Risultati della Ricerca: Iperbaroterapia in gravidanza

Immersioni nelle prime settimane di gravidanza. Il bimbo corre rischi?

Gentile Dr. Longorbardi, ho appena scoperto di essere incinta.

Dovrei essere di 2 o massimo 3 settimane e, in questo periodo ho fatto almeno 8 immersioni (sempre con nitrox e max profondita 30 mt).

So che ci sono pochi dati al rigurado, ma, secondo la sua esperienza potrei aver causato qualche malformazione o problema di sviluppo dell’embrione? 

Molte grazie per il suo tempo,
Franca

Gessica: "l'ossigenoterapia in gravidanza è un regalo che fai al tuo bambino"

Gessica è la mamma di Sofia e Caterina, due bellissime gemelline di Faenza di cui vi abbiamo già raccontato qui qualche tempo fa.  Gessica durante la gravidanza ha deciso di sottoporsi a un ciclo di Terapia Iperbarica senza avere problemi particolari ma per far respirare un po’ di aria buone alle sue bimbe. Oggi le gemelline hanno tre anni e mezzo e sono in ottima salute e noi abbiamo intervistato di nuovo la loro mamma per farci raccontare la sua esperienza che può essere un esempio per altre mamme in dolce attesa.

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Cara Gessica, raccontaci come ti sei avvicinata alla terapia iperbarica..

Devo dire che il mio approccio è stato abbastanza particolare, non avevo alcun tipo di problema respiratorio o di altro genere. La mia gravidanza trascorreva serena e senza intoppi tanto che lavoravo e non avevo alcun tipo di malessere. Un giorno però un amico di mio marito, molto appassionato di subacquea, ci ha parlato della possibilità di avvicinarci alla terapia iperbarica per dare la possibilità ai feti di “respirare aria buona”. Inizialmente l’idea ci è parsa un po’ strana, quasi bizzarra, ma poi mio marito si è documentato lungamente e ne abbiamo parlato più seriamente. Mio marito è quel genere di persona che quando scopre qualcosa di nuovo ed interessante cerca qualsiasi tipo di informazione a riguardo, sviscera l’argomento e cerca di conoscerlo sempre più a fondo. Pian piano l’idea ci ha convinto sempre di più così ci siamo messi in contatto con il Centro Iperbarico di Ravenna e con il dottor Pasquale Longobardi.

Come è iniziato il vostro percorso qui al Centro?
Per prima cosa abbiamo incontrato il dottor Longobardi per una prima visita, lui ci ha chiarito ancor di più le idee sull’argomento e mi ha consigliato di iniziare la terapia iperbarica entro la 33ma settimana di gestazione. Durante quel periodo, infatti, si forma il cervello del feto e la possibilità di farlo entrare in contatto con l’ossigeno consente di creare creare le condizioni ottimali per facilitare la formazione delle nuove cellule.

E come è andata?
E’ proprio andata benissimo, un’esperienza molto positiva che devo senz’altro consigliare! 
Ho fatto cinque sedute di terapia, una a settimana: erano 20 minuti che mi prendevo per me stessa e per le mie bambine. In camera iperbarica potevo ascoltare la mia musica preferita, procedevo con le respirazioni, mi rilassavo, distendevo la mente.. E devo dire che quelle due, invece, nella mia pancia si muovevano un bel po’. Le sentivo “nuotare” tranquille mentre procedevo con le respirazioni e mi concedevo un momento di relax.

Tutto il team del Centro mi ha seguito benissimo: non mi è mancato nulla e sin da subito il dott. Longobardi mi ha incoraggiata facendomi capire che questo tipo di terapia poteva essere solo che qualcosa di positivo per il futuro mio e delle bambine.

Sofia e Caterina ora hanno tre anni e mezzo, come stanno, che “tipine” sono? 
Le mie bimbe crescono sane e forti, sono adorabili e non hanno mai avuto alcun tipo di problema. Sono nate abbastanza piccole ma le hanno fatte tornare a casa dall’ospedale dopo tre soli giorni dalla nascita. I medici ci hanno detto che erano estremamente recettive all’ambiente esterno e ci hanno dato la possibilità di portarle nel nostro “nido” anche se una di loro pesava poco più di 1,5kg.

