Ferita dopo operazione chirurgica al tendine d’Achille: come posso uscire da quest’incubo?

Salve, vorrei un’opinione su una ferita che si è aperta dopo un’operazione per la rottura del tendine d’Achille sinistro e che non si chiude.

Ad agosto ho subito l’intervento e il 2 settembre mi hanno tolto i punti. La ferita vicino al tallone presenta ancora oggi una sofferenza con esposizione del tendine e perdita di sostanza, l’ultimo referto parla di tendine sfilacciato (ancora?).

Mi medicano 2 volte a settimana con Bionect Start (alcune volte faccio medicazione il giovedì e poi il martedì Successivo) e ho fatto anche un consulto con i chirurghi plastici che hanno detto di continuare con le medicazioni e mi hanno chiesto di rivedermi fra 20 giorni.

La loro opinione è che avendo la malattia di Bechet (vasculite) e curandola con il Bentelan 0,5 giornaliero la ferita abbia più difficoltà a chiudersi. Oltre che per la ferita, la mia paura è anche per la condizione del tendine: che vuol dire sfilacciato?!

Come posso fare per uscire da quest’incubo? Sono due mesi che sto con la gamba sollevata e vorrei poter tornare a lavoro, a una vita tranquilla.

Grazie

Un commento a “Ferita dopo operazione chirurgica al tendine d’Achille: come posso uscire da quest’incubo?

  1. Klarida Hoxha on

    Grazie per la Sua richiesta e mi dispiace per il disagio in cui si trova.

    Al Centro Iperbarico di Ravenna abbiamo già avuto esperienze di pazienti con il suo stesso di problema, non è raro infatti che la chiusura di una ferita chirurgica non vada a buon fine per diversi motivi che devono essere valutati caso per caso. Per i pazienti con questo tipo di problematiche seguiamo un percorso molto efficace che prevede l’associazione di:

    Tendine d'Achille
    • Un ciclo di sedute di terapia iperbarica: l’ossigenoterapia iperbarica (OTI) è come una batteria per il corpo umano e per le sue cellule. In caso di più fattori di compromissione, come nella sua situazione la malattia di Bechet, ci vuole più energia per portare al risultato della guarigione e quindi l’ossigenoterapia ha un ruolo determinante per velocizzare la chiusura della ferita. Inoltre l’OTI ha effetto antiedemigeno e antinfiammatorio.

    • Applicazione della terapia a pressione negativa e in particolare nel suo caso della PICO (Smith&Nephew), un piccolo dispositivo molto comodo che permette di svolgere le attività quotidiane senza grosse interferenze. E’ un sistema a pompa collegato a una medicazione che tende ad assorbire i liquidi in eccesso sulla ferita tenendo il sito sempre asciutto e stimolando il tessuto di granulazione favorendo così la cicatrizzazione.

    • Medicazioni con bendaggio elastocompressivo per aiutare la circolazione e il ristagno dei liquidi in zona calcaneare. Al Centro Iperbarico utilizziamo bende alla cumarina, una sostanza naturale che permette il riassorbimento dei liquidi dal tessuto sottocutaneo all’interno dei vasi sanguigni favorendo l’ossigenazione dei tessuti.

    • Siamo in grado di eseguire anche bendaggi funzionali con cerotti particolari per poter tenere fermo l’arto in caso di tendine problematico oppure di eseguire delle valve che sono ancora più rigide perchè più si muove il tendine con una lesione aperta, più la lesione fatica a guarire. In caso di applicazione della valva possiamo ottenere il miglioramento della situazione senza ricorrere a problemi di anchilosi alla caviglia. Il percorso prevede anche una visita fisiatrica in cui viene effettuata un’ecografia ai tessuti molli per valutare se c’è infiammazione o altre problematiche. In questa occasione il fisiatra potrà valutare anche le calzature idonee e l’eventuale fisioterapia da eseguire per migliorare il quadro.

    Se desidera prenotare una visita presso il nostro centro, la invito a chiamare al 0544/500152 oppure a scrivere una mail a segreteria@iperbarcoravenna.it.

    Spero di avere presto sue notizie.
    Un caro saluto,
    Klarida Hoxha

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