Spondilodiscite grave

Salve, sono un collega di Firenze. Ho un carissimo cugino affetto da una “spondilodiscite”. A giugno ebbe la frattura di una vertebra e subì un piccolo intervento. Per 2 giorni è stato benissimo, ma poi sono subentrati i dolori e ora a distanza di mesi è allettato con continui dolori!!! Va avanti con cerotti a base di morfina. Dopo tac e risonanza è stata diagnosticata questa malattia. Per oltre 3 mesi ha fatto terapia antibiotica ma oggi la situazione non è cambiata. Nei prossimi giorni dovrebbere effettuare una biopsia sotto tac e quindi sperare di trovare il batterio interessato e mirare la terapia antibiotica. Parlando con molti colleghi ortopedici ho capito che la situazione non è per niente buona e le speranze sono poche. Avrei piacere di sapere se ti sono capitati casi così e se con la terapia iperbarica hai avuto risultati.  Ti ringrazio anticipatamente e ti invio cordiali saluti.

0 commenti a “Spondilodiscite grave

  1. Pasquale Longobardi on

    caro collega, grazie per l’attenzione e la stima. Mi dispiace per la grave patologia che affligge tuo cugino.
    Presso il Centro iperbarico Ravenna abbiamo trattato 27 pazienti affetti da spondilodiscite (dal 1 gennaio 1999 al 1 giugno 2010).
    Al termine dell’ossigenoterapia iperbarica (OTI) 21 pazienti (95,5%) hanno ottenuto un miglioramento clinico soggettivo. Questi pazienti hanno riportato una riduzione del dolore, la Visual Analogic Scale (VAS) è migliorata passando da una media di 7 (prima dell’OTI)a una media di 1 (a fine ciclo OTI). Sono migliorate la mobilità e la deambulazione. Il paziente che non ha riportato alcun miglioramento ha eseguito solo 15 sedute di OTI poiché è stato trasferito in altro ospedale.
    In 8 pazienti (36,4%) c’è stato un miglioramento del quadro radiologico (RMN e scintigrafia) e in 7 pazienti (31,8%) si è avuto un miglioramento con la normalizzazione degli indici di flogosi ematici (VES, PCR, Fibrinogeno). In 2 casi (9,09%) c’è stato un miglioramento sia radiologico che degli indici di flogosi. Inoltre la media dei giorni del trattamento antibiotico (97.7 giorni, range 40-210) è risultata essere inferiore rispetto ai dati della letteratura.
    Tutti i pazienti trattati presso il Centro iperbarico di Ravenna hanno indossato corsetto rigido o erano in riposo assoluto. L’antibioticoterapia è stata somministrata per via intravenosa e per via orale con una media di 97.7 giorni (range 40-210) utilizzando (a secondo dei germi) antitubercolari, chinolonici, cefalosporine, aminoglicosidi e teicoplanina. In tre casi (13,63%) si è intervenuti chirurgicamente con discectomia e stabilizzazione della colonna.
    Le cause che hanno causato le spondilodisciti sono state differenti, 12 pazienti (54,55%) hanno contratto una spondilodiscite post chirurgica, in 3 pazienti (13,64%) la spondilodiscite era di natura tubercolare e in 7 pazienti (31,82%) le cause sono state la sepsi, la cateterizzazione e la dialisi. La sede più colpita è risultata essere il rachide lombare in 15 casi (68,18%)seguita dal rachide lombosacrale in 3 casi (13,68%), dal rachide dorsale in 2 casi (9,09%), dal rachide dorso-lombare in 1 caso (4,55%) e da quello cervico sacrale in 1 caso (4,55%). Questo dato rispecchia i dati della letteratura (lombare 45%, dorsale 35%, cervicale 20%).
    L’agente eziologico isolato è stato lo Stafilococco aureus in 9 pazienti(40,90%), il Mycobatterio tubercolosis in 3 pazienti (13,64%), l’ Escherichia coli in 2 pazienti (9,09%), la klebsiella in un paziente (4,55%), l’agente eziologico è rimasto sconosciutoe in 7 pazienti (31,82%).
    Non c’è stata correlazione significativa con i fattori di rischio (età superiore ai 60 anni, fumo di sigaretta, ipertensione arteriosa, ipossia, neoplasie, epatite, alcolismo, malattie reumatiche, immunodepressione, diabete, dialisi, obesità).
    L’ossigenoterapia iperbarica favorisce la detersione del focolaio settico e il riassorbimento dell’edema. Ha un’azione batteriostatica o battericida (a secondo del germe). Favorisce la neoangiogenesi, stimola l’attività degli osteoclasti e successivamente quella degli osteoblasti nella formazione di osso sano. Inibisce il processo infiammatorio cronico impedendo la diapedesi dei leucociti. L’ossigenoterapia iperbarica, infine, sinergizza con gli altri trattamenti. Soprattutto ha un’azione diretta positiva sulla farmacocinetica di alcuni antibiotici.
    Spero che queste informazioni ti possano essere utile per assistere tuo cugino. Resto a tua disposizione per ogni chiarimento (telefono 0544-500152, email personale: divedoc@libero.it). Ciao, Pasquale

