L’ossigeno dell’amore: il racconto di Giampietro [parte 1]

Giampietro è un signore di Taranto che a gennaio e febbraio di quest’anno è stato al Centro Iperbarico per curare una necrosi alla testa del femore. Per ringraziare tutto lo staff del Centro iperbarico dell’accoglienza e delle cure ci ha scritto un bellissimo racconto sulla sua esperienza, che abbiamo deciso di condividere con tutti i lettori del nostro blog.

Per farvi compagnia sotto l’ombrellone, ogni martedì e giovedì del mese di agosto pubblicheremo una puntata della storia “L’ossigeno dell’amore” scritta da Giampietro. Ecco la prima!

L’ossigeno e l’amore di Giampietro Campo

Premessa

Non si hanno prove certe ma si paventa la possibilità che circa, nel 10000 a.C., nella civiltà villanoviana vivesse l’omoiperbaricus. Le zone costiere erano il suo habitat naturale, alcune scene lo descrivono immerso nelle lagune con una rudimentale maschera e una canna di bambù per respirare. Amava scendere in profondità a contemplare i fondali dei laghi e quelli marini. Esperto nelle apnee diurne e notturne affrontava percorsi nei sotterranei marini e affiorava guizzando come fosse un pesce. Non si sa bene quando e come ma nei secoli scorsi alcuni discendenti dei primi uomini iperbarici hanno dato vita ad una nuova civiltà, la civiltà dell’ossigeno e oggi siamo qui in molti a raccoglierne i frutti.

Perché stare in camera iperbarica?

Ognuno di noi almeno una volta nella vita dovrebbe fare una singolare esperienza: entrare in una camera iperbarica e sostarci per 90 minuti. Cercherò di mostrare la bontà di questa proposta se avrete la pazienza di seguirmi sino alla fine.

Come ho imparato in questo tempo: “L’ossigeno è vita” e aggiungo speranza di rinascita. Ma cosa sarebbe una struttura sanitaria, una terapia prodigiosa senza la bontà umana? L’umanità dei medici, la pazienza inverosimile del personale paramedico e lo stare dietro le carte e le prenotazioni del personale amministrativo? Diamo a “Cesare” quel che è di “Cesare”, a ognuno i suoi meriti. Una persona come s’immaginerebbe il mondo della camera iperbarica? 

Una cosa è certa per una persona afflitta da alcune patologie, la terapia iperbarica rappresenta un ottima possibilità di guarigione e di migliorare la qualità della vita. A tal proposito è sufficiente visitare il sito del centro iperbarico o leggere un opuscolo medico in cui vengono illustrati gli effetti e i benefici della terapia OTI.

Siete un po’ claustrofobici? Bene potete entrare, non vi preoccupate…è un rischio che vale la pena di correre. Quando non ci sono molte  possibilità di guarire oltre la protesi, e soprattutto dopo aver visionato il blog del centro iperbarico di Ravenna, a me è scattata la molla e le giuste motivazioni a provarci, almeno per tentare questa soluzione alternativa all’intervento chirurgico. Dopo aver sentito il Direttore Sanitario illustrare il percorso terapeutico, io e mia moglie ci siamo guardati in faccia e senza dire una parola, abbiamo annuito: “Questa terapia s’ha da fare”.

Il fisiatra di Taranto che mi ha seguito fino a scoprire la causa dei miei dolori all’anca (osteonecrosi femorale), ha sempre sostenuto la necessità e la bontà della terapia iperbarica. Ogni volta che avevo l’occasione di sentirlo mi chiedeva sempre: “E le camere iperbariche?” Per un po’ ho dribblato la domanda, cosa non facile vista l’anca bloccata…. E dopo aver iniziato un ciclo di magnetoterapia (con pochi risultati) e soprattutto  di fronte alla possibilità, non tanto remota, di andare incontro alla protesi, ho preso sempre più coscienza di fare questo passo… Con tutti gli annessi e connessi.

Ricordo ancora le parole del dottore, con cui parlai al telefono, in un simpatico romagnolo: “Signor Campo le annuncio una buona notizia: la necrosi femorale asettica qui si può curare, venga al più presto”. Eureka! Alleluia! Vittoria! Contattai la segreteria e mi sentii dire: “Quando pensa di salire? Per noi può cominciare anche il prossimo sabato prima di Natale”. Rimasi letteralmente di sasso, non immaginando una così tempestiva disponibilità. Risposi di non essere ancora attrezzato per la partenza dovendo  trovare  una location per i bambini, un posto a Ravenna ecc. Insomma in men che non si dica la Provvidenza si è mostrata in tutta la sua generosità a partire dalla casa dove soggiornare, fino al prestito un mezzo adeguato per viaggiare e a una formidabile coppia di carissimi amici pronti senza esitazione ad accudire i bambini. Quando le cose devono andare si aprono miracolosamente tutte le porte…

 

Il racconto di Giampietro continua.. Vi aspettiamo giovedì per la seconda puntata!

7 commenti a “L’ossigeno dell’amore: il racconto di Giampietro [parte 1]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *