Ferite post chirurgiche che non si chiudono: cosa fare?

Il 21 maggio 2015 mia madre ha subito un intervento di mastectomia bilaterale con parziale svuotamento ascellare sinistro e ricostruzione immediata con protesi definitive. Il 17 giugno si è sottoposta a un altro intervento per escarotomia bilaterale.

La risposta all’esame istologico è “…Tumore lobulare infiltrante mammella sinistra del diametro massimo di 2,4 cm con 10 linfonodi esenti da ripetizione metastatica…”

Siamo molto preoccupati perché anche questa escarotomia non sta andando bene, il caldo non aiuta e dovrebbe iniziare anche la th ormonale come prosecuzione delle cure.

E qui la mia richiesta di sottoporla alle vostre cure: mia mamma è in buono stato di salute, autonoma in tutto e ha un buono stile di vita, però è diabetica in cura con ipoglicemizzanti orali ed ipertesa. I medici ci hanno parlato di problemi legati alla microcircolazione a causa del diabete.

Spero in un vostro precoce riscontro

2 commenti a “Ferite post chirurgiche che non si chiudono: cosa fare?

  1. Nedjoua Belkacem on

    Cara Daniela,
    mi dispiace molto per il duro momento che sta passando sua madre, che oltre alla malattia deve affrontare complicazioni che gli procurano grande dolore e disagio.

    Non è facile esprimere un parere a distanza senza valutare di persona la situazione e avere un quadro clinico chiaro. Da quanto ci descrive mi pare di capire che ci troviamo di fronte a una deiscenza delle ferite chirurgiche (bilaterale) riferite alle pregresse mastectomie.

    Questa deiscenza, che traduce una difficoltà alla cicatrizzazione, sembra dovuta alla presenza di tessuto necrotico, cioè di necrosi dei lembi (lei ci parla di escarectomia).

    La necrosi è la progressiva degenerazione delle cellule di un tessuto e può far seguito a complicazioni locali come l’infezione, l’ematoma, la sofferenza ischemica dei tessuti, l’introduzione di farmaci steroidei nella tasca peri-protesica . Altri fattori come il fumo di sigaretta possono interferire con i processi di guarigione rallentandoli e aumentando l’incidenza di complicazioni.

    Non conoscendo bene la situazione, cito l’unica complicazione riferita da lei: il diabete, che induce alterazioni dei piccoli vasi e riduce le nostre difese immunitarie (amesso che sia stata già esclusa l’ipotesi di una ripresa della malattia analizzando un prelievo bioptico sulla lesione e completando l’indagine con un ecografia o una risonanza magnetica e monitorando i marcatori tumorali).

    Potremmo aiutare sua madre proponendole l’ossigenoterapia iperbarica che, grazie al suo effetto antibatterico, antinfiammatorio e anti-ischemico, favorisce la risoluzione della necrosi eliminando le cause che la determinano; inoltre permette la guarigione dei tessuti ossigenandoli e stimolando i meccanismi che determinano la loro cicatrizzazione.

    Presso il Centro Iperbarico si trova anche il Centro Cura Ferite Difficili dove seguiamo persone che soffrono di ulcere con difficoltà di cicatrizzazione e dove eseguiamo medicazioni avanzate.
    Se le interessa può contattare la nostra segreteria per prenotare una prima visita di valutazione al numero 0544 500152.

    Grazie per l’interesse che ci dimostra e auguro a sua madre veloce guarigione
    Dott.ssa Belkacem Nedjoua
    Laurea in Medicina e Chirurgia all’Università di Ferrara e specializzazione in medicina interna, n. ordine dei Medici Chirurghi di Ravenna: 2794

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