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Il Linfodrenaggio Vodder

Il Linfodrenaggio Vodder

Il linfodrenaggio Vodder è un massaggio esercitato con movimenti ritmici, lenti e armonici che servono a ricreare l’equilibro idrico nei tessuti, spingendo la linfa nelle stazioni linfatiche ed evitando così il ristagno di liquidi e di tossine nei tessuti. È una tecnica molto rilassante che ha anche un altro importante obiettivo: permette il rinnovamento del liquido interstiziale. Questo consente alle cellule di rinnovarsi e vivere più a lungo, agevolando così la riparazione dei tessuti compromessi da ferite o processi irritativi e, di conseguenza, migliorandone anche l’aspetto estetico.


Come agisce il linfodrenaggio Vodder

Il linfodrenaggio agisce sulla linfa che è un fluido molto simile al sangue ed è composta da acqua, sali, proteine e linfociti. Attraversa ogni distretto corporeo, con lo scopo di ripulirlo dalle scorie metaboliche accumulate nei tessuti. Sul suo percorso sono disseminate varie “stazioni”, i gangli linfatici, dove la linfa si libera dai residui tossici raccolti e torna a circolare nei tessuti.

linfodreggio vodderIl percorso della linfa nel nostro corpo è simile a quello del sangue nel sistema circolatorio, l’unica differenza è il modo in cui i fluidi scorrono. Nel sistema circolatorio il cuore funge ininterrottamente da pompa, mentre nel sistema linfatico il movimento della linfa è dato in buona parte dalla contrazione dei muscoli, attraverso la "spremitura" del contenuto dei vasi. Quando c’è un’alterazione in questo sistema, che può essere dovuta a molteplici fattori (traumatici, metabolici, immobilità, asportazione chirurgica di linfonodi), si ha un accumulo delle scorie e un ristagno dei liquidi a livello interstiziale che provoca gonfiori e, col passare del tempo, vere e proprie modificazioni dei tessuti.


Come si effettua il linfodrenaggio Vodder

Il linfodrenaggio deve sempre iniziare con un massaggio preliminare che va praticato indipendentemente dalla zona trattata: è lo “scarico del collo”, che ha lo scopo di aprire i punti di scarico. Si effettua appunto sul collo, su parte del viso e sulle clavicole. La prima conseguenza di un linfodrenaggio eseguito bene è la riduzione o la scomparsa del gonfiore e l’eliminazione dei liquidi in eccesso (aumento della pipì).


Effetti benefici del linfodrenaggio Vodder

  • Effetto vegetativo (anti stress): il massaggio linfodrenante agisce positivamente sul nervo vago, che costituisce la maggior parte del Sistema Nervoso Parasimpatico. Questo sistema si attiva quando siamo in una situazione di tranquillità e relax dando origine a molti effetti benefici: riduce la frequenza cardiaca, favorisce la digestione, incrementa la peristalsi intestinale, incentiva il rilassamento muscolare, favorisce le funzioni di “recupero” come quella immunitaria.
  • Effetto analgesico (contro il dolore): con un’esecuzione esatta del linfodrenaggio, si eccitano cellule inibitrici che riducono la sensazione dolorosa.
  • Effetto immunologico: si può presumere che il linfodrenaggio agisca sul sistema immunitario in quanto, attraverso lo spostamento manuale del liquido linfatico, gli elementi apportatori di malattia vengono portati al più presto nei linfonodi dove vengono resi inoffensivi.
  • Effetto drenantela circolazione linfatica ha il compito di mantenere bassa la concentrazione di cataboliti (scarti/tossine) nei nostri tessuti. Se questa funzione non viene svolta in maniera esaustiva, il nostro organismo richiama in sede altri liquidi, con lo scopo di diluire tali scorie e mantenere accettabile la loro concentrazione. Questo richiamo di liquidi si  determina però in un eccessivo gonfiore. Per ridurre l’edema è quindi necessario ripristinare l’adeguato smaltimento di tali sostanze.


