Edema alla caviglia: mi immergo?

Gentilissimo Dr.Longobardi,
 edema alla cavigliail 6 settembre di quest’anno, scendendo in MountainBike da una collina sono caduto procurandomi una forte distorsione alla caviglia destra. Rientrato a valle mi sono recato al pronto soccorso dove, a seguito di radiologie, non è emersa alcuna frattura se non un grosso edema da curarsi con gamba alta, ghiaccio e una crema anti-infiammatoria. Nel contempo mi sono sottoposto anche a Risonanza Magnetica (in data odierna) in cui è emerso un “sottile, deteso, a decorso irregolare, il legamento peroneo-astragalico anteriore come da lesione traumatica parziale. Conservate le rimanenti strutture capsulo – legamentose.”

La domanda. Allo stato attuale la caviglia presenta ancora un edema importante che non accenna a riassorbirsi.
A sua sensibilità che consigli può darmi in vista di una crociera sub prevista per il 20 di Novembre prossimo a Raja Ampat? La ringrazio in anticipo, Ferruccio Muran

0 commenti a “Edema alla caviglia: mi immergo?

  1. Pasquale Longobardi on

    caro Ferruccio, ti ringrazio per l’attenzione e la stima. Mi piacerebbe che tu possa partecipare alla meravigliosa crociera a Raja Ampat ma per adesso è importante recuperare quanto prima la piena funzionalità del legamento peroneo – astagalico (caviglia). Ti indico il percorso terapeutico che applichiamo, con successo in casi come il tuo dove il danno al legamento è solo parziale, in collaborazione con il dr. Francesco Fontana, fisiatra, subacqueo e partner del Centro iperbarico Ravenna.
    E’ necessario che tu protegga l’articolazione non camminando e proteggendola con un apposito tutore. Il trattamento con laser ad alta potenza con neodimio YAG permette di bio-stimolare la riparazione e la risoluzione dell’edema. La riabilitazione eseguita correttamente facilita il recupero ottimale dell’articolazione. Nei casi di edema grave e danno ai tessuti molli, utilizziamo la ossigenoterapia iperbarica per accelerare il processo di guarigione.
    Se tu desiderassi una visita dal dr. Fontana e dai medici del Centro iperbarico Ravenna, contatta la segreteria (o la mia assistente, Claudia Assirelli) al 0544-500152, email: direzione@iperbaricoravenna.it
    Guardando la tua caviglia potremo anche dirti se riuscirai a guarire in tempo per partecipare alla crociera. Un caro saluto, Pasquale

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  2. rosario castaldo on

    Egregio dott.Longobardi, il 25 ottobre 2010, in seguito a un incidente in moto, ho riportato un forte trauma distorsivo con vistoso edema alla caviglia sinistra. Effettuando una radiografia alla caviglia non vi era alcuna lesione. Il giorno seguente, l’ortopedico decideva l’ingessatura. Avevo chiesto di mettere adeguato tutore ma mi ha risposto che si trattava di una brutta contusione, dicendomi di proseguire nell’apporre ghiaccio sulla parte interessata e assumere pillole antinfiammatorie fino al giorno 29 ottobre 2010 quando mi ha praticato un ingessatura da portare per 30 giorni. Volevo gentilmente chiederle un suo professionale consiglio. Grazie per la sua disponibilità. Distinti saluti, Rosario

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  3. Pasquale Longobardi on

    caro Rosario, ti ringrazio per l’attenzione e la stima. E’necessario che sia prudente nel darti consigli nel web, mi manca la visione delle radiografie e della caviglia. Il collega ortopedico che ha deciso per il gesso, aveva tutti gli elementi per decidere il meglio per te.
    Ritengo essenziale che tu esegua una ecografia della caviglia per valutare la situazione dei tendini. La radiografia permette di valutare l’osso ma non l’eventuale danno o rottura dei legamenti e tendini.
    Parlando in generale, presso il Centro iperbarico Ravenna in collaborazione con il fisiatra (dr. Francesco Fontana), preferiamo applicare un tutore per immobilizzare l’articolazione ma contemporaneamente permettere il bendaggio con bende medicate all’ossido di zinco e cumarina (sono potenti nel ridurre l’infiammazione e l’edema) e la terapia fisica con tecar terapia, laserterapia, biostimolazione, riabilitazione in acqua.
    Il gesso ha lo svantaggio di ridurre l’ossigenazione dei tessuti molli della caviglia, inoltre il gesso non si adatta alle variazioni delle dimensioni della caviglia. Se continuasse a gonfiarsi, ci sarebbe la sofferenza dei tessuti; se si sgonfiasse, il gesso non garantirebbe l’immobilizzazione dell’articolazione.
    Per adesso: esegui l’ecografia (appena possibile), controlla che le dita del piede si muovano facilmente e che non ci sia colorito scuro (ischemia) o dolore. Al primo controllo, l’ortopedico valuterà la strategia migliore per te. Ciao, Pasquale

