Edema spongioso al femore: è utile l’ossigenoterapia iperbarica?

Salve,
mi chiamo Maria Teresa e ho 56 anni.
Da diverso tempo ho un dolore inguinale che si irradia anteriormente fino alla caviglia.
Ho fatto la risonanza ed il referto dice:
“A sinistra discreto versamento articolare ed evidenti alterazioni degenerative dell’anca con lesione ampia del ciglio e avanzata condropatia della regione anteriore della testa femorale con modesto edema spongioso; alla base dell’epifisi femorale piccoli osteofiti.
A destra non versamento e lieve condropatia senza alterazioni del ciglio dell’acetabolo. Non lesioni a focolaio. Non alterazioni di rilievo delle parti molli”

Gentilmente le chiedo se in questa condizione potrebbe essere utile l’ossigenoterapia iperbarica.

In attesa di un vostro. gentile riscontro porgo distinti saluti

Maria Teresa

Un commento a “Edema spongioso al femore: è utile l’ossigenoterapia iperbarica?

  1. Maddalena Vassura on

    Gentile Maria Teresa,
    grazie per averci contattato.
    Mi dispiace che si trovi ad affrontare questa problematica.
    La coxoartrosi è un processo degenerativo che colpisce l’articolazione dell’anca e rappresenta una delle forme di artrosi più importanti: sia a causa della notevole frequenza con cui si manifesta nella popolazione, sia per la disabilità a cui può portare.
    Si tratta di una malattia a evoluzione cronica che coinvolge lo strato di cartilagine che avvolge la testa del femore e la cavità in cui questa si inserisce (acetabolo).
    La cartilagine è una sorta di “lubrificante” che rende levigate e scorrevoli le superfici ossee per minimizzare gli attriti.
    L’usura di questo strato protettivo causa prima di tutto un dolore cronico tipicamente a carico della regione inguinale e della loggia anteriore della coscia, in seguito il danno si estende ai tessuti vicini che partecipano al movimento articolare così aumenta il dolore e si riduce l’ampiezza dei movimenti possibili.
    Quando lo strato di cartilagine si assottiglia fino a esporre l’osso sottostante, questo reagisce addensandosi producendo “speroni ossei” chiamati osteofiti o creando un edema a livello della spongiosa.
    L’edema osseo esprime una sofferenza ischemica localizzata e il fatto che siano attivi dei processi di riparazione, normalmente ha tempi di guarigione molto lunghi (mesi) ed è necessario mantenere la parte “in scarico” per tutto il periodo di convalescenza (uso di stampelle).

    Vista la situazione, l’ossigenoterapia iperbarica potrebbe essere un alleato molto prezioso nel suo caso, perché riesce a ridurre sensibilmente i tempi di guarigione del tessuto. Infatti aumenta la frazione di ossigeno disciolta nel sangue e ne permette così la diffusione ai tessuti in modo più rapido ed efficace.
    L’ossigenazione del tessuto sofferente fa si che si formino nuovi vasi sanguigni e che vengano stimolate le cellule responsabili della formazione di nuovo tessuto osseo.

    Generalmente, in casi simili al suo, un approccio integrato che comprenda Ossigenoterapia iperbarica, magnetoterapia e fisioterapia si dimostra molto per risolvere la sintomatologia algica e rallentare l’evoluzione della patologia (posticipando così l’eventuale bisogno di ricorrere alla chirurgia).

    Al nostro Centro questo percorso terapeutico è prescritto e autorizzato dal fisiatra, Dott. Fontana (coordinatore del team riabilitativo).
    Nel caso in cui fosse interessata, la invito a prenotare una prima visita con il dottore al numero 0544 500148 oppure tramite mail alsegreteria@iperbaricoravenna.it .

    Spero di esserle stata d’aiuto
    Cari saluti

    Maddalena Vassura
    Fisioterapista

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