Chi può fare il linfodrenaggio Vodder

Il Linfodrenaggio Vodder rappresenta la terapia d’elezione nell’approccio fisioterapico di linfedemi primari e secondari, ma ci sono anche altre patologie in cui può essere inserito come terapia complementare a quella fisioterapica e/o farmacologica:

  • Insufficienze venose.
  • In presenza di edema a seguito di traumi articolari e muscolari.
  • Patologie reumatologiche.
  • Infiammazioni croniche delle vie respiratorie: sinusite, raffreddore cronico, bronchite cronica e asmatica, otite e tonsilliti ricorrenti.
  • Acufeni, Labirintiti, Sindrome di Menière.
  • Patologie a carico del tessuto connettivo (sclerodermia, LES) e del pannicolo adiposo (Lipoedemi, lipoedemi localizzati, PEFS, cellulite).
  • Patologie del sistema nervoso centrale e periferico, commozione cerebrale, emicrania e cefalea, nevralgia del trigemino, paresi facciale, apoplessia, sclerosi multipla.


Controindicazioni del linfodrenaggio Vodder

Il linfodrenaggio manuale è controindicato in maniera assoluta in presenza di infiammazioni acute (erisipela), trombosi, scompenso cardiaco. Esistono poi alcune altre affezioni che richiedono un consulto medico specialistico preventivo (ad esempio le patologie oncologiche).


Quanto costa il linfodrenaggio Vodder

Il trattamento ha un costo di 55,00 euro per massaggio singolo, oppure 500,00 euro per il pacchetto da 10 massaggi. Il ciclo di trattamento è deciso caso per caso dal fisioterapista del Centro Iperbarico, previa visita di valutazione. In base alla patologia, può essere necessario ripetere il ciclo tre, quattro volte in un anno.

Per maggiori informazioni sul linfodrenaggio Vodder e la prenotazione del trattamento è possibile contattare la Segreteria del Centro Iperbarico – Tel: 0544 500152 - Mail: segreteria@iperbaricoravenna.it o richiedere un appuntamento compilando il form.

Tutto quello che c’è da sapere sul Linfodrenaggio Vodder

Il metodo Vodder di Linfodrenaggio Manuale nasce intorno agli anni Trenta da una brillante intuizione di Emil Vodder un biologo e fisioterapista danese. Vodder, insieme alla moglie Astrid, studiò il sistema linfoide dopo aver notato che molti pazienti affetti da raffreddori cronici avevano i linfonodi gonfi.  I due coniugi misero quindi a punto un protocollo per favorire il transito della linfa dell’organismo, ottenendo un gran consenso nell’ambiente medico.

Cos’è e come funziona la linfa?

La linfa è un fluido molto simile al sangue ed è composta da acqua, sali, proteine e linfociti. Attraversa ogni distretto corporeo con lo scopo di ripulirlo dalle scorie metaboliche accumulate nei tessuti. Sul suo percorso sono disseminate varie “stazioni”, i gangli linfatici, dove la linfa si libera dai residui tossici raccolti e torna a circolare nei tessuti. Il percorso della linfa nel nostro corpo è simile a quello del sangue nel sistema circolatorio; l’unica differenza è il modo in cui i fluidi scorrono: nel sistema circolatorio il cuore funge ininterrottamente da pompa, mentre nel sistema linfatico il movimento della linfa è dato in buona parte dalla contrazione dei muscoli attraverso la spremitura del contenuto dei vasi.
Quando c’è un’alterazione in questo sistema, che può essere dovuta a molteplici fattori (traumatici, metabolici, immobilità, asportazione chirurgica di linfonodi), si ha un accumulo delle scorie e un ristagno dei liquidi a livello interstiziale che provoca gonfiori e, col passare del tempo, vere e proprie modificazioni dei tessuti.

In cosa consiste il linfodrenaggio?

Il linfodrenaggio Vodder è un massaggio esercitato con movimenti ritmici, lenti e armonici che servono a ricreare l’equilibro idrico nei tessuti, spingendo la linfa nelle stazioni linfatiche ed evitando così il ristagno di liquidi e di tossine nei tessuti. E’ una tecnica molto rilassante che ha anche un altro importante obiettivo: permette il rinnovamento del liquido interstiziale. Questo consente alle cellule di rinnovarsi e vivere di più, agevolando così la riparazione dei tessuti compromessi da ferite o processi irritativi e, di conseguenza, migliorandone anche l’aspetto estetico.

Una particolarità del linfodrenaggio è che va praticato sempre senza olio o una qualsiasi sostanza grassa. È un massaggio asciutto, che al limite necessita di un po’ di talco per favorire lo scorrimento delle mani sulla cute.

Per quali patologie  è utile il linfodrenaggio?

Il Linfodrenaggio Vodder rappresenta la terapia d’elezione nell’approccio fisioterapico di linfedemi primari e secondari, ma ci sono anche altre patologie in cui può essere inserito come terapia complementare a quella fisioterapica e/o farmacologica:

  • Insufficienze venose.
  • In presenza di edema a seguito di traumi articolari e muscolari.
  • Patologie reumatologiche.
  • Infiammazioni croniche delle vie respiratorie: sinusite, raffreddore cronico, bronchite cronica e asmatica, otite e tonsilliti ricorrenti.
  • Acufeni, Labirintiti, Sindrome di Menière.
  • Patologie a carico del tessuto connettivo (sclerodermia, LES) e del pannicolo adiposo (Lipoedemi, lipoedemi localizzati, PEFS, cellulite).
  • Patologie del sistema nervoso centrale e periferico, commozione cerebrale, emicrania e cefalea, nevralgia del trigemino, paresi facciale, apoplessia, sclerosi multipla.

 Quali sono gli effetti del linfodrenaggio?

  • effetto vegetativo (anti stress): il massaggio linfodrenante agisce positivamente sul nervo vago, che costituisce la maggior parte del Sistema Nervoso Parasimpatico. Questo sistema si attiva quando siamo in una situazione di tranquillità e relax dando origine a molti effetti benefici: riduce la frequenza cardiaca, favorisce la digestione, incrementa la peristalsi intestinale, incentiva il rilassamento muscolare, favorisce le funzioni di “recupero” come quella immunitaria.
  • effetto analgesico (contro il dolore):con un’esecuzione esatta del linfodrenaggio, si eccitano cellule inibitrici che riducono la sensazione dolorosa.
  • effetto immunologico:si può presumere che il linfodrenaggio agisca sul sistema immunitario in quanto, attraverso lo spostamento manuale del liquido linfatico, gli elementi apportatori di malattia vengono portati al più presto nei linfonodi dove vengono resi inoffensivi.
  • effetto drenantela circolazione linfatica ha il compito di mantenerebassa la concentrazione di cataboliti (scarti/tossine) nei nostri tessuti. Se questa funzione non viene svolta in maniera esaustiva, il nostro organismo richiama in sede altri liquidi con lo scopo di diluire tali scorie e mantenere accettabile la loro concentrazione: si  determina però un eccessivo gonfiore. Per ridurre l’edema è quindi necessario ripristinare l’adeguato smaltimento di tali sostanze.

Come possiamo riconoscere un buon linfodrenaggio Vodder?

Il linfodrenaggio deve sempre iniziare con un massaggio preliminare che va praticato indipendentemente dalla zona trattata: è lo “scarico del collo”, che ha lo scopo di aprire i punti di scarico e che si effettua appunto sul collo, su parte del viso e sulle clavicole. La prima conseguenza di un linfodrenaggio eseguito bene è la riduzione o la scomparsa del gonfiore e l’eliminazione dei liquidi in eccesso (aumento della pipì).

 Ci sono controindicazioni?

Il linfodrenaggio manuale è controindicato in maniera assoluta in presenza di infiammazioni acute (erisipela), trombosi, scompenso cardiaco. Esistono poi alcune altre affezioni che richiedono un consulto medico specialistico preventivo (ad esempio le patologie oncologiche).

Linfodrenaggio: il metodo del dr. Vodder

linfodrenaggio secondo Vodder

massaggio linfodrenante secondo Vodder

Elena Bezzi, infermiera del Centro iperbarico Ravenna, si è diplomata in tecniche di massaggio linfodrenante.

L’aspetto del vaso linfatico, in generale, è € simile a quello di una collana di perle; lo spazio compreso tra due valvole, che assicurano la direzione di scorrimento, € è detto LINFANGIONE (che corrisponde a una singola perla della immaginaria collana).

Presso il Centro iperbarico Ravenna si applica il metodo del dottor Vodder che consiste in una leggera pressione di lavoro alternata (fase di pressione di circa 40  mmHg / fase di rilascio con pressione zero).  L’azione del linfodrenaggio manuale consiste nell’aumentare la circolazione della linfa o linfoangiomotricità (stimolando la contrazione della muscolatura liscia del linfangione), mobilizzando i liquidi, ammorbidendo le aree della cute che si sono indurite (fibrosi), normalizzando la composizione del tessuto connettivo.

La stasi linfatica indebolisce la difesa immunitaria perché comporta una limitazione del trasporto dei globuli bianchi e delle immunoglobuline.

