Incidente in moto con frattura femore: ossigeno iperbarico

Egr. Dr. Longobardi, sono un ingegnere che lavora nel settore motociclistico, da sempre appassionato di moto (guido da quando avevo 6 anni, oggi ne ho 46). Purtroppo il giorno 13 maggio 2011 ho avuto un incidente stradale in moto a Lesmo a seguito del quale ho avuto una frattura pluriframmentaria pertrocanterica scomposta al femore dx che mi e’ stata trattata all’ospedale San Matteo di Pavia (dove abito), il 16 maggio 2011, con l’applicazione di un chiodo supernail 280mm x 11mm, vite cefalica 110 mm e vite distale 30 mm. Il chirurgo mi aveva informato della possibilita’ di dover effettuare una legatura dei frammenti durante l’intervento ma non e’ stato necessario. Dal terzo giono dopo l’intervento, ho effettuato sedute quotidiane di fisioterapia e gli esercizi consigliati. Mi e’ stato prescritto un controllo rx in giugno 2011 per verificare la possibilità di caricare l’arto. Tutto sembra procedere bene, anche se per molto tempo ho avuto un esteso ematoma nella zona dell’anca e posteriormente che appariva piuttosto caldo al tatto.

Volevo sapere se, in che fase e per che durata, potrebbe essere a suo giudizio utile il ricorso a sedute di terapia iperbarica; che tipo di beneficio si può ottenere (tempi di recupero inferiori/miglior funzionalita’ dell’arto). Colgo l’occasione per ringraziarla e le porgo i miei piu’ distinti saluti, Roberto

0 commenti a “Incidente in moto con frattura femore: ossigeno iperbarico

  1. Pasquale Longobardi on

    gentile ingegnere Roberto, la ringrazio per l’attenzione e la stima. A distanza di sei mesi dall’incidente, la frattura a carico del femore dovrebbe essere in avanzata fase di consolidamento.
    L’ossigenoterapia iperbarica è indicata nella fase acuta – per ridurre l’incidenza dell’infezione e facilitare la riparazione dei tessuti molli danneggiati – specialmente se coesistano alterate condizioni fisiche generali (fumo, diabete, obesità o sovrappeso importante, malattie epatiche, reumatiche, immunitarie o neoplasie) o locali (deficit della circolazione, frattura esposta e contaminata, precedenti traumi). A distanza dal trauma, l’ossigenoterapia iperbarica è utilizzata, con successo, per facilitare la riparazione dell’osso insieme alla riabilitazione in acqua, alla riabilitazione posturale e alla terapia fisica (tecar-terapia, SIT, laser).
    La letteratura scientifica e l’esperienza del Centro iperbarico Ravenna nei motociclisti d’elitè (in collaborazione con il dr. Claudio Costa della Clinica Mobile di Imola – Bologna) conferma che l’approccio multidisciplinare riduce significativamente il rischio di infezione e accelera il tempo di guarigione di almeno un terzo: Michael Doohan tornò a gareggiare dopo due mesi da un grave schiacciamento della coscia; Valentino Rossi è tornato alle gare dopo un mese dalla frattura alla gamba.

    Il meccanismo di azione dell’ossigeno iperbarico è basato sulla modulazione del monossido di azoto (NO), una molecola prodotta dal nostro stesso organismo che ha la proprietà di regolare la difesa immunitaria; facilitare la circolazione del sangue; reclutare cellule staminali dal midollo osseo indirizzandole nella sede di lesione, al fine di favorire la formazione di nuovi vasi sanguigni nei canali Haversiani che irrigano l’osso; accelerare del 150% l’attività delle cellule della riparazione (fibroblasti e cellule dell’osso).

    Il Centro iperbarico Ravenna prevede due settimane di trattamento intensivo e integrato: due sedute al giorno di ossigenoterapia iperbarica con riabilitazione in ambiente iperbarico e all’esterno, intervallate dalla riabilitazione in acqua e dalla terapia fisica. Per informazioni contatti la segreteria del Centro (tel. 0544-500152; email: direzione@iperbaricoravenna.it). Cordiali saluti, Pasquale Longobardi

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