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  2. federica on

    Curate la spondilodiscite in maniera tempestiva. Il batterio, nel frattempo che il medico studia, potrebbe camminare e fare danni com’è successo a mio padre. Mentre aspettava i professoroni del policlinico di Napoli tra infettivologo ed ortopedico specializzato nella colonna vertebrale per fargli l’ago aspirato alla schiena …. è morto!
    La terapia antibiotica va fatta specifica sul batterio da trattare … consulatate un infettivologo io l ho letto su di un blog di un uomo curato da un infettivologo israeliano ed è guarito con farmaci di ultima generazione australiana.
    Ho rabbia dentro xke’ proprio i medici ke abbiamo consultato ci hanno detto ke sarebbe guarito invece è finito lunedi scorso dopo un intervento al cuore xke il batterio aveva danneggiato la valvola mitralica.
    Non fate passare giorni e mesi … e auguro a suo cugino un grande in bocca a lupo. Se potessi tornare indietro farei ricoverare mio padre in un ospedale con reparto di infettivologia.

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  3. Pasquale Longobardi on

    gentile Federica, è assurdo perdere il papà per una infezione ossea, nel 2010 e le festività natalizie amplificano il vuoto che lui ha lasciato.
    Farò tesoro del tuo suggerimento: agire rapidamente per bloccare il progredire della infezione. Ci sarà sempre tempo per modificare la terapia antibiotica una volta che sia stata chiarita la causa.
    Per quanto riguarda il ricorso all’infettivologo: nel Centro Cura Ferite Difficili della Ausl Ravenna, l’infettivologo (dr. Paolo Bassi) ha un ruolo determinante nel coordinare la terapia di patologie come la spondilodiscite.
    Grazie per il racconto della tua lacerante esperienza: è importante per evitare altre perdite.
    Un caro saluto, Pasquale
    (l’essere napoletano acuisce il mio dispiacere per quanto è successo nella mia città)

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  4. federica on

    Gent. dott Pasquale,
    i batteri erano li nel suo corpo da cinque mesi, precisamente tra la L4 e la L5, provocando la rottura della valvola mitralica degenerando fino a doverlo operare ed è stato deleterio ma se nn si fosse operato sarebbe morto comunque.. sto aspettando la cartella clinica per cercare di capire meglio e darmi una valida spiegazione ad una morte nn giustificata se nn dal fatto che è stato un ennesimo caso di malasanità, dovuta da medici ke l’hanno trattato come una pallina da ping-pong.

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  5. Floriana on

    Gentile Dott. Longobardi, le scrivo speranzosa che mi possa aiutare a capire meglio. Mia madre, 55 anni e monorene dal 1983, il 1 ottobre ha avuto un blocco renale a causa di un calcolo. In concomitanza a questo blocco ha cominciato ad avvertire mal di schiena, sottovalutato e considerato da diversi medici come una lombosciatalgia. I dolori sono diventati sempre più forti fino al 31 dicembre che la mia povera mamma si è allettata e non è più riuscita ad alzarsi. A seguito di una risonanza magnetica, fatta a Pozzilli, ci hanno detto che aveva un’infezione alla colonna vertebrale ma che doveva essere trasferita al Policlinico Umberto I° in quanto trattandosi di c.d. spondilodiscite, serviva il parere di un infettivologo. Ha effettuato una TAC con biopsia ma purtroppo il batterio non è conosciuto. Ora sta effettuando la terapia antibiotica ma vorrei capire se ciò può essere gravoso per il suo unico rene e se…la mia mamma potrà tornare a condurre una vita normale. Grazie di cuore. Floriana

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  6. rita on

    ho problemi in ambito lavorativo perchè il medico legale del mio paese sostiene che la spondilodiscite non è una grave patologia, io ho dolori atroci adesso il reumatologo mi diagnosticato anche una fibromialgia. Vorrei chiarimenti in merito, grazie. Rita

