Ulcere in paziente diabetico, Klarida Hoxha spiega come far stare meglio il padre di Giuseppe

Buongiorno,
premetto che mio padre è un paziente diabetico.

Da circa 4 mesi, con un semplice graffio gli è comparsa un’ulcera alla gamba sinistra sotto il polpaccio, abbastanza profonda. Adesso piano piano sta migliorando: le cure che stiamo adoperando sono giornaliere, un infermiere specializzato fa la medicazione come disposta dal dottore che lo ha in cura.

Per farlo guarire prima volevo provare con la camera iperbarica, ma mi è stato sconsigliato: mio padre soffre di aritmia cardiaca, allergia, ipertensione.

Il problema è che il poverino dove sopportare un dolore atroce: di giorno lo può sostenere ma la notte non lo sopporta, passa solo somministrando una fiala di Voltaren e al bisogno 20 gocce di Toradol.

Volevo sapere: c’è qualche farmaco per alleviare un po’ di più il dolore e poi  quanto tempo ci vorrà per guarire quest’ulcera?

Ecco i farmaci che aveva preso senza alleviare il dolore: TARGIN DA 0,5 E DA 10 E DA 20

Nell’attesa di una vostra risposta porgo distinti saluti.

Giuseppe 

 

 

 

 

Un commento a “Ulcere in paziente diabetico, Klarida Hoxha spiega come far stare meglio il padre di Giuseppe

  1. Klarida Hoxha on

    Buongiorno Giuseppe,
    grazie per averci contattato per il problema di suo padre.

    Ci dispiace moltissimo per la situazione di salute in cui si trova e spero possiate trovare una soluzione il prima possibile.

    La presenza di ulcere in paziente diabetico e pluripatologico è di difficile gestione e richiede un team specialistico in grado di inquadrare al meglio il percorso diagnostico-terapeutico.
    Spesso l’insorgenza è causata da banali traumi ma poi, proprio per le condizioni di salute, evolvono in situazioni più gravi.
    Per arrivare alla guarigione è necessario valutare tutti gli aspetti e definire un percorso idoneo e personalizzato.
    Al Centro Iperbarico di Ravenna, durante la prima visita che consiste nella valutazione ambulatoriale da parte di un gruppo di specialisti esperti in cura delle ferite difficili, valutiamo lo stato della circolazione attraverso:
    • l’ossimetria transutanea, (TcpO2) che misura quanto ossigeno arriva alla fine del piede;
    • lasedopplerflussimetria che oltre a vedere la microcircolazione, rileva anche segni di neuropatia, cioè l’alterata sensibilità che si sviluppa per la presenza dello zucchero nel sangue. Inoltre è predittivo del successo della camera iperbarica, nel caso in cui il paziente ne avesse bisogno.
    • sensibilità tattile mediante monofilamento di Semmes-Weinstein: consiste nel “pungere” il piede in punti precisi ed è predittivo di comparsa di ulcerazione in caso di non avvertenza di almeno 3 punti su 6.
    È necessario eseguire anche un ecocolordoppler artero-venoso per meglio definire lo stato circolatorio, un buon controllo della glicemia e il compenso di tutte le altre patologie di cui soffre (ipertensione, cardiopatia ecc).
    Nei pazienti dove il quadro clinico risulta già compromesso o quando si presenta ritardo di guarigione, si può eseguire anche la terapia iperbarica.

    Il medico iperbarico valuta attraverso gli esami di cui il paziente è in possesso se egli è idoneo a eseguire la terapia, o può richiedere altri accertamenti in caso non fossero sufficienti.
    Per quanto riguarda il dolore è necessario eseguire una visita dallo specialista antalgico.
    Il Targin è un farmaco che non ha un dosaggio preciso uguale per tutti, dipende dalla soglia del dolore del paziente e solitamente si aumenta a piccole dosi finché il paziente non sta meglio, senza causare i soliti effetti collaterali.
    In questo caso il medico deciderà di cambiare tipo di farmaco e dosaggio.

    È anche vero che il dolore è causa di qualcosa che va corretto (come può essere ad esempio il deficit circolatorio), quindi sono da valutare tutti gli aspetti che precedentemente le ho scritto.

    Se desidera contattarci per una valutazione può telefonare alla nostra segreteria al numero 0544/500152
    Un caro saluto,
    Klarida Hoxha

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