Alessia scrive per sua madre che soffre per un’ulcera venosa

Salve, cerco di esporre brevemente l’odissea che ha travolto mia madre.

A novembre/dicembre 2017 mia madre (56 anni) si reca da un medico flebologo per la cura di un’ulcera, il quale ha diagnosticato che l’ulcera era di origine venosa (incontinenza ostiale e tronculare di vena piccola safena sinistra, con reflusso che alimenta le varici di gamba visibili).

Al controllo di gennaio l’ulcera era peggiorata e ci indirizza verso un centro per la cura delle ulcere difficili, dove scopriamo che mia madre aveva fatto infezione per indicazioni sbagliate di medicazione.
Li propongono medicazione con detersione e poi applicazione garze; successivamente si alterna tale medicazione con l’applicazione un’altra crema per ammorbidire il tessuto necrotico.

Nel frattempo il medico presso cui mia madre è in cura adesso, nota che c’è un’insufficienza arteriosa, effettuiamo l’angiotc agli arti inferiori e prenotiamo la visita in chirurgia vascolare e risulta che mia madre soffre di “ischemia critica arto inferiore sinistro con ulcera posteriore al terzo inferiore di gamba sinistra. Alla TC, sub-occlusione AFC+ occlusione di AFS sinistra”.

Il medico presso cui mia madre è in cura ha proposto, dopo la rivascolarizzazione, un trapianto di tessuto da donatore perché l’ulcera è estesa. L’ultima lettera del medico curante sull’ulcera riporta: “ulcera posteriore al terzo inferiore di gamba sinistra con fondo coperto da slough ancora dolente; cute periulcerosa integra”; intanto proseguiamo con la medicazione.

Qui arriva la nostra questione, siamo in attesa di essere chiamati per l’angioplastica, e il chirurgo vascolare ha detto che in anestesia generale si potrebbe fare una pulizia profonda dell’ulcera, in quanto mia madre non ne ha ancora subito una ma il tessuto fibrinoso è sempre più morbido e viene via sempre più facilmente, la domanda: quanto dolore può avere mia madre dopo la pulizia dell’ulcera?

È una questione che ci preoccupa, perché sta soffrendo molto, ed è molto spaventata all’idea di una pulizia, o meglio da dolore che si può presentare dopo.

Intanto il chirurgo vascolare le ha prescritto una terapia per la circolazione e per il dolore, anche se non è che abbia fatto molta differenza questa terapia del dolore.

Chiedo scusa se son stata troppo prolissa ma ho cercato di sintetizzare al massimo. Vi ringrazio infinitamente per la disponibilità.

Un commento a “Alessia scrive per sua madre che soffre per un’ulcera venosa

  1. Klarida Hoxha on

    Gentile Alessia, grazie per averci scritto. Mi dispiace per le sofferenze della mamma. Capisco bene la situazione e anche quanto dolore possa causare una patologia vascolare e tutto quello che ne consegue.

    La presenza di tessuto necrotico già di per sé indica un coinvolgimento arterioso. Non è presente tessuto necrotico per problematiche venose. Sono contenta che sia in attesa di rivascolarizzazione e spero che possano intervenire al più presto.

    Per quanto riguarda la proposta del chirurgo vascolare nell’ effettuare una pulizia profonda mentre è in anestesia generale vi consiglio di fidarvi e accettare il suo consiglio. Eseguire la pulizia significa non sono la rimozione di tessuto non vitale che è ricettacolo di batteri, ma anche accelerare la guarigione. Più la lesione è sporca, più ritarda la guarigione. Il dolore attualmente presente è dovuto anche a questo.

    Nel momento in cui si effettuerà la rivascolarizzazione migliorerà anche il dolore che è principalmente collegato all’ arrivo di poco sangue in periferia. Non deve avere paura di sentire dolore dopo la pulizia. Sicuramente starà meglio.

    In bocca al lupo per tutto,
    Klarida Hoxha
    Coordinatore infermieristico Centro Cura Ferite Difficili

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