Giovanni Esentato segretario AISI: finalmente l'Italia ha una legge chiara sulla sicurezza delle attività subacquee professionali per competere in Europa

La sicurezza di chi svolge attività subacquea professionale è un argomento molto importante per noi del Centro Iperbarico Ravenna e per questo seguiamo con molta attenzione ogni evoluzione che riguarda la norma UNI 11366 (ne abbiamo parlato anche qui e qui)

Il  24 marzo 2012 il decreto legge n. 1 del 24 gennaio 2012, meglio noto come “decreto liberalizzazioni”, è diventato legge e quanto scritto nell’art. 16 comma 2 è di grandissima importanza per chi lavora in immersione e svolge attività subacquea per professione. Il testo della legge dice infatti:

“Le attività di cui all’articolo 53 del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1979, n. 886, sono svolte secondo le norme vigenti, le regole di buona tecnica di cui alla norma UNI 11366”.

Cosa significa questo? Significa che con la nuova legge viene finalmente sancito il valore inderogabile delle disposizioni contenute nella norma UNI 11366 “Sicurezza e tutela della salute nelle attività subacquee ed iperbariche professionali al servizio dell’industria – procedure operative” in cui sono definiti:

– i criteri e le modalità  per l’esecuzione di attività subacquee ed iperbariche professionali al servizio dell’industria,
– le caratteristiche delle attrezzature e degli equipaggiamenti utilizzati;
– i requisiti di natura professionale che deve possedere il personale coinvolto per garantire la sicurezza e la tutela della salute dei medesimi lavoratori durante le attività.

La norma UNI 11366 è un documento al quale si è arrivati dopo quattro anni di dibattito e che ha visto il coinvolgimento di molti del mondo professionale (aziende e lavoratori) e delle istituzioni. Ma ancor più importante oggi è il suo riconoscimento all’interno della legge.

Perché? Cosa cambia con la nuova legge nel mondo del lavoro subacqueo?
L’abbiamo chiesto a Giovanni Esentato, segretario dell’Associazione Imprese Subacquee Italiane (AISI).

“Ora finalmente le procedure di sicurezza sono chiare e abbiamo un quadro nazionale legislativo e normativo in grado di promuovere attività subacquee professionali all’insegna dei massimi standard di sicurezza per tutti gli operatori del settore.
Inoltre fino a questo momento l’Italia era l’unico paese europeo a non avere una legge in materia e per questo motivo non potevamo partecipare alle gare di appalto internazionali, ma solo accettare subappalti. Con il riconoscimento legislativo finalmente anche per le aziende italiane è possibile concorrere sul mercato alla pari dei competitors europei.  Averci come concorrenti sta dando fastidio soprattutto alle aziende del nord Europa: gli era comodo non dover concorrere con noi a causa del vuoto legislativo del nostro Paese.
Il Ministero dello Sviluppo Economico  è il primo ministero italiano che prende atto dell’importante fermento dell’attività industriale offshore e ci sta sostenendo per portarla avanti: questo settore è molto importante anche per la crescita del PIL del Paese.”

Di tutto questo si parlerà ancora venerdì 21 settembre a Roma al Convegno “La norma UNI 11366 e il decreto liberalizzazioni: cosa cambia nel mondo del lavoro subacqueo”. Il Convegno si svolgerà presso il Ministero dello Sviluppo Economico, sala del Parlamentino, via molise 2.

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