Immersione e paracadutismo: quanto tempo far passare tra le due per evitare MDD?

Salve dottori,

vorrei sapere qual è il tempo necessario che deve intercorrere tra un’immersione subacquea ed un lancio col paracadute (4300mt) per scongiurare ogni possibile dubbio di MDD?
Magari nelle peggiori condizioni,quindi immersioni ripetitive e con decompressione.

Da quanto ho letto alcuni sostengono che anche a 48h si corre il rischio,dopo quanto posso essere tranquillo?

Infine anche per il contrario (lancio con  paracadute e dopo immersione) è necessario attendere 24-48h oppure no ?

Vi ringrazio in anticipo, attendo una vostra risposta.

 Christian

3 commenti a “Immersione e paracadutismo: quanto tempo far passare tra le due per evitare MDD?

  1. Luigi Santarella on

    Caro Christian
    grazie per la stima e l’attenzione.

    Attualmente le linee guida accettate internazionalmente sono: 12 ore minimo dopo immersioni singole senza obbligo di decompressione e 24 minimo ore fino a 48 ore dopo immersioni ripetitive, particolarmente impegnative o con obbligo di decompressione.
    Viene inoltre stabilito che l’insorgenza di sintomi dopo 48 ore da un’immersione non è da ritenersi correlata a incidente da decompressione.


    Per quanto riguarda la ripresa delle attività subacquee dopo un volo il DAN afferma che, dopo voli di lunga durata è appropriato un periodo di riposo di almeno 12 ore (meglio 24 ore) con adeguata reidratazione e nutrizione.

    Ritengo che trattandosi di voli di breve dura un periodo di riposo, adeguata reidratazione e nutrizione di 12 h sia appropriato.
    Se vorrai approfondire l’argomento puoi contattare la segreteria del Centro Iperbarico Ravenna 0544- 500152, segreteria@iperbaricoravenna.it.

    Un caro saluto,

    Dott. Luigi Santarella
    Laurea in Medicina e Chirurgia all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna, n. ordine dei Medici Chirurghi di Ravenna: 3151

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  2. UGO PANI on

    Ciao Longobardi
    non voglio fare il primo della classe e cercare di primeggiare sterilmente, ma
    non condivido e vorrei fare qualche riflessione in merito al quesito che vi è stato proposto.
    La risposta del dr. Santarella è corretta in riferimento ai voli in aereo abituali, quindi all’interno di vettori soggetti a pressurizzazione dell’abitacolo (generalmente ad una quota compresa tra i 1000 e 1500 m) , ma il problema proposto è relativo al “volo”/ lancio col paracadute da quote riferite 4300m e spesso mi risulta che detti lanci sportivi siano ripetitivi nella giornata, gli aerei non siano pressurizzati e quindi la esposizione alla entità di “depressurazione ” è più spinta. Pertanto ritengo debba essere riconsiderato in forma più severa (quindi più lungo) l’intervallo di tempo che debba intercorrere tra ipotetica serie di immersioni subacquee (ripetitive) e successiva attività di lanci (soprattutto se multipli) col paracadute con esposizione a pressione ambiente a 4300m e non a quella dell’abitacolo di vettori aerei commerciali che conservano ambiente pressurizzato ove è lecito attendere 12/24h, quindi escludo sia corretta ed adeguata la risposta data dal dr. Santarella: ” Ritengo che trattandosi di voli di breve durata, un periodo di riposo, adeguata reidratazione e nutrizione di 12 h sia appropriato.” che ritengo dovrà essere rettificata .
    Ciao, grazie e perdona l’intrusione

    UGO PANI

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  3. Pasquale Longobardi on

    Caro Ugo,
    grazie per l’attenzione e il tuo prezioso contributo. Sei un “veterano” della medicina subacquea.
    Concordo con la tua osservazione: l’aereo utilizzato per i lanci sportivi con paracadute pone un rischio maggiore rispetto all’aereo di linea perché non pressurizzato.
    Il quesito posto è interessante perché c’è poco in letteratura. Ho sentito il dottor Fabio Faralli (consulente Marina Militare) e il dottor Angelo Landolfi (medico dell’Aereonautica militare e specialista in medicina subacquea) che sono esperti in materia.
    Con le conoscenze attuali è consigliabile, per l’immersione a livello del mare dopo lanci con paracadute singoli da 4300 metri di altezza, attendere 48 ore. Per lanci dopo immersioni per più giorni e/o ripetitive nello stesso giorno 72 ore.
    Nel caso sia proprio necessario (per esempio per mandato in Protezione Civile) ridurre l’intervallo si superficie, si potrebbe utilizzare il pre-condizionamento con ossigeno ma è materia in fase di ricerca (attendiamo i risultati degli studi). Le tabelle Galfetti per l’immersione in altitudine sono poco utili perché elaborate per situazioni di graduale variazione di altitudine (nel paracadutismo, la variazione è repentina).
    Per i lanci dopo l’immersione, non conosco studi in merito. Ragionando in maniera simile a tutte le altre attività sportive: evitare i lanci nelle 24 ore precedenti l’immersione per questioni di dinamica dell’endotelio e attivazione dei nuclei di bolla.
    Un caro saluto
    Pasquale Longobardi

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