Il linfodrenaggio manuale è utile in caso di :

  1. linfedema primario: disturbo dello sviluppo dei vasi linfatici e/o dei linfonodi (ipoplasia, iperplasia, linfedema congenito/precoce/tardivo);
  2. linfedema secondario:  insufficienza meccanica del sistema di drenaggio linfatico per costrizione o obliterazione a seguito di un danno esterno o interno (infiammazione, traumi, tumori);

Alcune particolari indicazioni del massaggio linfodrenante sono:

  • effetto vegetativo (anti stress). il linfodrenaggio manuale ha effetto sul sistema nervoso vegetativo formato dal simpatico (nervo del giorno) che ci rende attivi e dal parasimpatico (nervo della notte) che ci permette di dormire. In un individuo sano i due sistemi dovrebbero trovarsi in equilibrio ma nell’uomo contemporaneo molto spesso predomina il simpatico con conseguenti distonie vegetative, stress, ipertensione muscolare ecc. Il linfodrenaggio manuale stimola invece il parasimpatico. Ne € prova il fatto che spesso durante il trattamento il paziente si addormenta, si rilassa, ottenendo sovente anche una diminuzione del dolore.
  • effetto analgesico (contro il dolore): con una esecuzione esatta del linfodrenaggio si eccitano cellule inibitrici che minimizzano o addirittura estinguono la sensazione dolorosa.
  • effetto immunologico: si pu presumere che il linfodrenaggio agisca sul sistema immunitario in quanto attraverso lo spostamento manuale del liquido linfatico gli elementi apportatori di malattia vengono portati al piùƒ presto nei linfonodi dove vengono resi inoffensivi.
  • effetto tonificante: il linfodrenaggio manuale agisce come tonificante sulla muscolatura liscia dei vasi sanguigni e linfatici.
  • effetto drenante: la circolazione linfatica € importante nel mantenere bassa la concentrazione proteica nel tessuto connettivo. Infatti le proteine del sangue vengono filtrate nel tessuto connettivo prima di affluire ai linfatici. Se permangono nel tessuto connettivo sono destinate a trasformarsi in tossine e ad assorbire acqua: aumenta quindi il volume del tessuto e ci troviamo di fronte a un edema.

Alcune patologie che trovano beneficio dal massaggio linfodrenante sono:

  • edema linfatico e venoso degli arti inferiori (“gambe gonfie e stanche”)
  • edema linfatico degli arti superiori (spesso dopo chirurgia o radioterapia per neoplasia della mammella)
  • edema linfatico conseguente a un trauma
  • paralisi facciale;
  • acufeni;
  • sindrome di Menier;
  • emicrania;
  • infiammazione del trigemino;
  • sindrome di Down;
  • sclerosi multipla;
  • infezioni croniche delle vie respiratorie;
  • patologie intestinali;
  • malattie reumatiche.

Il linfodrenaggio manuale è controindicato in maniera assoluta in presenza di infiammazioni acute (erisipela), trombosi, scompenso cardiaco. Necessita di particolari cautele (controindicazioni relative) nei casi di ipertiroidismo, ipotensione, asma bronchiale.

E’ essenziale che il massaggio linfodrenante sia eseguito da personale qualificato. Per ulteriori informazioni e per la valutazione del beneficio del massaggio, contatta il Centro iperbarico Ravenna telefono 0544-500152

“Devi appendere le pinne al chiodo”: la storia di Maria Chiara

Maria Chiara è un’istruttrice subacquea. E’ arrivata al Centro Iperbarico di Ravenna dopo una delusione: “devi appendere le pinne al chiodo” le avevano detto.

Non ha mai avuto problemi durante le tante immersioni che ha svolto, ma avendo deciso di iscriversi ad un corso tecnico doveva raggiungere profondità più elevate fino a -60 metri ed utilizzare miscele, così ha deciso di sottoporsi ad un bubble test preventivo, per immergersi con più sicurezza.
Il risultato è stato tutt’altro che confortante.

Per fortuna Maria Chiara non si è data per vinta, ha parlato della brutta notizia con un amico che le ha consigliato di rivolgersi al nostro Centro Iperbarico di Ravenna e al Dottor Longobardi per fare una visita subacquea più approfondita.

subacquea-pfo-iperbarico-ravenna

Maria Chiara ha effettuato al Centro Iperbarico il percorso shunt destro sinistro, un percorso diagnostico che si svolge nell’arco di una intera giornata, in cui svolgiamo:

  • Doppler transcranico: è lo strumento migliore, e meno invasivo, per valutare la presenza e l’entità di uno shunt dx-sx;
  • Emogasanalisi e Ossimetria transcutanea prima e dopo sforzo e respirazione di Ossigeno;
  • Visita subacquea conclusiva con il dottor Longobardi o il dottor Della Torre; per indicare al subacqueo le eventuali strategie per continuare a praticare in sicurezza le immersioni.

