo dott Longobardi, le scrivo per avere un consiglio inerente ad un problema di protesi ginocchio infetta di mia madre.
Mia madre ha subito un intervento di artroprotesi al ginocchio destro nel 2008. Nel 2009 ha subito un secondo intervento di artroprotesi dello stesso ginocchio per la presenza di un infezione.

Purtroppo le cose non sono andate come ci si aspettava e lei non ha mai smesso di avere un male costante quotidiano con cui convive tuttora, nonostante abbia tentato  tre http://www.farmapet.it/890-kamagra cicli di terapie antibiotiche fatte all’ospedale Putti di Cortina.

Ora mia mamma è a terra e ha il rifiuto verso ogni cura perché è sfiduciata, ha perso ovviamente ogni speranza e si è rassegnata a tenersi il dolore a vita.

Ora chiedo a lei un consiglio sull’eventuale utilità della terapia iperbarica: potrebbe essere utile a mia mamma? Ha altri suggerimenti da darmi?

La ringrazio in anticipo e aspetto una sua risposta appena le è possibile. I più cordiali saluti Manuela

Un commento a “Protesi al ginocchio già rioperata e ancora infetta

  1. Nedjoua Belckacem on

    Cara Manuela,
    la ringrazio per l’interesse che dimostra per il nostro Centro. Capisco quanto può essere difficile e frustrante per sua madre vivere una situazione che oltre al dolore limita la sua mobilità.

    Come ci ha raccontato, la protesi al ginocchio di sua madre è già stata sostituita una volta per la stessa complicazione, ovvero l’infezione, ed è proprio per questo che oggi si trova a dover scegliere tra ripetere il trattamento chirurgico (che prevede la sostituzione della protesi con uno spaziatore in cemento insieme a terapia antibiotica e ossigenoterapia iperbarica) e il trattamento conservativo basato sulla terapia antibiotica.

    Per risolvere l’infezione di una protesi articolare è quasi sempre necessario rimuovere e sostituire (se possibile) la protesi esistente con una nuova. Per aumentare le possibilità di successo, la sostituzione della protesi non avviene subito dopo la rimozione di quella infetta, ma si preferisce impiantare prima una protesi speciale, provvisoria e fatta di cemento osseo addizionato di antibiotico (il cosiddetto spaziatore in cemento antibiotato). Questo permette di sterilizzare il più possibile l’articolazione e di procedere in un secondo tempo (generalmente dopo 2 – 4 mesi) all’eventuale reimpianto della nuova protesi articolare. Purtroppo non esistono altre terapie che possano sostituire completamente la chirurgia, perciò essa rimane l’unico atto radicale per rimuovere definitivamente la fonte dell’infezione.

    La terapia conservativa basata sull’uso degli antibiotici per via locale (infiltrazione) e generale (orale) ad alti dosaggi e per lunghi periodi si limita invece a ridurre l’infezione ma senza risolverla. Tenga in considerazione che i batteri che colonizzano la superficie della protesi con il passare del tempo sviluppano una barriera protettiva contro gli antibiotici e dunque diventano sempre meno efficaci.

    L’ossigenoterapia iperbarica può intervenire in entrambi i casi perché grazie alla sua capacità antibatterica diretta e indiretta è in grado di ridurre notevolmente l’infezione. Nel primo caso è un’utile preparazione all’intervento chirurgico che risulta quindi più efficace e meno cruento o demolitivo, nel secondo caso può potenziare l’effetto della terapia antibiotica velocizzando la riduzione dell’infezione. Inoltre l’ossigeno iperbarico permettendo di ridurre l’infiammazione determina una conseguente diminuzione del dolore.

    L’ossigenoterapia iperbarica è una terapia non invasiva: si tratta di inalare dell’ossigeno puro in un ambiente dove l’aria è compressa e portata ad una pressione superiore alla pressione atmosferica.

    Se le interessa valutare questa possibilità potremmo valutare insieme la strada da percorre e la fattibilità della terapia nelle condizioni cliniche di sua madre. In questo caso la invito a contattare la nostra segreteria al numero 0544 500152 per fissare un appuntamento per una visita me dica.
    Rimango a sua disposizione per ulteriori chiarimenti e auguro a lei e a sua madre buone feste.
    Dott.ssa Belkacem Nedjoua

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