Protesi al ginocchio e infinite complicazioni per il padre di Nadia

Buon pomeriggio Dott . Longobardi

Sono a scrivere questo per una situazione molto grave e pesante.

Sono molto preoccupata per mio padre: ha 78 anni e ha il Parkinson, ma curato e ben stabile.
A settembre 2014 ha fatto l’operazione della protesi totale al ginocchio, con successo ci avevano detto. Ma poi al 20 marzo 2015 ha dovuto affrontare un’altra operazione per un infezione in corso: hanno fatto una pulizia parziale della protesi cambiando solo un piccolo pezzo, sembrava che la situazione fosse a posto.
Dopo qualche giorno durante la riabilitazione in ospedale, un fisioterapista si accorge che la protesi “ballava”, ecco che il 30 marzo riaprono ancora il ginocchio e ci dicono che la protesi non è stabile, i tessuti sono ormai lacerati e non tengono più, quindi pensano di mettere una membrana artelon per far sì che tutto stia al suo posto.
Torniamo a casa dopo 35 giorni di ospedale, mio padre sfinito e noi anche.
Ma non è finita: dopo svariate sedute di terapie varie e tutte private ovviamente, il ginocchio non ottiene benefici e anzi fa sempre più male.  A distanza di qualche mese il ginocchio non si flette del tutto, con il rischio di cadere, come poi è effettivamente successo.
Decidono quindi di fare uno sblocco in narcosi; dopo questa cura, felice del fatto che era andato tutto benissimo, inizia altre serie ripetute di fisioterapia per tenere diritto il tutto ecc ecc.  
Oggi sono qui a scrivevi perché putroppo padre tutti i santi giorni ha forti dolori, il ginocchio è piegato al 40%,  cammina con le stampelle, di notte le gambe si bloccano e si sente rigido.

Mi chiedo dovrà continuare a vivere così, se non si può fare proprio nulla. È un uomo perso per sempre, pieno di dolori e non si può più godere niente.
 Nell’ultima visita di controllo ci hanno detto che la meccanica del ginocchio è tutto ok e che influisce molto il fatto che lui cammini male, ci hanno consigliato di andare da un osteopata, diversamente da tutte le altre però volte ci hanno trattato con freddezza, nonostante la visita privata molto salata.
Le chiedo scusa sa se sono un po venale, parlando sempre di visite private e quant’altro: i soldi non sono nulla in paragone con la salute, ma mi pare però di averli buttati.

La ringrazio infinitamente per la sua attenzione, mi scuso dello sfogo.
Le auguro una buona serata.

Nadia B

Un commento a “Protesi al ginocchio e infinite complicazioni per il padre di Nadia

  1. Claudia Rastelli on

    Gentile Signora Nadia,
    sono dispiaciuta per tutta questa situazione che lei e suo padre state vivendo: state affrontando un percorso lungo che ha avuto molte complicazioni.

    Da quello che mi scrive, suo padre non ha ripreso la piena mobilità del ginocchio dopo varie operazioni: bisogna tenere in conto che il papà soffre anche di Parkinson quindi i tempi di recupero potrebbero essere più lunghi.

    Le consiglio di non perdersi d’animo e continuare a seguire una terapia riabilitativa.
    Se la situazione non dovesse migliorare poi consiglio di far rivalutare lo stato della protesi dall’ortopedico e farsi consigliare una terapia specifica per il dolore.

    Se vuole avere altre precisazioni rimango a sua disposizione per qualsiasi dubbio, può scrivere direttamente alla nostra segreteria all’e-mail segreteria@iperbaricoravenna.ito chiamarci al numero 0544 500152

    Cordiali saluti

    Dott.ssa Claudia Rastelli
    Laurea in Medicina e Chirurgia all’Università di Ferrara
    Ordine dei Medici Chirurghi di Rimini n. 2074

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