PFO: quali sono i rischi nella pratica dell’attività subacquea?

Salve, per verificare la presenza di PFO, ho eseguito, come controllo, un Ecocardiogramma che ha dato risultato dubbio.

Così ho proseguito con gli accertamenti facendo un Ecocardiocolordoppler il cui esito è stato:
“di base lieve shunt di microbolle da destra a sinistra (<5microbolle) che aumenta nelle fasi tardive (grado moderato, 5-10 microbolle). Dopo Valsalva lo shunt è di grado moderato. Non aneurisma del setto interatriale, non rete di Chiari. Conclusioni: presenza di PFO con shunt di gradi lieve-moderato in basale e moderato dopo Valsalva”.

I medici non sono stati in grado di dirmi se questa caratteristica è compatibile con l’attività subacquea. Ho contattato i medici del DAN che mi hanno detto di seguire le raccomandazioni per un profilo di immersione LowBubble secondo le linee guida della società svizzera di medicina subacquea ed iperbarica (SUHMS).

Vorrei sapere come proseguire nelle indagini per conoscere i reali rischi. Mi immergo da 4 anni e faccio immersioni ricreative.

Grazie,
Elena

 

Un commento a “PFO: quali sono i rischi nella pratica dell’attività subacquea?

  1. P. della Torre on

    Gentile Elena,
    molti subacquei, dopo aver riscontrato la presenza di Forame Ovale pervio, si ritrovano scarse o generiche indicazioni sulla possibilità di proseguire la pratica dell’attività subacquea in sicurezza.

    Questo perché, nella stragrande maggioranza dei casi, gli esami stessi e le procedure con cui vengono attuati, sono finalizzati alla individuazione del semplice difetto.

    La pura diagnosi di PFO, senza considerare la sua significatività emodinamica e senza l’esclusione di altri possibili concomitanti shuts Dx-Sx, non è sufficiente e non può permettere di fornire indicazioni per i rischi e le limitazioni che, quello specifico difetto, potrà comportare nelle immersioni.

    Nel tuo caso la diagnosi è stata fatta con un ecocardio colordoppler (trans toracico? Trans esofageo?) che ha evidenziato il passaggio di 5 bolle (lieve passaggio) a riposo, e dopo Valsalva moderato (quante?).

    Ti ricordo che anche l’esame trans esofageo ha la migliore specificità per verificare la presenza di PFO, ma meno per definire quanto sia significativo emodinamicamente.

    Capisco quindi che DAN ti abbia consigliato prudenzialmente di adottare le raccomandazioni della (SUHMS) società svizzera di medicina subacquea ed iperbarica, mantenendo un profilo di immersione LowBubble (meno bolle si possono formare meno bolle possono passare).

    Tuttavia penso che nel sospetto di presenza di Shunt dx-sx (il PFO è uno dei possibili shunts) per soddisfare l’esigenza di definizione del rischio del subacqueo, le indicazioni dovrebbero derivare dalla valutazione dei risultati di una serie di esami e test dedicati.

    Al Centro Iperbarico di Ravenna per questo viene proposto un Percorso diagnostico nell’arco di una intera giornata che prevede l’effettuazione di:
    • Doppler Transcranico con Mezzo di Contrasto aereo in sol salina, a riposo e dopo Valsalva
    • Emogasanalisi e Ossimetria transcutanea prima e dopo sforzo e respirazione di Ossigeno
    • Visita Subacquea
    al termine del quale potranno essere definite le raccomandazioni e le eventuali limitazioni alla attività subacquea.

    Questo è ciò che avresti dovuto o potresti fare per avere indicazioni più precise.

    Un caro saluto,
    Paolo Della Torre
    Laurea in Medicina e Chirurgia all’Università di Milano e specializzazione in Medicina del nuoto e attività subacquee all’Università G. d’Annunzio di Chieti. N. ordine dei Medici Chirurghi di Roma: 42375

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