Gigliola affronta la cistite interstiziale con una cura multidisciplinare

Gigliola è una dolce e simpatica ragazza di 37 anni, originaria di Catania, che vive a Ravenna ormai da 4 anni. Quando la incontriamo ci dice : “Ho iniziato a soffrire di cistite interstiziale più di una decina di anni fa, ma  nessun medico era riuscito a farmi una diagnosi corretta fino al 2012”.  

La cistite interstiziale, chiamata anche sindrome del dolore vescicale, presenta sintomi simili alla cistite batterica, ma è una vera e propria infiammazione cronica della vescica che non risponde alla terapia convenzionale con antibiotici e comporta grandi dolori  e limitazioni nella vita quotidiana. Le cause di questa malattia sono ancora sconosciute e spesso viene confusa come un disturbo psicosomatico collegato a situazioni stressanti, ma al contrario è  il dolore continuo, lo stress che ne deriva e la mancanza di diagnosi che possono alla lunga causare un disturbo psicologico.

IMG_6908A Gennaio 2015 Gigliola viene a conoscenza del Centro Iperbarico di Ravenna grazie all’Urologo che la segue a Pavia. Così  si presenta nella nostra struttura dove il Dott. Longobardi le propone di seguire una terapia multidisciplinare che prevede oltre che l’ossigenoterapia in camera iperbarica una collaborazione tra l’Urologo, l’Omotossicologo e il nostro osteopata Marco Gaudenzi.

La terapia iperbarica comprende diversi cicli.  Gigliola inizia con il primo di 20 sedute e poi dei richiami ogni 3 mesi di 15 sedute. L’OTI, dalla quinta seduta in poi,  le dà dei grandi benefici.  Il dolore diminuisce notevolmente e le 30 volte al giorno in cui doveva correre in bagno si sono ridotte fino a  15-18. Finalmente Gigliola non sente più la caratteristica pressione sovrapubica e lo stimolo continuo ad urinare che caratterizzano la sua patologia. Ma ci tiene a precisare: “Non ho  mai abbondato la cura farmacologica, anche se sono riuscita a ridurre al minimo i dosaggi e sospendere qualcuno dei farmaci: grazie all’Ossigenoterapia  non prendo più antidolorifici. Il grado  di dolore si è abbassato notevolmente: da 7-8 del primo periodo a 4-5, con giornate con dolore assente!”.

Gigliola soffre anche di altre due patologie spesso correlate alla cistite interstiziale, che procurano dolori lancinanti e compromettono anch’esse in maniera importante la qualità della vita : la vestibolite vulvare (meglio conosciuta come vulvodinia) e la neuropatia del nervo pudendo . La prima è un’ infiammazione cronica sia dei tessuti che delle terminazioni nervose dell’area vulvo-vaginale, la seconda invece ha cause ancora non note; potrebbe essere causata da danni meccanici  o infiammatori del pudendo, cioè di quel nervo che, per la sua posizione, innerva tutta la zona  uro-genito-rettale. Anche per la cura di queste due patologie correlate Gigliola ha un enorme beneficio dall’ossigenoterapia che si sta quindi rivelando un’utile risorsa sul danno neurologico. Un’altra patologia, che non riguarda Gigliola,  ma che non di rado è associata alla sindrome del dolore vescicale è la fibromialgia. Anche  questa patologia inizia ad essere trattata in camera iperbarica: lo abbiamo spiegato in un recente webinar curato dalla Dott. Belkacem

Gigliola e Marco al Centro iperbarico Ravenna

Da settembre 2015 Gigliola  ha anche iniziato un percorso di terapia a cadenza settimanale con Marco,  l’osteopata del nostro Centro,  con cui riesce a mantenere ottimi risultati. Durante la sua seduta infatti Gigliola inizia con Spirotiger: un sistema di ginnastica del respiro che allena in modo specifico la resistenza della muscolatura respiratoria agendo in maniera strategica sul diaframma pelvico. “Se impari a respirare meglio, più ossigeno entra nei tessuti, si abbassa l’acidosi del corpo, le tensioni si alleviano e diminuisce il dolore.  L’ossigeno è alla base di tutto!”  ci assicura Marco, forte della sua esperienza e formazione di diversi anni all’estero.

Con Gigliola utilizza anche un’altra  tecnica innovativa: il  Body-adjustment. Attraverso delle lievi stimolazioni neurologiche cerca di attivare il sistema parasimpatico riequilibrando quindi il sistema neurovegetativo ed ottenendo in questo modo anche auna corretta modulazione del segnale dal sistema nervoso centrale a quello periferico. Gigliola  è felice di avere un aiuto prezioso  anche nelle fasi acute della malattia  che si ripresentano (anche se in maniera più lieve) tra un ciclo e l’altro di ossigenoterapia.

 Il percorso che il Dott. Longobardi ha previsto per  Gigliola è di due anni: è ormai chiaro a tutti che l’approccio multidisciplinare verso questo tipo di patologie è fondamentale oltre alla costanza e determinazione e Gigliola è decisa più che mai a proseguire le sue terapie. Per questo noi le facciamo un grosso in bocca al lupo!

 

 

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