Osteomielite in craniotomia decompressiva per ictus

Scrivo per mio fratello, il 03/11/2010 ha avuto un icuts  ischemico all’età di, solo, 45 anni.

Ha subito una craniotomia decompressiva dopo si è formata una piccola ferita nella parte sinistra della cute del cranio, difficile da chiudersi. E’ stato operato, con successo, dal chirurgo plastico. In seguito si è formata un’altra ferita più piccola in un altro punto. Questa piccola ferita butta, qualche volta, un liquido bianco misto a sangue. Vorrei un consiglio: posso portalo a visita da Lei oppure a chi posso rivolgermi?

0 commenti a “Osteomielite in craniotomia decompressiva per ictus

  1. Pasquale Longobardi on

    cara Patrizia, ti ringrazio per l’attenzione. Mi dispiace per il disagio di tuo fratello: credo che riusciremo ad aiutarlo.
    E’ probabile che si tratti di osteomielite refrattaria cronica della teca cranica, visto il tipo di liquido che butta ogni tanto e il fatto che si sia aperta un’altra ulcera dopo la chiusura della prima con la chirurgia plastica.
    L’osteomielite è sostenuta da fattori di compromissione sistemica (l’indebolimento fisico durante l’ictus e i fattori che l’hanno provocato, forse: fumo, ipertensione, ipercolesterolemia) e locali (l’intervento di craniotomia).
    Il Centro iperbarico Ravenna ha consolidata esperienza e competenza per aiutarti a risolvere il problema. Il trattamento dell’osteomielite cronica prevede un percorso interdisciplinare.
    Innanzitutto è necessaria la diagnosi, per la quale servono:
    – PET/TC ossa cranio. Diagnosi: ricerca di area ad elevata attività metabolica attribuibile a focolaio osteomielitico
    – emocromo con formula e piastrine, aptoglobina, protidemia totale, sideremia, fibrinogeno, creatininemia, glicemia, GPT, VES, PCR, fibrinogeno
    Se la diagnosi di osteomielite fosse confermata, il percorso terapeutico del Centro iperbarico Ravenna prevede:
    – consulenza del chirurgo plastico (dr. Andrea Carboni) per valutare l’opportunità di una pulizia chirurgica.
    – ossigenoterapia iperbarica che ha scopo adiuvante e crea le migliori condizioni cliniche ossigenative per la funzionalità degli antibiotici; risolve eventuali deficit ossigenativi locali, migliorando la prognosi.
    – antibioticoterapia (incluso l’utilizzo di innesto di osso impregnato di antibiotico posto nella sede della pulizia),
    – stimolazione antibatterica attiva (ITSB) qualora le difese immunitarie siano “fredde” rispetto all’infezione dell’osso.
    – terapia fisica (utilizzando anche la SIT Therapy – cioè il Sistema Infiltrativo Transdermico per veicolare nei tessuti, attraverso la idroelettroforesi, diversi farmaci e sostanze naturali).

    I risultati del percorso terapeutico interdisciplinare sono ottimi.

    Per maggiori informazioni consulta anche il sito http://www.osteomielite.it gestito dal bravo ortopedico dr. Giovanni Gualdrini, dell’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna e membro del Gruppo Italiano per lo Studio e la terapia delle Infezioni Osteoarticolari (GISTIO) e/o contatta la Associazione Nazionale per le Infezioni Osteo-Articolari (ANIO) tel. 800-688400, web: http://www.anio.it

    Per la valutazione presso il Centro iperbarico Ravenna contatta la segreteria (tel. 0544-500152, email: direzione@iperbaricoravenna.it). Ciao, Pasquale

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