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  7. Pasquale Longobardi on

    cara Rita, ti ringrazio per l’attenzione.
    La spondilodiscite è una malattia che ha diversi livelli di gravità. Sempre vi è disagio, impotenza funzionale e, inoltre, nel tuo caso si associa anche la fibromialgia.
    Ti consiglio di sentire il parere di un infettivologo o di un neurochirurgo per poi sottoporlo all’attenzione della medicina legale.
    Ciao, Pasquale

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  8. Pasquale Longobardi on

    cara Floriana, ti ringrazio per l’attenzione e mi dispiace vivamente per la mamma.
    Se la tua mamma fosse portatrice sana di monorene (cioè se la funzionalità del rene fosse normale e quindi la creatininemia, la clearance della creatinina fossero nella norma) sarebbe solo, per i medici, più imnpegnativo gestire il percorso terapeutico (antibioticoterapia) necessario per risolvere la spondilodiscite.
    Tua madre dovrebbe tollerare bene la terapia. Di spondilodiscite si guarisce, con la cura appropriata. Chiedi al nefrologo di verificare se gli antibiotici in atto (che non citi nel tuo messaggio) siano tollerati dalla mamma.
    Nel precedente post (dove rispondo al dr. Andrea Mori per il suo cugino) è ben indicata la procedura che applichiamo al Centro iperbarico Ravenna. Stampa il post e mostralo al medico curante della mamma e ai medici specialisti che la seguono. Al Policlinico Umberto I di Roma è attivo un importante Centro iperbarico. Potresti contattare, a mio nome, la prof.sa Monica Rocco (rianimazione) – esperta in medicina iperbarica e mia cara amica – e chiederle consigli su chi sia esperto di spondilodiscite nel Policlinico.
    Se potessi esserti utile, contattami al Centro iperbarico Ravenna (tel. 0544-500152). Un caro saluto, Pasquale

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  9. BIANCA on

    Milano, 22.02.2011
    CONSIGLIO A TUTTI: SE AVETE DOLORE FORTE ALLA SCHIENA, FATE LA RMN,SENZA PERDERE TEMPO PREZIOSO. QUESTA è LA MIA STORIA:
    Ho avuto la spondilodiscite su frattura di L1 e D12. Il medico ha ritardato la cura perchè l’ ha confusa con la sciatica, nonostante il dolore fosse localizzato al centro della schiena e non lungo la coscia.
    Avrebbe dovuto mandarmi al p.s. dove mi avrebbero fatto subito LA RISONANZA magnetica.
    Sono tornata a casa a letto, finchè ho perso l’uso delle gambe e in preda a dolori indescrivibili ho chiamato l’ ambulanza e sono andata all’ist. ortopedico g. Pini e li sono stata ricoverata. La degenza è durata 5 mesi e mezzo!!! e poi mi son portata a casa il dolore per un altro anno e mezzo. Immobilizzata in busto rigido, di ferro.
    L’ infettivologo mi ha fatto fare 8 flebo al giorno di cui 6 di un cockail di antibiotici ad ampio spettro e 2 di artrosilene x calmare il dolore.
    Gli antibiotici sono stati sostituiti con un altro cockail, perchè l’ agente che ha causato l ‘infez. si camuffa e si assuefà e diventa insensile ai medicinali
    Il primario disperava di salvarmi, perchè, a causa della negligenza del mio medico, sono andata tardi in ospedale e l’ infezione si era diffusa; la coscia si era gonfiata fino al ginocchio. Mi hanno dato un’ invalidità permanente 100% per la perdita ossea. L’ infez. è durata oltre 6 mesi. Finalmente dopo un altro anno e mezzo dal gen. 2011 avverto una netta diminuzione del dolore. NON AVEVO MAI SENTITO PARLARE DELLA CAMERA IPERBARICA IN QUESTO CASO.

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  10. Pasquale Longobardi on

    cara Bianca, ti ringrazio vivamente per il prezioso contributo. Hai intuito lo spirito del blog del Centro iperbarico Ravenna: raccontare la propria storia per aiutare altre persone che soffrano per lo stesso disagio.
    In bocca al lupo per una completa e rapida guarigione. Ciao, Pasquale

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  11. vito on

    salve, sono un ragazzo di 33 anni, skipper fino al 21.9 2007. Sono stato operato di ernia L4-L5. Ho preso la spondilodiscite e ora, dopo tre anni, sono peggiorato. Forse per il peso: ho preso 10 chili. Adesso vorrei curarmi seriamente. L’infezione é stata bloccata dal Centro Malattie infettive di Cremona. Sono stato ricoverato in vari ospedali. Penso che ho bisogno di un buon Centro di riabilitazione (che non ho mai trovato). Sono già in lista di attesa ma non mi hanno ancora chiamato.
    Ho perso pure l’affetto, la fidanzata e la mia vita si è trasformata dal solcare i mari di tutto il mondo, al letto che ora è il mio migliore amico. Ho bisogno di aiuto. Ho fatto una risonanza 7 giorni fa e la colonna ha avuto peggioramenti. Cosa devo fare? Qualcuno può aiutarmi? Il mio email: vitos17@hotmail.it oppure sono rintracciabilie tramite Facebook come vito rosario.