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Ma quindi, che consiglio ti senti di dare alle altre mamme? Consiglieresti la terapia iperbarica anche a loro?  

Mi sento assolutamente di consigliare alle altre mamme questa terapia, si tratta di un regalo per i propri bambini, probabilmente molto più grande di quel che possiamo immaginare.

Non avendo avuto altre esperienze come mamma non posso dire con certezza che le mie figlie siano più brave, più intelligenti o più capaci rispetto alla media per merito della terapia iperbarica, posso però sostenere che sicuramente questo tipo di esperienza non ha controindicazioni in situazioni di gravidanza “normale” e credo possa essere un buon investimento per il futuro dei propri bambini.

Io e mio marito abbiamo deciso di fare un vero e proprio dono “in anticipo” alle nostre figlie: al posto di spendere soldi acquistando qualche oggetto abbiamo pensato di investire in qualcosa che potesse dare loro beneficio, come respirare ossigeno durante la fase di formazione del cervello. I risvolti non potranno che essere positivi.

 

ossigenoterapia iperbarica in gravidanza

Buonasera Dott.Longobardi, scrivo per chiedere alcune informazioni sulla terapia iperbarica in gravidanza.

Sono in attesa di 2 gemelli per merito di una fecondazione assistita (ma questo credo sia irrilevante…credo!) e vorrei conoscere quali sono i benefici e i rischi dell’ossigenoterapia nella mia situazione.

la gravidanza sta procedendo bene, senza nessun apparente problema, sono alla 29° settimana settimana.

Grazie e cari saluti. Sabrina

Gravidanza a rischio: posso partorire in maniera naturale?

Gentilissimo dottore le scrivo per chiederle un consiglio. Sono una donna di 39 anni alla 23 settimana di gestazione. Dieci anni fa ho avuto un ictus. Dopo ho scoperto di avere mutazione omozigote del gene MTHFR, iperomocisteina, aneurisma del setto interatriale. Eseguii il test delle microbolle ma, siccome mi consigliarono allora un transesofageo, lasciai perdere.

Ora la cardiologa mi dice che è necessario escludere la Pervietà del Forame Ovale altrimenti, nel dubbio, devo partorire necessariamente con parto cesario.

Siccome ci terrei molto a partorire naturalmente, le chiedo se può essere pericoloso per il feto l’esame delle microbolle transcranico e se, nel caso ci fosse passaggio, è veramente cosi pericoloso partorire naturalmente.

La ringrazio molto per l’attenzione, Gaia

Sofia e Caterina: l'ossigenoterapia in gravidanza fa proprio bene!

Vi ricordate delle gemelline Sofia e Caterina? Avevamo annunciato qui la loro nascita perché lo stesso giorno in cui avremmo dovuto intervistare mamma Gessica per farci raccontare che benefici aveva avuto dal fare l’ossigenoterapia durante la gravidanza Sofia e Caterina avevano invece deciso di dirlo loro in persona quanto stavano bene! In attesa di poter fare l’intervista condividiamo con tutti voi il bellissimo messaggio e le foto ricevute da mamma Gessica con la risposta e i saluti del dr. Longobardi.

Le gemelline Caterina e Sofia

Ciao Pasquale,
innanzitutto volevo ringraziare tutti per il telegramma che abbiamo ricevuto in occasione della nascita di CATERINA e SOFIA; scusateci per il ritardo, ma siamo indaffarati 😉

Le bimbe stanno benone e crescono in fretta.

Caterina è nata di 1770 gr e Sofia di 2150; in ospedale ci hanno fatto i complimenti per lo stato di salute, veglia, prontezza di riflessi delle gemelline, in particolare per Caterina che se anche è la più piccolina ha degli occhietti incredibilmente vispi! Davide, mio marito, sostiene che è tutto merito della OTI.
Loro sono nate sabato 29 gennaio e martedì ci hanno dimesse dall’ospedale con Caterina che ra 1580 gr!
Ti allego qualche foto delle bimbe appena nate:  alla visita pediatrica dell’altro giorno i pesi sono i seguenti: Caterina 3070 e Sofia 3450!

