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Il carcinoma sconfigge Barbara, un'amica del Centro Iperbarico Ravenna

Scritto da Redazione Centro Iperbarico di Ravenna il 09/ 07/ 2013

Barbara aveva 60 anni quando è arrivata, nell'ottobre 2010, al Centro Cura Ferite Difficili del Centro Iperbarico di Ravenna, con terribili ulcere da chemioterapia su tutto il petto. La cugina Marina ci contattò attraverso il blog, che allora era proprio agli inizi, per avere un consiglio su come curarla (leggi l’articolo). Da lì a poco Barbara è diventata nostra paziente e ha seguito un percorso di cure che avevano lo scopo di alleviare le sue sofferenze. Purtroppo Barbara non è riuscita a vincere la sua battaglia contro il carcinoma e il 15 giugno del 2011 è deceduta.


Barbara FerriTutto il personale del Centro Iperbarico ricorda con molto affetto Barbara, anche per il profondo legame che si è instaurato con la sua famiglia e in particolare con la cugina Marina. La quale, in primavera, ha comunicato al Centro la volontà di fare una donazione per ringraziare lo staff e soprattutto le infermiere che hanno curato Barbara con professionalità e dolcezza fino alla fine.

La donazione è stata destinata, per volontà della famiglia di Barbara, al finanziamento di un corso di formazione per il personale. Un gesto che ha profondamente commosso tutti perché, oltre al riconoscimento professionale, mette in evidenza il grande altruismo basato sull'idea che maggiori sono le competenze dello staff del Centro, maggiori sono le possibilità di aiutare a guarire le persone che ne hanno bisogno.

Abbiamo parlato con la signora Marina per ricordare insieme la storia di Barbara.

Cara Marina, la ringraziamo tantissimo per il bel gesto.
Anche io ringrazio voi per aver alleviato le sofferenze di Barbara e per esserle stati accanto fino alla fine, come persone e amici prima ancora che come medici e infermieri.
Credo che il Centro Iperbarico di Ravenna sia uno dei pochi centri di eccellenza per la cura delle ferite e le medicazioni: il personale è molto professionale e davvero gentile, è giusto riconoscerne il merito. Le buone strutture vanno valorizzate ed è per questo che ho voluto fare la donazione.

Grazie per le belle parole. Cosa ricorda di Barbara?
Verso la fine della sua malattia Barbara stava molto male e aveva un dolore tremendo. Per lei venire al Centro era un grandissimo sollievo, perché le medicazioni la facevano stare molto meglio ma allo stesso tempo perché lì si sentiva a casa, in famiglia.

Che cure ha fatto Barbara?
Barbara faceva terapia iperbarica, linfodrenaggio e medicazioni. All’inizio su base settimanale ma poi, quando era ricoverata a Meldola, tutti i giorni. Negli ultimi mesi avrebbe voluto trasferirsi vicino a Ravenna per poter essere seguita costantemente. Credo, però, che fosse un po’ una scusa: la verità è che lì stava bene come da nessun’altra parte, perché si sentiva in mezzo ad amici e non è mai stata considerata solo una persona malata. Per chi soffre così tanto, tutto questo non ha prezzo.

Ricorda un giorno particolare di Barbara qui al Centro?
La prima volta al Centro Iperbarico le cambiarono le garze che aveva sul petto, la medicarono e ne applicarono di nuove, di una tipologia diversa, che le diedero subito un enorme sollievo. Ricordo anche l’ultima telefonata di Barbara al Centro, 15 giorni prima di morire: era in ospedale e aveva un filo di voce, ma ha voluto sentirvi per assicurarsi che le medicazioni che gli stavano facendo fossero giuste. Vi voleva un sacco di bene.

E anche noi a Barbara. Siamo orgogliosi di averla conosciuta e consapevoli di aver la responsabilità di diventare ancora più bravi, con la finalità di essere un punto di riferimento sempre più importante per alleviare le sofferenze di chi soffre.

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