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  12. Pasquale Longobardi on

    caro Vito, ti ringrazio per l’attenzione. Provo brivido nel leggere la tua storia: giovane, amante del mare e della libertà, bloccato a letto da una infezione. Terribile.
    Cremona non è lontana da Ravenna, potresti venire a trovarci in modo da analizzare insieme la tua situazione e la documentazione clinica (ormai, con tutti gli esami che hai subito, avrai raccolto un libro di Medicina).
    In tal caso, segnala alla segreteria (0544-500152) che necessiti anche di valutazione dal fisiatra (dr. Francesco Fontana).
    Se lo riterremo utile, faresti un ciclo (due settimane intensive) di terapia iperbarica (anche due volte al giorno), riabilitazione in acqua, terapia fisica (onde d’urto, magnetoterapia, infiltrazione di acido Jaluronico, ecc.).
    Chiedo cortesemente ai lettori del blog, con esperienza di una spondilodiscite simile alla tua, di raccontare il loro calvario verso la guarigione. Sarebbe il modo migliore per aiutarti.
    Un abbraccio, Pasquale

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  13. mariangela on

    Spett. Dott. Longobardi, volevo chiederle gentilmente “un consulto” su questo forum.
    Da anni sono affetta da Sindrome Fibromialgica primaria con dolori lancinanti localizzati soprattutto agli arti superiori e inferiori ma comunque diffusi in tutto il corpo. Questa malattia è, a mio parere, poco conosciuta e poco”studiata”. I dolori sembrano coltellate associati a “bruciori” interni insopportabili. Dopo varie e “inutili” cure, proprio in questi giorni, ho letto che vari pazienti hanno tratto notevole giovamento dal trattamento con ossigeno iperbarico per 15 sedute con una significativa riduzione del numero di tender points e del punteggio del dolore. Le chiedo se nel suo Centro ha mai trattato casi di fibromialgia (leggevo ma mi sembra solo accennato) e per favore, se può riferirmi, in tutta “sincerità”..i risultati ottenuti. La ringrazio e le porgo i più distinti saluti. Mariangela

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    • Pasquale Longobardi on

      cara Mariangela, ti ringrazio per l’attenzione. Il lavoro scientifico al quale fai riferimento è probabilmente quello pubblicato da colleghi turchi nel 2004
      Yildiz S, Kiralp MZ, Akin A, Keskin I, Ay H, Dursun H, Cimsit M. “A new treatment modality for fibromyalgia syndrome: hyperbaric oxygen therapy”. J Int Med Res. 2004 May-Jun;32(3):263-7 (http://tinyurl.com/3oaxjn6). La professoressa Cimsit è membro dell’Executive Board dell’European Undersea and Biomedical Society (EUBS) e gode della mia stima. Attualmente la Sindrome Fibromialgica non è considerata tra le indicazione appropriate per la ossigenoterapia iperbarica con costo a carico del Servizio Sanitario Nazionale.
      E’ vero che la ossigenoterapia iperbarica è un potente inibitore dei processi infiammatori e riduce le citochine, sostanze chimiche che contribuiscono al dolore e all’innesco delle aree di tensione muscolare (tender points). Mancano studi secondo le regole della medicina basata sulle prove di evidenza clinica.
      Presso il Centro iperbarico Ravenna pazienti affetti da Sindrome Fibromialgia trattati, per altre indicazioni ritenute appropriate, con ossigenoterapia iperbarica associata alla terapia riabilitativa, hanno riferito una riduzione del dolore e delle aree di tensione muscolare. E’ migliorata la qualità della vita ma mi manca l’informazione su cosa sia accaduto a distanza di tempo (recidiva?).