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Cara Gessica,
ti ringrazio per l’attenzione. Sono arcifelice per Caterina e Sofia, sono meravigliose! Anche i miei due figli hanno ricevuto l’ossigenoterapia iperbarica durante la preparazione al parto e sono splendidi.
Nonostante ciò riferisci a Davide che sono certo che sia tuo (e della madre dei miei bimbi) il fatto che i figli siano meravigliosi.

Un abbraccio
Pasquale

OTI e gravidanza: benvenute Caterina e Sofia, un abbraccio a Gessica

Questa mattina avremmo dovuto intervistare Gessica, incinta di due piccole gemelline che nei giorni scorsi si era sottoposta, nel Centro iperbarico di Ravenna, ad alcune sedute facilitare il benessere delle bambine e della loro mamma. L’appuntamento per l’intervista e quindi il racconto di Gessica sulla sua sua esperienza in camera iperbarica  è però rinviato di qualche giorno perché proprio ieri sono nate Sofia  e Caterina. Da tutto lo staff del Centro iperbarico Ravenna un forte abbraccio alla mamma e al papà e un benvenuto alle loro piccoline.

Vi aspettiamo presto al Centro Iperbarico per conoscere le due bimbe che ancora prima di nascere hanno fatto il pieno di ossigeno in camera iperbarica!

Scompenso cardiaco post gravidanza: posso immergermi ancora?

Buongiorno Dott.Longobardi, sono Romina e abito a Mogliano Veneto (TV). Due miei cari amici mi hanno raccomandato di chiedere a lei delucidazioni in merito a quanto in oggetto, visto che anche loro si sono avvalsi della sua consulenza e delle sue visite, considerandola una persona “speciale” oltre alla sua professionalità rinomata.

Mi immergo dal 92 e quindi sono quasi vent’anni, sono istruttore FIPSAS CMAS dal 98 e, dopo la seconda gravidanza (con un decorso difficilissimo ma conclusosi con la nascita di Oscar il 17/11/2009 bello e sano!), ho avuto uno scompenso cardiaco. La diagnosi del Pronto Soccorso è stata: iniziale scompenso cardiaco in paziente con lievi segni di cardiopatia ipocinetica post-partum, ipertensione arteriosa.

Sono seguita dall’ambulatorio scompenso cardiaco di Treviso ogni 6 mesi e ora:

– l’esame obiettivo è:  PA 140/70, toni ritmici, validi, click protosistolico mesocardico, soffio eiettivo 1/6 mesocardio e base, breve diastolico su ERB (nota PL: insufficienza http://baratofarmacia.com/viagra.html valvola aortica), polsi arteriosi distali simmetrici, compenso.

– ECOCARDIOGRAMMA: ventricolo sinistro lievemente dilatato (DTD 54mm, DTS 36mm; FE 58%), lievemente dissincrono con frazione di eiezione (FE) apparentemente conservata. E>A. Ventricolo destro nei limiti. Insufficienza mitralica lieve; insufficienza aortica lieve-media in valvola bicuspide. Camere destre normali. Non versamento pericardico. Vena Cava Inferiore dilatata ma modulabile. Non versamenti pleurici. Buon compenso emodinamico attuale. NYHA I.

Ora sono in cura con Congescor 2,5 mg la mattina e Triatec 2,5 mg 1/2 compressa la mattina.

Visto che, oltre a Oscar, ho anche un altro figlio Orlando del 2007, non vorrei rischiare proprio nulla immergendomi ma, devo confessarle che la sola idea di non poter andar più sott’acqua mi fa essere tanto triste. E’ stata la MIA vita per tanti anni e una passione fortissima.

Spero molto riesca a darmi belle notizie. Ringraziandola attendo con ansia. Romina

Gravidanza: posso immergermi?

Caro Pasquale, sono una subacquea tecnica azoto-dipendente. Sono anche una collega, ginecologa per la precisione e ti scrivo per un parere sull’immersione in gravidanza.

Ho scoperto da poco di essere in gravidanza. Ho già programmato (e pagato) 2 viaggi sub a fine febbraio (sarò gravida di 12 settimane) e a fine marzo.

