In presenza di focolaio con sofferenza ossea, l’OTI può essere utile?

Simone ci scrive:

Buonasera, dopo una partita di calciotto svolta grossomodo fine ottobre inizi novembre 2018 (non ricordo con esattezza), riporto un infortunio dovuto a slogatura.
Fatta la lastra e non avendo riportato fratture, dopo qualche giorno inizio la fisioterapia che oltre a rimettermi in piedi non mi fa altro, quindi la sospendo pensando che ormai passato un pó di dolore tutto si sistema.
Nel mese successivo la caviglia non si sgonfia, decido quindi di fare una risonanza e questo è il RISULTATO: ” interessamento traumatico distrattivo del complesso capsulo-legamentoso antero-laterale di caviglia con prevalente coinvolgimento del legamento peroneo astragalico anteriore ed in minor misura del legamento peroneo calcaneare. Modicamente disomogeneo il fascio deltoideo. Regolare segnale e decorso dei tendini dei muscoli peronieri lungo e breve. Regolare segnale e spessore del tendine di Achille. Nella norma il segnale della fascia plantare. Si segnala la presenza di focolaio di sofferenza ossea subcondrale con edema reattivo intra spongioso di aspetto post traumatico (come riportato in anamnesi) a livello del malleolo tibiale e dell’ astragalo sempre sul versante interno. Sono presenti diffusi segni di sinovite reattiva con abbondante quota di versamento fluido articolare e diffuso edema dei tessuti molli peri malleolari.
Portata dall’ortopedico stiamo intervenendo con Cartilajoint 1 bustina al giorno, oki 1/2 al giorno, crema locale Fitomuscle, clodron 200, magnetoterapia e tecar.
VORREI CORTESEMENTE AVERE UN’ALTRO PARERE, MI SONO E SONO TUTT’ORA SPAVENTATO QUANDO INFORMANDOMI HO LETTO CHE SI PUÓ RISCHIARE ANCHE “.AMPUTAZIONE.
Vi prego di aiutarmi ad avere un’altra opinione e se pensate che questa non sia abbastanza possiamo sentirci eventualmente per fissare un appuntamento.
Grazie infinite.
Ps. Ho 35 anni.


Risponde la Dott.ssa Nedjoua Belkacem

Buongiorno Simone,
mi dispiace per il disagio che sta provando. In seguito al trauma, lei ha avuto una sofferenza ossea a livello dell’osso astragalo e malleolo tibiale, che è la parte terminale della tibia. Questo tipo di sofferenza si associa a lesioni di altre strutture non ossee come la capsula, i legamenti della caviglia e può causare un’estesa infiammazione dei tessuti molli e dell’articolazione, con versamento liquido significativo.
Pertanto, l’edema osseo rientra in un contesto infiammatorio regionale provocato dal trauma e potrebbe di conseguenza essere correlato a un’osteonecrosi asettica oppure a un’algodistrofia.

Osteonecrosi asettica e algodistrofia si possono presentare entrambe con un comune e aspecifico edema osseo e, di conseguenza, per il quadro clinico-radiografico e per l’andamento della patologia, spesso si sovrappongono fino quasi a confondersi.

L’osteonecrosi asettica è la sofferenza (nella fase di edema), poi morte del tessuto osseo, che va incontro ad alterazioni strutturali con distruzione, collasso e riassorbimento del tessuto osseo. La causa è prevalentemente vascolare di natura ischemica ed è riconosciuta come un fenomeno circoscritto all’osso.
L’algodistrofia detta anche CRPS è una complessa sindrome dolorosa regionale che ha una patogenesi multipla, neurovegetativa e/o neurovascolare (alterata attività dei nervi), più spesso confinata a un arto, un segmento di arto o a una zona più limitata, in particolare a livello delle estremità. Essa genera un corteo di sintomi (dolore, edema, contratture muscolari, ipersensibilità cutanea, tremore, disturbi termici, ecc). Gli eventi predisponenti sono i più svariati. I traumi, come i microtraumi ripetuti, rappresentano la causa maggiore. La CRPS è quindi un complesso sindromico clinicamente molto variabile.

L’Ossigenoterapia Iperbarica (OTI) è utile in entrambe le patologie, grazie alla sua azione antinfiammatoria e osteogenetica (stimola la ricostruzione del tessuto osseo sano). Tuttavia, la sua indicazione è riconosciuta dalle Linee Guida e dal nostro Sistema Sanitario Nazionale soltanto per la necrosi e non per l’algodistrofia (CRPS), vista la sua origine ischemica.

Il percorso che è possibile eseguire al Centro Iperbarico di Ravenna prevede 30 sedute quotidiane di Ossigenoterapia Iperbarica associate a fisioterapia. È utile fare una diagnosi differenziale che potrebbe essere fatta del suo ortopedico di fiducia oppure presso il nostro Centro.

Spero che la mia risposta le sia stata d’aiuto. Se desidera maggiori informazioni o se vuole prenotare una visita presso il Centro Iperbarico di Ravenna può compilare questo modulo o chiamare il numero 0544 500152.

Un caro saluto,
Dottoressa Nedjoua Belkacem

Laurea in Medicina e Chirurgia all’Università di Ferrara e specializzazione in medicina interna. N. ordine dei Medici Chirurghi di Ravenna: 2794

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