      E’ importante verificare che la diagnosi sia corretta e seguire il corretto percorso terapeutico che prevede:
      • farmaci che diminuiscono il dolore e migliorano la qualità del sonno. Questi farmaci comprendono gli antidepressivi triciclici (amitriptilina) e gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) (paroxetina, fluoxetina) e altri farmaci ad azione prevalentemente miorilassante ma simili strutturalmente agli antidepressivi (ciclobenzaprina).
      • programmi di esercizi di stiramento (stretching) muscolare e/o che migliorino il fitness cardiovascolare
      • tecniche di rilassamento e altre metodiche per ridurre la tensione muscolare
      • programmi educativi per facilitare la modifica delle abitudini di vita che potrebbero determinare e/o perpetuare la sintomatologia fibromialgica

      Sarebbe interessante ripetere l’esperienza della prof.sa Cemsit applicando un percorso terapeutico che includa la ossigenoterapia iperbarica, i farmaci appropriati, la terapia della riabilitazione (anche in camera iperbarica e in acqua) basata su uno specifico programma di esercizi per migliorare la postura, la flessibilità e la forma fisica.

      Il Centro iperbarico Ravenna ha già esperienza e competenza nella gestione di tale percorso, applicato per altre patologie. Per informazioni contatti la segreteria del Centro (tel. 0544-500152, in particolare Francesca Cappai) e chieda del “percorso riabilitazione”.

      Cordiali saluti. Pasquale

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  14. ELENA on

    buongiorno, gentilmente vorrei sottoporre il caso di mia mamma 74 anni. Premetto che prima di un mese e mezzo fa mia mamma era completamente autosufficiente e attiva, senza patologie croniche particolari. Ha iniziato con un dolore prima sul fianco (tipo appendicite) che poi si è spostato in un determinato punto lungo la colonna vertebrale. Da quel giorno è rimasta quasi sempre a letto.
    Dopo qualche giorno di dolore invalidante, venne ricoverata all’Ospedale Civile di Brescia, con diagnosi varie: epatopatia cronica, calcoli alle colicisti, polmonite, pleurite. Ne è uscita dopo 10 giorni come prima, ancora con lo stesso dolore.
    Dopo 8 giorni a casa senza alcun miglioramento, riusciamo a mandarla per una settimana in una clinica riabilitativa (Villa Gemma a Gardone Riviera) dove le diagnosticano il crollo delle vertebre dovuto all’osteoporosi (che non sapeva di avere). Fatta la diagnosi, viene dimessa in condizioni pietose.
    Il giorno dopo la portiamo alla Fondazione Poliambulanza di Brescia dove le trovano ancora la polmonite. Per questo viene ricoverata in medicina. Il suo dolore osseo persiste. Visti i buoni esiti del trattamento della polmonite, i due dottori che la seguono decidono di vedere (la scorsa settimana) cosa le provocava ancora cosi’tanto dolore alla schiena. Hanno effettuato una Risonanza Magnetica e la diagnosi è stata SPONDILODISCITE batterica. Ora devono ancora isolare il batterio e decidere per la terapia antibiotica piu’ idonea. Il problema è che da qualche giorno lei non ha piu’ la sensibilità delle gambe: praticamente al momento è paralizzata. I dottori dicono che il midollo non è lesionato ma l’infezione comprime il midollo e bisogna vedere per quanto tempo sia rimasto e rimarrà schiacciato per capire se la paralisi sia una situazione definitiva. Per ora, non avendo ancora isolato il batterio, stanno somministrando due antibiotici con i quali hanno ottenuto buoni risultati in altri casi. I dottori dicono che di tempo ne abbiamo perso abbastanza perche’ la polmonite che aveva in atto ha confuso un po’ tutti e, inizialmente, anche loro.
    Mi scuso se non sono stata precisa nei dettagli tecnici e medici, volevo capire se a questo punto della malattia si puo’ pensare che la paralisi possa essere solo temporanea oppure è ormai una sentenza definitiva. I medici non sono stati drastici pero’ bisogna vedere giorno per giorno di quanto si riduce l’infezione e la cosa sarà molto lunga. Ringrazio per la disponibilità e saluto. Elena

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    • Pasquale Longobardi on

      cara Elena, ti ringrazio per l’attenzione. La storia di tua mamma provoca un disagio enorme: penso al dolore che sta soffrendo. La procedura del Centro iperbarico Ravenna per le spondilodisciti midollari è la seguente:
      – qualora ci sia evidenza clinica di danno neurologico (come è per la mamma), è essenziale intervenire chirurgicamente per pulire quanto possibile. Il referente è lo specialista neurochirurgo. Il problema è duplice: i neurochirurghi sanno che l’intervento “infetterà” la sala operatoria e dopo sarà necessario bloccare la sala per accurata pulizia; inoltre siamo in agosto (personale ridotto).
      – dopo la pulizia (o in attesa) riposo a letto con un busto (da portare sempre, anche quando è coricata). Il referente è lo specialista fisiatra. Il problema è che la mamma è ormai stanca. Stanchezza e caldo non aiutano a sopportare ol busto.
      – ossigenoterapia iperbarica: utile per facilitare la riduzione della carica batterica e potenziare le difese immunitarie. Contatta il Servizio OTI – Istituto Clinico Città di Brescia, Via Gualla, 15 – 25128 Brescia tel. 030-3710358 oppure 030-3710357. Il direttore è il dr. Renato Moroni che stimo molto.
      – antibioticoterapia
      Seguendo questo percorso terapeutico, è possibile che entro due mesi (con la neuroriabilitazione) la mamma riacquisti la funzione degli arti inferiori.
      In bocca al lupo alla mamma e a te. Pasquale

