PFO: Stefania chiede un consiglio

Buonasera,
la scorsa estate nel fare un esercizio, non eseguito correttamente, ho riportato una sovradistensione polmonare. Tra i vari esami che mi sono stati prescritti ho eseguito anche l’ecocardiogramma color doppler con contrasto per PFO che ha evidenziato il seguente referto:

1) di base assenza di contrasto nelle sezioni sin;

2) durante manovra di Valsalva evidenza di passaggio di contrasto nelle sezioni sinistre in maniera abbondante dal 6′ battito dalla comparsa del contrasto nelle sezioni dx.

Vorrei avere un vostro parere e sapere se è necessario 11effettuare ulteriori esami per capire se e che tipo di immersioni potrò fare in futuro.

Grazie.
Un saluto,
Stefania

Un commento a “PFO: Stefania chiede un consiglio

  1. P. della Torre on

    Gentile Stefania,
    Il riscontro occasionale di Pervietà del Forame Ovale merita sicuramente ulteriori accertamenti.

    La diagnosi di un PFO, che non definisca la sua significatività emodinamica, e non escluda la presenza di altri possibili concomitanti shuts Dx-Sx , non è sufficiente, e non può permettere di fornire indicazioni per i rischi e le limitazioni che il tuo PFO, potrebbe comportare nelle immersioni.

    Nel tuo caso la diagnosi è stata fatta con un ecocardio colordoppler (trans toracico o trans esofageo?) che a riposo non ha evidenziato il passaggio di mezzo di contrasto, ma solo dopo Valsalva (“abbondante passaggio”, quante bolle?) riscontri che comunque non sono sufficienti elementi per una valutazione.

    Per questo al Centro Iperbarico di Ravenna, per la ricerca e la definizione degli Shunt dx-sx, è stato messo a punto un percorso diagnostico, che si svolge nell’arco di una intera giornata, in cui effettuare come primo step:

    un Doppler transcranico con mezzo di contrasto aereo in soluzione salina, che in buone mani, è lo strumento migliore, e meno invasivo, per valutare la presenza e l’entità di uno shunt dx-sx (il PFO è uno dei possibili shunts)

    Da associare ai risultati di:
    – una Emogasanalisi e una Ossimetria transcutanea prima e dopo sforzo e respirazione di Ossigeno.

    Queste indagini e una completa visita subacquea, ci permettono di indicare al subacqueo le strategie per continuare a praticare in sicurezza le immersioni.

    Nel tuo caso poi, mi incuriosisce l’episodio di Sovradistensione Polmonare che riferisci di aver avuto l’estate scorsa; anche questo dovrà essere indagato in una visita, prima di riprendere l’attività.

    Un saluto,
    Paolo Della Torre
    Laurea in Medicina e Chirurgia all’Università di Milano e specializzazione in Medicina del nuoto e attività subacquee all’Università G. d’Annunzio di Chieti. N. ordine dei Medici Chirurghi di Roma: 42375

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