Ho letto tutto quello che ho trovato su immersioni e gravidanza (a proposito, ne ho fatte una decina nella prima settimana di ritardo, attribuendolo a pre-menopausa o al fuso orario che mi avesse scombussolato ma direi che, data l’epoca di gestazione, non ci siano stati problemi) e i dati sono molto scarni; di fatto praticamente più anedottici che altro.

Mi rendo conto che sia difficile valutare il problema e so già che rinuncerò alle immersioni perchè è saggio ma mi chiedevo se, per caso, hai qualche esperienza in merito e se secondo te:

1) le microbolle possono realmente compromettere l’organogenesi del feto

2) questo è in relazione specificatamente a immersioni fuori curva di sicurezza o può essere del tutto casuale e imprevedibile.

In definitiva, rischio anche se faccio tuffetti tranquilli entro i 20 mt?

E’ vero che posso sopravvivere per qualche mese senza immergermi ma è anche vero che questo non ha un buon effetto sul mio morale. Inoltre, come ginecologa, sono professionalmente curiosa di saperne di più. Grazie infinite in anticipo, Barbara.

Chiara Bissoni

Chiara Bissoni

Personale sanitario

Laura in Scienze Infermieristiche, Università di Bologna, sede di Rimini.

BIOGRAFIA

Sono nata il primo Febbraio 1989. Nel 2013 mi sono laureata in Infermieristica presso l'Università di Bologna, sede di Rimini.
Nel 2017 ho ottenuto il Master biennale di primo livello in Wound Care, organizzato a livello interateneo tra l’Università di Pisa, l’Università di Modena – Reggio Emilia e la Politecnica delle Marche.
Subito dopo la laurea in infermieristica, ho iniziato a lavorare in libera professione presso diverse strutture private in provincia di Cesena, dove ho iniziato ad appassionarmi al trattamento delle ferite difficili. Una volta in possesso del Master di specializzazione, mi sono trasferita a Ravenna per lavorare presso il Centro Iperbarico di Ravenna, dove dal 2017 sono stata assunta. Al Centro mi occupo di assistenza in camera iperbarica e della cura delle ferite presso il Centro Cura Ferite Difficili della AUSL di Ravenna del Centro Iperbarico.
Dal 2019 ho l'incarico di coordinatrice per la regione Emilia Romagna di AIUC (Associazione Italiana Ulcere Cutanee).
Aiutare le persone che convivono con ferite difficili e problemi di salute a raggiungere la guarigione, a volte dopo anni, è un’enorme soddisfazione. Penso che la formazione continua, la passione per il proprio lavoro e l’attenzione ai bisogni della persona siano la chiave per fornire un’assistenza infermieristica olistica a chi si affida alle nostre cure.

Claudio Cangini

Claudio Cangini

Personale sanitario

Laurea in Scienze Infermieristiche, Università di Bologna, sede di Faenza.

BIOGRAFIA

Nell'anno 2015 mi sono laureato in scienze infermieristiche con votazione 104/110,  presso la facoltà di medicina e chirurgia dell'Università di Bologna, sede di Faenza. Sono iscritto all'albo degli infermieri di Ravenna con il n°4540.
Dopo la laurea, nel corso degli anni, ho lavorato in diverse strutture mediche multidisciplinari. Ho acquisito capacità operative essenziali per gestire strutture ambulatoriali, grazie all'esperienza come responsabile di laboratorio odontotecnico ed infermiere di riferimento della sala operatoria di una casa di cura. Nel marzo del 2018 ho conseguito il master di "Specialista in Vulnologia", presso l’Università degli studi di Pavia, Dipartimento di scienze clinico chirurgiche diagnostico e pediatriche.
Nel 2011 ho frequentato il Master per tecnico iperbarico all’Istituto superiore di studi universitari e di perfezionamento Sant'Anna di Pisa.
Dall’agosto del 2018 collaboro con il Centro Iperbarico di Ravenna. Al Centro Iperbarico mi occupo dell'assistenza dei pazienti all'interno delle camere iperbariche durante i trattamenti di Ossigenoterapia Iperbarica e delle medicazioni al Centro Cura Ferite Difficili della AUSL di Ravenna del Centro Iperbarico.