Morbo di Burger: la terapia iperbarica può rallentare la malattia

Salve dottore, ho 32 anni, circa 10 anni fa mi sono dovuto sottoporre a una safenectomia alla gamba sinistra e circa 5 anni ne ho dovuta fare un’altra alla gamba destra.

Due anni fa un callista mi ha procurato una una ferita sotto l’alluce e da quel momento è comciato il mio calvario vero e proprio: la ferita ha incominciato ad allargarsi e il dolore fortissimo non smetteva mai.

Dopo aver girato cinque ospedali ed aver rimosso l’unghia e il letto ungueale mi hanno fatto un angiografia concludendo che (secondo i dottori) era una forma di Burger. Mi hanno fatto un impianto con neurostimolatore midollare ma io continuo ad avere male e nessuno mi ha mai parlato di camera iperbarica.

Se avesse qualche suggerimento anche su altre soluzioni le sarei grato.

Un commento a “Morbo di Burger: la terapia iperbarica può rallentare la malattia

  1. Claudia Rastelli on

    Gentile Signor Luca,
    mi dispiace che debba confrontarsi con questa difficile malattia.

    Il Morbo di Buerger è una malattia cronica che colpisce i vasi delle estremità di mani e piedi che viene diagnosticata con l’angiografia e/o la biopsia dei tessuti colpiti. I vasi sanguigni vanno incontro a lesioni infiammatorie e successiva ostruzione causando per questo la morte dei tessuti che irrorano.

    Il paziente lamenta inizialmente una sensazione di freddo, torpore, formicolio o bruciore prima che la malattia diventi evidente e successivamente presenta dolori importanti ulcere e necrosi dei tessuti colpiti. Purtroppo è una malattia a carattere cronico, per cui ancora non è stata scoperta una terapia definitiva, ma sono state pesate strategie terapeutiche per rallentare la progressione della malattia e che vedono un punto chiave comune che è quello di aumentare l’apporto di sangue ai tessuti sofferenti. Vengono usati farmaci vasodilatatori di ultima generazione spesso in associazione a cortisonici, antinfiammatori non steroidei (FANS) ed anticoagulanti . Risulta di estrema importanza eliminare i fattori di rischio quali Fumo, esposizione al freddo e microtraumatismi e traumi maggiori delle parti.

    Presso il Centro Iperbarico di Ravenna ci capita spesso di seguire casi di pazienti affetti da questa malattia per cui abbiamo pensato un percorso terapeutico basato su:
    – Cicli di Ossigenoterapia Iperbarica che aiutare a rallentare l’avanzamento della malattia in quanto stimola la formazione di nuovi piccoli vasi sanguini migliorando di conseguenza l’irrorazione delle parti sofferenti e l’ossigenazione dei tessuti stessi ( l’ossigeno respirato in ambiente Iperbarico fluisce in maniera maggiore nel sangue e nei tessuti). La Terapia Iperbarica permette di ridurre anche l’infiammazione e di conseguenza il dolore, inoltre potenzia gli effetti della terapia farmacologica.
    – Terapia infusionale con Trental e.v. durante la Terapia Iperbarica
    – Ciclo di Frems (Frequency Rhythmic Electrical Modulation System): terpia di elettrostimolazione secondo un preciso schema che favorisce l’incremento del microcircolo, ha un potere decontratturante e stimolante i neurotrasmettitori, migliorando sin dalle prime sedute il dolore
    – Medicazioni della lesioni cutanee a seconda dello stadio delle ferite stesse.
    Ritengo importante nei pazienti che soffrono di Morbo di Buerger il controllo del dolore per garantire un miglioramento della qualità di vita, ed è per questo che la collaborazione con la terapia antalgica è preziosa.

    È di estrema importanza fermare la progressione della malattia e prevenire la formazione di necrosi tessutale soprattutto vista la sua giovane età, per questo la invito a contattarci per ulteriori informazioni e per un eventuale visita allo 0544.500152.

    Le porgo i miei più cari saluti
    Dott.ssa Claudia Rastelli

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *