L’ossigeno dell’amore: il racconto di Giampietro [parte 4]

Il tempo dell’accoglienza

I neo candidati dopo essere accolti dal medico di turno vengono eruditi sul come respirare e compensare in camera iperbarica. Come resistere non te l’ho può insegnare nessuno, lo devi scoprire da solo, anzi lo devi sperimentare. 

La prima volta ognuno viene fornito della divisa: un camice da chirurgo verde pallido, una borsa in cotone con tanto di stemma identificativo del Centro Iperbarico, e mascherina da pilota. Questo è il pezzo da “novanta”, senza il quale “stai fresco” e non potrai respirare. A volte vorresti prenderla e lanciarla in aria e meno male che ogni 12 minuti ci si ferma a prendere “aria”, così stacchi e poi riattacchi la mascherina con una molla degna della migliore fionda del pastore Davide. Qui non puoi tirare pietre ma solo “tirare” ossigeno fino alla fine e dovrai farlo anche bene, per non vanificare la cura e la guarigione. E così, dotati del corredo da “perfetto” uomo iperbarico ci si avvia in processione. C’è chi ci va con le proprie gambe, chi munito di deambulatori, chi sulla sedie a rotelle, chi sul lettino… Si va in cordata parlando, ridendo, uniti si va.

Tutto va attualizzato e questo per certi versi è vitale per non installarsi, per non dare tutto per scontato, perché il rischio esiste ed è sempre in agguato. Lo dico per esperienza avendo avuto un attacco di panico il ventinovesimo giorno di terapia: non riuscivo a respirare.

Dunque i prossimi aspiranti, dopo aver superato il primo stadio, entrano nel turnover. All’ora fissata il tecnico fa l’appello e di lì a poco ci si dirige nel bunker, navicella, satellite chiamatela come meglio vi garba, o semplicemente nella stanza dell’ossigeno. Anzi, a ripensarci: perché non “oxigen literary point”?

L’Italia è un “popolo di santi poeti navigatori” e lettori. Oltre a respirare si legge, e quanto si legge: di tutto e di più, ognuno munito del suo book, di narrativa, fantasy, romantic, scientific, ecc… L’importante è tenere il cervello occupato e curare lo spirito con buone letture… Fa sempre bene.

Un giorno la mia attenzione fu catturata da un libro dal titolo emblematico “L’età senza tempo”. Leggevo e rileggevo il titolo… “L’età senza tempo”.  Ma il tempo senza età non conosce età (pensai…). Quindi qui siamo in assenza di tempo. Buenos. Allora prendiamo un po’ di tempo per noi…

Che sarà mai! Perché prendere tempo? E poi di cosa è fatto il tempo? Istanti.. E ogni istante è buono per cogliere un frammento. Se tu sapessi quanti frammenti circolano intorno a te e dentro di te. Adesso lascia tutto, è tempo di ritrovare  il frammento della tua storia. Shh… piano piano sta affiorando in superficie. La vedi? Ore sei in una camera unica al mondo. Che bella cosa l’unicità e l’irripetibilità. È stata costruita apposta per te, solo per te e nessuno la userà mai più dopo di te. Confortevole ben riscaldata e accessoriata, con piscina incorporata per ogni sorta di riabilitazione. Chi ci ha voluti ha pensato che un domani per guarire ci saremmo immersi nelle acque, fonti di vita. Stai ricominciando a ricordare? Sei entrato nell’ombra del tuo domani, lì riposavi al sicuro da ogni minaccia, posto migliore non si poteva avere un vero resort a 100 stelle e la stella vuol dire qualità. Non dimenticare che la stella sei tu, sì proprio tu. In quel tempo, quasi fuori dal tempo, affascinato da una voce d’oltre camera intuisci la presenza di un custode e allora cosa fare di meglio se non respirare…? Così uscendo hai sentito  l’affanno del generare… Stop! Un’altra voce spunta dal nulla e dice: sia l’aria e l’aria fu. E vedemmo che era cosa buona e giusta…. Ora il battito fetale ha perso il ritmo naturale  e la frequenza batte senza pause… Ed osa  ove mai alcun frammento osò trascendere l’inquietudine del presente. Sei fatto di sogni e fino all’ultimo tale sarai: una piccola molecola d’ossigeno lanciata nell’universo a cercare le  risposte  per chi ancora non sa perché vivere. Qui m’hanno detto che il tempo senza età sei tu quando semini il tuo tempo.

Ora riprendo coscienza e la voce del tecnico annuncia la lieta novella : “Decompressione”. Rilassati, stai arrivando alla meta e non sei più quello di prima.

 

Non perdetevi la quinta puntata del racconto di Giampietro: vi aspettiamo martedì 18 agosto sul nostro blog!

Leggi le puntate precedenti del racconto di Giampietro:

L’ossigeno dell’amore: il racconto di Giampietro [parte 1]
L’ossigeno dell’amore: il racconto di Giampietro [parte 2]
L’ossigeno dell’amore: il racconto di Giampietro [parte 3]

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