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  4. Ferruccio Muran on

    Ciao Rosario,

    mi accodo alla risposta del Dr. Longobardi per “sponsorizzare” con assoluta positività la sua profesionalità, i suoi consigli, le sue terapie riabilitative.

    Ho avuto modo di essere visitato da lui e dal Dr. Farina (fisiatra).

    Dopo soli 8gg di terapie (laser Yag + magneto + linfodrenaggio) non solo l’edema si è sgonfiato praticamente del tutto, ma anche i dolori articolari (soprattutto in torsione) stanno svanendo.

    Concludo nel dirti che, in tutti questi anni di Apnea Agonistica (dinamica con monopinna e statica) in cui le visite mediche obbligatorie sono frequenti, non ho mai avuto una visita così a largo spettro, acurata e professionale come quella “subita” dal Dr. Longobardi.

    Grazie Pasquale.

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  5. Pasquale Longobardi on

    caro Ferruccio, ti ringrazio vivamente per aver pubblicato i tuoi graditi complimenti. Sono orgoglioso dello staff (sanitario e amministrativo) del Centro iperbarico Ravenna.
    Sono felice che tu stia rapidamente migliorando.
    Un abbraccio, Pasquale

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  6. Giuseppe Rutigliano on

    Salve dottore, vorrei un suo parere in merito ad un mio problema. Da circa un mese ho subito un intervento di safenectomia. A livello della caviglia si è formato un edema che non riesce a migliorare. Mi potrebbe dire cosa posso fare?
    La ringrazio e La saluto.
    Peppino

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    • Pasquale Longobardi on

      caro Giuseppe, ti ringrazio per l’attenzione e la stima.
      La safenectomia, di per se, non risolve l’edema. Quindi se era pre-esistente all’intervento è normale che sia rimasto. Qualora, invece, l’edema prima non c’era allora è bene che chiedi un controllo al chirurgo. Potrebbe essere una complicazione dell’intervento. Per poter essere più utile, dovrei conoscere quale tipo di intervento sia stato eseguito.
      Presso il Centro iperbarico Ravenna abbiamo competenza nella terapia compressiva, bendaggi, linfodrenaggio. lino – taping e pressoterapia. Qualora lo ritenessi opportuno, il numero di telefono della segreteria del Centro iperbarico Ravenna è 0544-500152.
      ciao, Pasquale

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  7. gabriella on

    b.giorno, seguito frattura metatarso scomposta sono stata opertata e trattata la frattura con osteosintesi (placca + viti) e rimandata a casa con un gesso semi rigido. dopo 1 mese mi è stato tolto il gesso semi rigido e a 2 mesi dall’incidente ho iniziato a caricare seppur poco, l’arto. Ora a distanza di 4 mesi dall’incidente ho ancora un evidente edema che mi preclude una corretta camminata. Il vostro centro potrebbe fare al mio caso? grazie

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  8. Redazione on

    Gentile Gabriella,
    grazie per la sua attenzione e per l’interesse mostrato verso per il blog del Centro Iperbarico.

    Le suggeriamo di riscrivere la sua richiesta di supporto direttamente nella sezione “Invia la tua richiesta” (http://www.iperbaricoravennablog.it/risponde-il-dr-pasquale-longobardi-e-lo-staff-del-centro-iperbarico-di-ravenna/). In questo modo il suo quesito potrà essere pubblicato sulla home page del blog e ricevere una risposta dello staff del Centro Iperbarico di Ravenna.

    Le richieste che arrivano sono decine ogni giorno pertanto se ha molta urgenza la invitiamo a contattare il Centro Iperbarico di Ravenna chiamando al numero 0544 500152.

    Un caro saluto,
    Martina,
    Redazione blog

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