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  15. david terracina on

    Buonasera, al mio fratellino di due anni hanno gli hanno appena diagnosticato questa malattia, ci hanno consigliato di rivolgerci all’ospedale Bambino Gesù di Palidoro (ROMA), pensa che sia il posto giusto o ci consiglia qualche posto migliore?
    Confido nella sua risposta. Grazie in anticipo

    Rispondi
    • Pasquale Longobardi on

      caro David, ti ringrazio per l’attenzione: è terribile che il fratellino di soli due anni sia affetto dalla spondilodiscite. La giovane età lo aiuterà a guarire rapidamente.
      Fai eseguire la valutazione presso il Centro in Roma che ti è stato consigliato. Fatevi precisare chiaramente il percorso terapeutico (eventuale chirurgia, farmaci, terapia fisica), le probabilità di guarigione e i tempi. Se non foste soddisfatti potrete chiedere un secondo parere (vedi il sito del Gruppo Italiano Studio Infezioni Osteo-articolari http://www.gistio.it e dell’Associazione Nazionale Infezioni Osteo-articolari http://www.anio.it).
      L’ossigenoterapia iperbarica, insieme alle altre terapie, è appropriata per facilitare la guarigione. L’elenco dei Centri iperbarici è nel sito della Società Italiana di Medicina Subacquea e Iperbarica http://www.simsi.it sulla destra c’è il link “centri iperbarici”. Il Centro iperbarico Ravenna (tel. 0544-500152) ha esperienza ed è competente nella gestione delle spondilodisciti: siamo a vostra disposizione. Fammi sapere cosa diranno i medici in Roma. Ciao, Pasquale

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  16. ANDREA on

    CIAO RAGAZZI.. LEGGENDO SU QUESTA PAGINA MI SENTO IN DOVERE DI RACCONTARE LA MIA STORIA: ERANO MESI CHE SOFFRIVO DI MAL DI SCHIENA CHE ANDAVA E VENIVA NELLE ZONA LOMBARE, FINO A QUANDO UN GIORNO ALZANDOMI DA UNA PANCHINA HO AVVERTITO UNA FITTA LANCINANTE PARI AD UNA COLTELLATA NELLA MIA SCHIENA. DECISI QUINDI DI FARE ASSOLUTAMENTE UNA RMN, E MI FU DIAGNOSTICATA UNA SPONDILODISCITE INFETTIVA ALL’ALTEZZA VERTEBRALE L2-L3. SONO STATO RICOVERATO A SETTEMBRE D’URGENZA ALL’OSPEDALE GALEAZZI DI MILANO, DOVE TRAMITE UNA BIOPSIA OSSEA MI HANNO CATTURATO E ESAMINATO IL GERME. MI HANNO INGESSATO COMPLETAMENTE E HO FATTO CIRCA 8 SETTIMANE DI ANTIBIOTICI IN VENA E PUNTURE INTRAMUSCOLARI. ORA SONO PASSATI CIRCA TRE MESI DAL GIORNO DEL MIO RICOVERO IN OSPEDALE, STO MOLTO MEGLIO RIESCO A STARE IN PIEDI E ANZICHè IL GESSO (CHE HO PORTATO PER DUE MESI E MEZZO) HO UN CORPETTO NON RIGIDO CON CHIUSURA A VELCRO DAVANTI. RIESCO A MUOVERMI TRANQUILLAMENTE MA DEVO STARE CIRCA 1 MESE ANCORA A RIPOSO. PER CHIUNQUE SOFFRA DI QUESTA BRUTTA MALATTIA CONSIGLIO VIVAMENTE DI FARSI RICOVERARE ALL’OSPEDALE GALEAZZI DI MILANO, I MEDICI CHE MI HANNO CURATO SI SONO RILEVATI OTTIMI, E ANCHE L’INFETTIVOLOGO CHE PERò VENIVA DAL DIPARTIMENTO MALATTIE INFETTIVE DELL’OSPEDALE SACCO DI MILANO. LA SPONDILODISCITE MI HA COSTRETTO IMMOBILE A LETTO PER CIRCA DUE MESI, IO HO 17 ANNI è STATA LA PEGGIORE ESPERIENZA DELLA MIA VITA. COMPRENDO PIENAMENTE TUTTI QUELLI CHE LA STANNO PASSANDO IN QUESTO MOMENTO E GLI AUGURO UN MIO PIù SINCERO IN BOCCA AL LUPO.

