Come curare la fistola salivare di mio padre?

Carissimo professore,
dopo un’operazione per chiusura della carotide, a mio padre è rimasta una fistola che non si chiude ora medicata con garza iodoformica e garza d’argento. Cosa ne pensa? Mi potrebbe dare un consiglio su cosa usare per favorire granulazione?

Un commento a “Come curare la fistola salivare di mio padre?

  1. Klarida Hoxha on

    Gentile Antonio, mi dispiace molto per suo padre, l’intervento a cui si è dovuto sottoporre certamente non è una situazione facile da affrontare.

    La fistola di cui parla è una deiscenza di ferita chirurgica, una delle complicanze che si verificano più spesso dopo questo tipo di interventi. E’ facile che la fistola si formi se ci sono fattori di compromissione come: anemia, malnutrizione (compresa l’obesità), uso da parte del paziente di alcuni farmaci steroidei e diabete. Spesso questa problematica si verifica in pazienti di sesso maschile e in età avanzata.

    Nella sua richiesta non ha indicato abbastanza elementi che ci permettano di inquadrare in modo completo la situazione del papà e di poterle suggerire le terapie più indicate nel suo caso, ma le descrivo comunque un esempio di ciò che facciamo al Centro Iperbarico per pazienti con problematiche simili alla sua.

    Innanzitutto è importante capire qual è la causa che ha portato alla deiscenza di ferita, che molto probabilmente può essere un’infezione. Per questo può essere necessario un esame istologico che permetta di definire qual è il germe responsabile dell’infezione e di conseguenza stabilire la terapia antibiotica corretta per eliminarlo.

    La zona in cui si trova la fistola non permette di utilizzare dispositivi come la terapia a pressione negativa (TPN) che in questi casi ci poterebbe aiutare per favorire l’accelerazione del riempimento della fistola con tessuto di granulazione.

    Potrebbe essere utile invece l’ossigenoterapia iperbarica (OTI): una terapia basata sulla respirazione di ossigeno puro sotto pressione, in un particolare ambiente pressurizzato (camera iperbarica). La pressione permette la diffusione dell’ossigeno nel sangue in concentrazione superiore anche dieci volte rispetto a quella normale. L’aumento dell’ossigeno nei liquidi del corpo, stimola la sintesi di un gas, il monossido di azoto (NO), che ha una potente azione antinfiammatoria, favorisce la formazione di nuovi vasi sanguigni (anche attraverso il reclutamento delle cellule staminali), accelera la riparazione delle ferite.

    Inoltre i nostri pazienti fanno medicazioni quotidiane con diversi tipi di medicazioni avanzate come idrogel nel caso la lesione si presenti con materiale di tipo fibrina o slough, schiume di poliuretano che favoriscono la fuoriuscita di essudato e altri materiali scelti a seconda della fase in cui si trova la ferita. Se questo risultato non si dovesse ottenere in breve tempo abbiamo la possibilità di praticare altri tipi di terapie di livello superiore come l’applicazione di gel ricco di piastrine (PRP) che rilascia una serie di fattori di crescita in grado di accelerare i processi di guarigione.

    Ovviamente quella che le ho descritto è un’ipotesi di trattamento che deve essere valutata durante una prima visita in cui decidere insieme il percorso più adatto a suo padre dopo un’attenta valutazione del suo quadro clinico.

    Se è interessato o desidera un consulto può prenotare una prima visita al Centro Iperbarico chiamando la Segreteria al numero 0544 500152.

    In bocca al lupo,
    un caro saluto,
    Klarida Hoxha

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