Questo percorso è utile per scoprire se c’è un passaggio dalla parte destra alla parte sinistra del sistema circolatorio, potrebbe essere la causa di patologie da decompressione. Abbiamo parlato altre volte di questo percorso che svolgiamo, se volete saperne di più potete trovare maggiori informazioni cliccando qui.

Abbiamo deciso di raccontare la storia di Maria Chiara per farvi riflettere sull’importanza della prevenzione: suggeriamo agli amici subacquei di valutare se effettuare il percorso di diagnosi del PFO.

Spesso (30-40% delle persone), alla nascita o nel corso della vita, può capitare che la membrana si sollevi e faccia passare il sangue (e coaguli o bolle) dalla parte destra alla parte sinistra del cuore (shunt destro sinistro). E purtroppo a molti sub, una volta diagnosticato il Forame Ovale Pervio, viene dato il divieto alle immersioni, anche se in realtà avere il PFO può è essere, raramente, una controindicazione assoluta alle immersioni.

Volete sapere l’esito della visita di Maria Chiara? Assenza di shunt destro sinistro!…ecco perché la vedete così sorridente in questa foto!

Il dottor Longobardi le ha inoltre dato importanti raccomandazioni per le sue immersioni: deve proteggersi dal freddo, rispettare sempre le tappe previste dal computer e le soste di sicurezza e, subito dopo la emersione, bere molta acqua. In caso di immersioni multiple nella stessa giornata invece, la seconda immersione deve essere meno profonda della prima.

Tutte informazioni importanti non solo per Chiara, ma anche per gli altri nostri amici subacquei!

Il Centro Iperbarico di Ravenna ricerca un collaboratore da affiancare al responsabile amministrativo per assunzione part time di 20 ore.

Le candidature dovranno essere inviate entro il 30/01/2019

Il Centro Iperbarico srl cerca, per la sua sede di Ravenna, una collaboratrice o un collaboratore da affiancare al responsabile amministrativo per un’assunzione part time di 20 ore settimanali, tempo determinato di un anno. Dopo una prima fase di formazione e affiancamento l’orario sarà strutturato principalmente in orario pomeridiano. Una volta raggiunta una buona autonomia lavorativa, verrà valutata anche la possibilità di passare a full time (36 ore).

La risorsa dovrà:

  • Gestire la prima nota cassa, occuparsi dell’importazione in contabilità delle fatture e della registrazione della contabilità di base.
  • Inserire nell’applicativo gestionale del Centro le prestazioni eseguite, controllare le anagrafiche e il corretto inserimento dei dati.
  • Recepire le direttive del Responsabile Amministrativo e attuarle con la collaborazione dell’ufficio del personale e dei responsabili degli altri servizi aziendali (tecnici, medici, segreteria).
  • Facilitare il lavoro del team.

 

La persona dovrà quindi dimostrare di possedere competenze di contabilità generale e finanziaria.

Il requisito di accesso alla posizione è il possesso di diploma di Ragioniere (indirizzo amministrativo, contabile).

 Costituiscono requisiti preferenziali per la selezione:

  1. Conoscenza lingua inglese: livello B2 (o superiore).
  2. Buona conoscenza del pacchetto Microsoft Office.
  3. Conoscenza programmi “Profis” ed “Esolver” della Sistemi spa.
  4. Esperienza presso altre realtà sanitarie per le medesime funzioni (es: conoscenza flussi ASA, ecc.).

Per chi è interessato e vuole accedere alla posizione, è necessario inviare il proprio Curriculum Vitae accompagnato da una lettera di presentazione. La lettera deve contenere una breve descrizione delle esperienze precedenti, con specifico riferimento all’ultima in ordine cronologico, da inviare all’indirizzo mail: a.rambelli@iperbaricoravenna.it

 

Pemfigo Foliaceo: l’ossigenoterapia iperbarica può aiutare la guarigione?

Buongiorno, sono affetto da una malattia rara chiamata Pemfigo Foliaceo.

Questa malattia autoimmune si manifesta con bolle sparse per il corpo. Come cura si utilizza il cortisone e, se questo non dà gli effetti desiderati ci sono altri farmaci: io attualmente ho fatto due infusioni.

Ad oggi, in seguito ad un grosso sfogo cutaneo,  ho il dorso e la schiena pieni di croste e ferite, sono anche a rischio infezione.

La mia domanda è: con l’ossigeno terapia si può velocizzare la cicatrizzazione di queste piaghe, altrimenti molto lente nel guarire?

In attesa di un vostro riscontro porgo i migliori saluti, 
Francesco

Un’altra vittoria nella cura delle ferite difficili per il Centro Iperbarico di Ravenna

Pietre in equilibrio è una forma di espressione artistica che consiste nella realizzazione di composizioni fatte con pietre poste in equilibrio una sull’altra, che in apparenza sembrano essere fisicamente impossibili.
Questo rappresenta un po’ quello che ci troviamo ad affrontare ogni giorno quando ci occupiamo dei nostri pazienti. La traiettoria delle lesioni di difficile guarigione è strettamente correlata con la presenza di una o più patologie, ma soprattutto con l’equilibrio che si cerca di ottenere per raggiungere un benessere tale da ottenere risultati positivi. Non è facile, risulta quasi una sfida. Ma abbiamo le armi per poter vincere in ogni caso”.

ferite-difficili-iperbarico-ravennaCon questa bellissime parole cariche di positività, la coordinatrice infermieristica del Centro Cura Ferite Difficili (CCFD) del Centro Iperbarico di Ravenna, Klarida Hoxha, durante la consueta riunione staff lesioni cutanee che si tiene ogni mese, ha introdotto un caso clinico molto delicato, che il nostro personale sanitario ha seguito con perseveranza nel corso degli ultimi anni.

Di seguito pubblichiamo il suo emozionante racconto:

“Il caso clinico che presento è quello di un giovane uomo di 49 anni, in cura presso il nostro Centro da moltissimi anni, inizialmente per una protesi infetta dell’anca in cura con ossigenoterapia iperbarica, successivamente per lesioni agli arti inferiori (sempre diverse) con ricorrenti recidive causate dalla sua situazione di base abbastanza complicata. Abbiamo sempre vinto la sfida con lui, ma l’ultima volta siamo stati messi alla prova davanti all’ennesima recidiva.

Il paziente ha alle spalle una lunga storia, ormai passata, di tossicodipendenza. Questo, nel tempo, gli ha causato una serie di situazioni patologiche di natura diversa, che si sono susseguite una dopo l’altra, tra cui: una brutta epatopatia HCV correlata, insorgenza di diabete, un’anemizzazione cronica che richiedeva diverse trasfusioni cicliche, trombosi venose ricorrenti e danneggiamento delle vie linfatiche.

La sua salute cagionevole lo ha reso sempre più debole nelle risposte di guarigione nel momento in cui insorgevano le lesioni. Già quattro anni fa siamo riusciti a guarire una lesione che interessava l’intero arto inferiore a manicotto, dalla caviglia al ginocchio. Per circa 3 anni non è successo nulla di particolare, se non che, dopo un blocco linfatico che ha imbibito tutti i tessuti dell’arto inferiore, sono comparse delle piccole ulcerazioni che si sono evolute in vere e proprie ulcere di difficile guarigione.

Abbiamo quindi optato per un percorso multiterapeutico considerando i numerosi fattori di compromissione.

Per prima cosa, abbiamo eseguito il debridement (pulizia chirurgica) con il Laser CO2 e applicazioni di fotobioluminescenza con la terapia Klox e l’ossigenoterapia iperbarica. La terapia a pressione negativa (TPN) ci ha aiutato a gestire l’essudato e la rimozione della fibrina, senza però farci ottenere il risultato atteso. Considerando che il paziente ha una protesi all’anca e una deambulazione non efficace che possa aiutare la pompa muscolare a favorire il ritorno venoso e la circolazione linfatica ottimale, abbiamo aggiunto anche la riabilitazione passiva associata a linfodrenaggio manuale attraverso sedute con la fisioterapista e pressoterapia quotidiana eseguita a domicilio. Questo tipo di approccio ci ha permesso per l’ennesima volta di poter raggiungere l’obiettivo di guarigione”.

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Agosto 2018 – Presa in carico del paziente

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Novembre 2018 – Dimissione del paziente

 

 

 

 

 

 

 

Ringraziamo Klarida Hoxha per il suo emozionante racconto. Le storie come queste ci rendono orgogliosi e ci motivano ogni giorno a svolgere il nostro lavoro con passione e devozione.