Artoprotesi, infezione e complicanze: è possibile evitare l'operazione chirurgica?

Gentilissimo Dott. Longobardi, Le vorrei sottoporre il problema che affligge mia madre nata il 5 gennaio 1924. Il giorno 08 aprile 2003 ha subito un intervento chirurgico di Artoprotesi totale del ginocchio sinistro e un altro intervento di revisione Artoprotesi totale al ginocchio destro il 19 novembre 2003. Paziente diabetica, nell’anno 2007 ha avuto un Ictus cerebrale ischemico in encefalopatia vascolare cronica e atrofica con transitoria emiparesi destra. Scompenso cardiaco congestizio con anasarca e insufficienza respiratoria ipossiemica. Herpes Zoster bucco-mentoniero destro, dopo questo ha avuto altri episodi di edemi polmonari e sincopali. E’ poi sopraggiunta un’infezione alla protesi del ginocchio destro, con l’accertamento tramite l’agoaspirato, eseguito nel 2008, risultando che la stessa è causata dal batterio Escherichia Coli. E’ da quell’anno che la curiamo con l’antibiotico Cefixoral, ma il dolore si manifesta egualmente e quelle poche volte che sospendo la cura, acuisce ulteriormente e trova sollievo quando le somministro l’antinfiammatorio Aulin. A questo proposito vorrei chiederle se è possibile evitare un nuovo intervento e cosa mi può suggerire.

La ringrazio per la sua attenzione e la saluto cordialmente. Marilena

 

Un commento a “Artoprotesi, infezione e complicanze: è possibile evitare l'operazione chirurgica?

  1. Nedjoua Belkacem on

    Cara Marilena,
    grazie per l’interesse che dimostra per il nostro centro e mi dispiace per i mali che mettono a dura prova il fisico di sua madre.

    Il problema per il quale ci chiede un suggerimento terapeutico è l’infezione dell’artroprotesi del ginocchio destro, sottoposta già in passato ad una revisione chirurgica senza beneficio.

    I batteri che vengono a colonizzare la superfice della protesi con il passare del tempo sviluppano una barriera protettiva contro gli antibiotici che quindi diventano sempre meno efficaci: questo è il motivo per cui risulta vano assumere l’antibiotico Cefixoral.
    Purtroppo non esistono altre terapie che sostituiscano completamente la chirurgia che quindi rimane l’unica soluzione radicale per rimuovere la fonte dell’infezione bonificando prima i tessuti vicini infetti e poi sostituendo la protesi. Questa soluzione è però improponibile nel caso di sua madre per i tanti problemi di salute che ci ha elencato e per l’età (89 anni ).

    Dicendo questo non voglio né spaventarla nè scoraggiarla. Anzi, potremmo valutare la possibilità di ricorre alla terapia iperbarica che ha come scopo di ridurre la carica batterica e quindi ridurre e limitare l’infezione.

    Per prendere in considerazione questa possibilità è però indispensabile capire se le condizioni di salute di sua madre, e in particolare quelle cardiologiche, non compromettono la fattibilità di questa terapia. Considerando i ripetuti episodi di scompenso cardiaco con edemi polmonari e anasarca che lasciano immaginare un cuore molto malato e stanco, così come le condizioni fisiche difficili che potrebbero rendere complicata la frequentazione quotidiana del centro per un minimo di due settimane, le propongo infatti la terapia iperbarica con un po’ di riserva che può essere sciolta dopo aver eseguito gli appositi controlli.

    Se decide di provare ad intraprendere questa strada può inviarci via fax al numero 0544 500148 (all’attenzione della dott. Belkacem) tutta la documentazione che comprende: le visite cardiologiche con elettrocardiogramma e ecocardiogramma, le visite pneumologiche, prima di spostarvi per una visita che valuterà decisamente la fattibilità e l’opportunità di questa terapia.

    Con un sincero augurio per un lieto esito, rimango a sua disposizione per ulteriori chiarimenti
    Dott.ssa Nedjoua Belkacem

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