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  17. Alessandro on

    Ho una mia cara vicina che soffre di questa malattia. Le hanno prescritto una cura antibiotica ma ho sentito parlare bene di questo nuovo farmaco australiano. Qualcuno mi sa dire il nome e come procurarselo?

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  18. elsa on

    Gentile Dottore, come avevo spiegato nei precedenti commenti, sono stata curata per la spondilodiscite tubercolare a due ossa vertebrali. Ho provato a ritornare al lavoro dopo un anno e mezzo ma non sono riuscite a resistere più di un’ora seduta nella stessa posizione perchè ho forte dolore dal bacino in giù accompagnato con vampate di freddo agghiacciante, formicolio e mi si addormentano tutte e due le gambe. La notte ho dolore, formicolio e gonfiore alle mani. Ho anche problemi ipotiroidei. Mi hanno valutato il 50% di invalidità permanente. Non so a chi rivolgermi dato che ho fatto varie riabilitazioni: fisioterapia in acqua e corrente galvanica. Più volte sono stata visitata dal neurologo, senza risultato. Vado al lavoro sempre con questo problema. Gentilmente, c’è qualche soluzione? Grazie.

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    • Pasquale Longobardi on

      cara Elsa, mi dispiace molto per la sofferenza che non ti permette di ritornare alla normale vita lavorativa. Dal tuo messaggio, comprendo che sei stata curata con un corretto percorso di diagnosi e terapia. Attualmente il problema pare che sia il trattamento dei danni che compaiono a distanza di tempo (anche cinque anni) dall’episodio acuto. Questi danni a distanza sono più frequenti qualora la diagnosi iniziale sia stata posta in ritardo (almeno otto settimane) dall’insorgenza dei primi sintomi (febbre, dolore). In genere la terapia dei danni a distanza è la riabilitazione (in Ravenna abbiamo un ottimo programma in merito). Per personalizzare la risposta al tuo quesito necessito che tu invii copia del parere più recente di un fisiatra o neurologo; dei referti della RM e della radiografia della colonna vertebrale alla mia attenzione: dr. Pasquale Longobardi, Centro iperbarico, via Augusto Torre 3, 48124 Ravenna – tel. 0544-500152, fax 0544-500148; email: direzione@iperbaricoravenna.it. Inserisci anche il tuo recapito postale, telefonico ed email.
      Ciao, Pasquale

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  19. ANTONELLA on

    Ho mia madre di 77 anni e sulla base di una RM, eseguita dopo circa 30 giorni dalla comparsa dei sintomi perché si pensava a una lombosciatalgia, gli e’ stata diagnosticata una spondilodiscite L3-L4. Il muro anteriore e posteriore della vertebra sono ancora integri. Gli esami non hanno evidenziato un batterio specifico quindi l’ortopetico ha prescritto terapia antibiotica con Rifocin in vena e Tavanic per bocca; riposo a letto. Con la terapia il dolore e’ diminuito di molto nel frattenpo abbiamo contattato il “CODIVILLA PUTTI” di Cortina dove e’ stata ricoverata per due settimane con terapia antibiotica locale direttamente sulla vertebra e per via venosa. Ha eseguito una biopsia presso l’Hesperia Hospital in Modena di cui non abbiamo ancora il risultato. La mamma adesso e’ a casa a riposo, la schiena gli fa male poco e si alza solo per andare in bagno. Vorrei sapere se la procedura che abbiamo seguito e giusta e che possibilita’ ha di guarire. Grazie, ANTONELLA

