Ischemia traumatica acuta

Definizione
Fratture chiuse con vascolarizzazione ossea compromessa (ossa con circolazione terminale) o fratture esposte (in tutte le altre ossa).

Criteri di appropriatezza per l’OTI in base alla classificazione di GUSTILO

 

TIPO MECCANISMO EVOLUZIONE INDICAZIONE OTI
I piccola esposizione (<1 cm) simile ad una frattura non esposta nessuna
II esposizione > 1 cm, ma senza perdita di tessuto simile ad una frattura non esposta soltanto nei pazienti “a rischio” per fattori compromissione
IIIA frattura conseguente a trauma ad alta energia, ma senza esposizione infezione o Pseudartrosi nel 10% dei casi come nelle lesioni di II tipo
IIIB frattura complicata da esposizione ossea, danno periostale e sofferenza tessuti molli circa il 50% di complicazioni settiche necessaria e da applicare con tempestività
IIIC frattura esposta associata a danno arterioso che richiede riparazione chirurgica oltre il 50% di complicanze settiche e/o pseudartrosiche necessaria e da applicare il più precocemente possibile

 

Posologia

  • PRESSIONE: ≥ 2.5 ATA
  • FREQUENZA: nei primi 5-6 giorni nei casi con grave sofferenza dei tessuti molli è consigliabile una frequenza di due trattamenti al giorno
  • DURATA: 10-12 trattamenti con successiva verifica.

 

Verifica dei risultati in corso di terapia (dopo la 10a-12a seduta)

  • GUARITO: sospensione del trattamento iperbarico e solo controlli clinici e strumentali specialistici
  • MIGLIORATO: progressiva riperfusione della zona traumatizzata, con demarcazione tessuti sani. Tessuto granuleggiante pronto per la copertura plastica: prosecuzione OTI per ulteriori 15 sedute con cadenza giornaliera
  • OSTEOMIELITE: entra nel protocollo dell’osteomielite
  • STAZIONARIO: sospensione OTI e consulto con il Chirurgo Vascolare e l’Ortopedico (intervento, demolizione, stabilizzazione… )

   

 

 

 

 

 

Bibliografia
• Gustilo SJ, Mendoza RM, Williams DN. Problems in the management of type III (severe) open fractures: a new classification of type III open fractures. J Trauma 1984; 24:742-46