“Devi appendere le pinne al chiodo”: la storia di Maria Chiara

Maria Chiara è un’istruttrice subacquea. E’ arrivata al Centro Iperbarico di Ravenna dopo una delusione: “devi appendere le pinne al chiodo” le avevano detto.

Non ha mai avuto problemi durante le tante immersioni che ha svolto, ma avendo deciso di iscriversi ad un corso tecnico doveva raggiungere profondità più elevate fino a -60 metri ed utilizzare miscele, così ha deciso di sottoporsi ad un bubble test preventivo, per immergersi con più sicurezza.
Il risultato è stato tutt’altro che confortante.

Per fortuna Maria Chiara non si è data per vinta, ha parlato della brutta notizia con un amico che le ha consigliato di rivolgersi al nostro Centro Iperbarico di Ravenna e al Dottor Longobardi per fare una visita subacquea più approfondita.

subacquea-pfo-iperbarico-ravenna

Maria Chiara ha effettuato al Centro Iperbarico il percorso shunt destro sinistro, un percorso diagnostico che si svolge nell’arco di una intera giornata, in cui svolgiamo:

  • Doppler transcranico: è lo strumento migliore, e meno invasivo, per valutare la presenza e l’entità di uno shunt dx-sx;
  • Emogasanalisi e Ossimetria transcutanea prima e dopo sforzo e respirazione di Ossigeno;
  • Visita subacquea conclusiva con il dottor Longobardi o il dottor Della Torre; per indicare al subacqueo le eventuali strategie per continuare a praticare in sicurezza le immersioni.

Questo percorso è utile per scoprire se c’è un passaggio dalla parte destra alla parte sinistra del sistema circolatorio, potrebbe essere la causa di patologie da decompressione. Abbiamo parlato altre volte di questo percorso che svolgiamo, se volete saperne di più potete trovare maggiori informazioni cliccando qui.

Abbiamo deciso di raccontare la storia di Maria Chiara per farvi riflettere sull’importanza della prevenzione: suggeriamo agli amici subacquei di valutare se effettuare il percorso di diagnosi del PFO.

Spesso (30-40% delle persone), alla nascita o nel corso della vita, può capitare che la membrana si sollevi e faccia passare il sangue (e coaguli o bolle) dalla parte destra alla parte sinistra del cuore (shunt destro sinistro). E purtroppo a molti sub, una volta diagnosticato il Forame Ovale Pervio, viene dato il divieto alle immersioni, anche se in realtà avere il PFO può è essere, raramente, una controindicazione assoluta alle immersioni.

Volete sapere l’esito della visita di Maria Chiara? Assenza di shunt destro sinistro!…ecco perché la vedete così sorridente in questa foto!

Il dottor Longobardi le ha inoltre dato importanti raccomandazioni per le sue immersioni: deve proteggersi dal freddo, rispettare sempre le tappe previste dal computer e le soste di sicurezza e, subito dopo la emersione, bere molta acqua. In caso di immersioni multiple nella stessa giornata invece, la seconda immersione deve essere meno profonda della prima.

Tutte informazioni importanti non solo per Chiara, ma anche per gli altri nostri amici subacquei!

2 commenti a ““Devi appendere le pinne al chiodo”: la storia di Maria Chiara

  1. Maurizio on

    Buona sera sono Maurizio ,subacqueo da 20 anni e più, anche a me a causa di certi episodi di mdd cutanea dopo una visita avevo scoperto di avere forame pelvio, è mi avevano detto che la subacquea era meglio abbandonarla, cosa che in realtà non feci. Però non ho lasciato nulla al caso e dietro un amico che conosce il dottor Longobardi mi consigliò di fare questo percorso PFO nel centro iperbarico dove il dottore lavora. È così ho fatto il risultato è stato che é vero che avevo questa patologia ma dagli esami e dalla visita mi è stato detto direttamente dal Dottore Longobardi che era una cosa così lieve che con delle precauzioni avrei potuto svolgere quello che mi fa star bene ogni volta che posso cioè l’immersione. È oggi posso dire che mi immergo ancora certo evito le immersioni profonde e le ripetitive. Insomma grazie al centro iperbarico di Ravenna gestito dal dottore Longobardi io oggi vado in acqua e sto bene. Ciao a tutti.

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