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    • Pasquale Longobardi on

      cara Antonella, ti ringrazio per l’attenzione e sono contento che la mamma – al momento – tolleri il dolore che può essere terribile.
      La spondilodiscite è un processo patologico che interessa il disco intervertebrale ed il tessuto osseo adiacente: la localizzazione lombare è la più frequente (48-60% di tutte le spondilodisciti). Nella maggioranza dei casi è una malattia infettiva. I germi che la provocano arrivano per lo più attraverso il sangue. Le cause più frequenti sono ascessi in altre sedi, quali foruncoli, granulomi dentari oppure infezioni da salmonella, brucella, tubercolosi. Talvolta i germi vi giungono per contiguità: per esempio in corso di interventi o procedure sui dischi.
      La diagnosi di spondilodiscite è stabilita dalla triade sintomatologica classica: febbre, dolore e deficit neurologici; indici di infiammazione (VES, PCR, fibrinogeno) alterati; RM e TC compatibili con la diagnosi (come nel caso di tua mamma); conferma microbiologica attraverso l’isolamento del patogeno (quindi è importante il referto della biopsia che avete eseguito in Modena).
      Mi chiedi la possibilità di guarigione (prognosi). Per fortuna, per tua mamma, la diagnosi è stata posta con un ritardo di sole quattro settimane. Se il ritardo fosse stato maggiore (almeno 8 settimane) sarebbero state più probabili le conseguenze a distanza come deficit neurologici (nel 33% dei casi, gravi nel 3% dei casi) che insorgono, in media, dopo 5.4 anni dal trattamento. La paralisi irreversibile può colpire il 4-22% dei pazienti affetti da ascesso spinale epidurale.
      La terapia nella maggioranza dei casi consiste principalmente nella somministrazione di antibiotici.
      La RM della colonna vertebrale di tua mamma, pare escludere – per il momento – la necessità di un intervento chirurgico (di decompressione o stabilizzazione) che diventa necessario in caso di instabilità o crollo vertebrale o di sviluppo di raccolte di pus all’interno del canale spinale.
      Presso il Centro iperbarico Ravenna (tel. 0544-500152, email: direzione@iperbaricoravenna.it) otteniamo ottimi risultati nella cura della spondilodiscite associando anche: immunoterapia aspecifica (detto anche “vaccino”) se la causa fosse lo Stafilococco; riabilitazione in acqua e terapia fisica per mantenere attivo il tono muscolare; ossigenoterapia iperbarica per facilitare l’azione del sistema difensivo della tua mamma nel combattere i microbi e per ossigenare le cellule dell’osso aiutandole nella riparazione. Questa procedura contribuisce a ottenere una migliore guarigione e garantisce l’accelerazione dei tempi per tornare alla vita normale (camminare).
      L’impegno in Ravenna è di due – tre settimane (a secondo della gravità del caso), dal lunedì al venerdì (ci sono convenzioni per agevolare i quattro pernottamenti settimanali). Il programma prevede due sedute al giorno di ossigenoterapia iperbarica con la somministrazione della immunoterapia aspecifica (da ordinare separatamente, se necessaria), intervallate dalla riabilitazione in acqua e dalla massofisioterapia.
      Resto a tua disposizione per chiarimenti. Ciao, Pasquale

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  20. ANTONELLA on

    GENTILE DOTTORE avevo scritto precedentemente per mia madre di 77 anni affetta da spondilodiscite e ricoverata al “CODIVILLA” di Cortina. Il risultato della biopsia e’: spondilodiscite cronica aspecifica in fase attiva. Adesso sta continuando l’antibiotico per bocca una cp di ciproxin da 750 mattina e sera e rifadin a pranzo. Le sue analisi sono al momento buone non ha dolore alla schiena si alza solo per il bagno perche’ mi hanno detto che essendo ancora in fase attiva potrebbe esserci un crollo vertebrale. Deve fare un altro ciclo di antibiotica direttamente sulla vertebra, ma come si fa a valutare se sta guarendo? e per il tono muscolare in questo caso dovrebbe fare la riabilitazione da lei consigliata al centro iperbarico di ravenna? La ringrazio per l’attenzione

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  21. Pasquale Longobardi on

    gentile Antonella, spero che le condizioni della mamma siano nettamente migliorate durante l’anno che è trascorso dal tuo messaggio.
    Per i lettori del blog, segnalo che le cure funzionano quando il paziente si sente meglio (intensità del dolore su una scala da 0 a 10) e capacità di svolgere una vita autonoma. Un fisiatra potrà valutare il grado di funzionalità e il percorso di riabilitazione.
    E’ utile l’esame del sangue (emocromo con formula leucocitaria, alfa 2 macroglobuline, VES, PCR, fibrinogeno) e i controlli strumentali (ecografia, RMN).
    Il Centro iperbarico Ravenna (tel. 0544-500152, direzione@iperbaricoravenna.it), in base alla propria esperienza, ha elaborato un percorso di riabilitazione che sicuramente permette di migliorare le complicanze della spondilodiscite.
    Un caro saluto, Pasquale Longobardi

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