Versamento liquidi da ferita da operazione al tendine d’Achille con gonfiore. Come fare?

Dopo l‘operazione al tendine d’Achille per rottura totale, è comparsa una vescica del diametro di un centimetro al lato della ferita.
Dopo un mese e mezzo con l’inizio della terapia la caviglia si è gonfiata e dalla vescica è uscita una discreta quantità di liquido.
Come posso fare per risolvere il problema e quali conseguenze può comportare ai fini della guarigione?

Distinti saluti
Luigi

Un commento a “Versamento liquidi da ferita da operazione al tendine d’Achille con gonfiore. Come fare?

  1. Klarida Hoxha on

    Gentile Antonio,
    grazie per averci contattato per il suo quesito.

    Presso il Centro Cura Ferite Difficili abbiamo avuto casi simili al suo e li abbiamo trattati con gran successo attraverso un percorso definito molto efficace.

    Durante la prima visita medico e infermiere esperti in ferite difficili effettuano un’attenta valutazione dei diversi aspetti del caso sia dal punto di vista generale che dal punto di vista locale della ferita.
    Con una serie di esami non invasivi riusciamo a stabilire perché la ferita chirurgica non si è cicatrizzata a dovere.
    Questi esami comprendono la valutazione di indici specifici di vascolarizzazione per capire lo stato di perfusione dei tessuti, un eco-doppler degli arti, un ecografia dei tessuti molli per studiare lo stato del tendine e dei tessuti limitrofi e una teletermografia per verificare il grado di infezione e vascolarizzazione della parte.

    Una volta ottenute queste informazioni possiamo impostare una terapia personalizzata che prenda in considerazione le specifiche problematiche del paziente: prevederà l’associazione di bendaggi funzionali (in genere alla cumarina e zinco, per le sue note proprietà antiedemigene) medicazioni avanzate, Terapia a Pressione Negativa (che favorisce l’avvicinamento dei margini della lesione) e Ossigenoterapia Iperbarica (OTI).
    L’OTI oltre a ridurre l’edema locale e a essere un potente battericida, permette di incrementare anche la vascolarizzazione periferica stimolando il corpo a produrre nuovo tessuto cutaneo e favorendo la chiusura della breccia.

    L’OTI inoltre è molto utile nel caso in cui si dovesse affrontare in seguito un intervento di chirurgia plastica perché prepara il tessuto a ricevere un innesto cutaneo favorendone l’attecchimento e la sopravvivenza.
    Altra cosa estremamente importante per la guarigione è l’immobilizzazione della parte sofferente per non sollecitare e stressare i tessuti impegnati a guarire attraverso una valva gessata.

    Spero di esserle stata utile, se vuole ulteriori informazioni o fissare un primo appuntamento per risolvere il suo problema ci può contattare al numero 0544/500152.

    Un caro saluto,
    Klarida Hoxha

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