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Emanuele, affetto da osteomielite dopo una caduta da cavallo

Scritto da Redazione Centro Iperbarico di Ravenna il 15/ 07/ 2014

 Emanuele ha 41 anni, 4 figli e una incredibile passione per i cavalli. Durante l’ultimo giro in sella al suo puledro però è capitato un incidente: a causa del terreno troppo asciutto il cavallo è scivolato ed Emanuele è caduto a terra con lui.

Raccontaci meglio cosa è successo Emanuele..
Ero a passeggio nelle colline sopra Forlì con il mio cavallo più giovane, un puledro di 4 anni che ho allevato e domato personalmente. L’erba era molto asciutta, mi ero accorto che il cavallo scivolava un po’ ma ho provato a proseguire; purtroppo lui è inciampato e nella caduta il mio piede è rimasto schiacciato sotto la sua pancia.

A quel punto hai chiamato soccorsi?
Sì, ho chiamato immediatamente visto che il piede era messo molto male, completamente girato su se stesso. Dato che sono un Oss e un po’ so come muovermi ho deciso di provare a “tirarmi” il piede da solo per cercare di raddrizzarlo e fare in modo che i tendini e muscoli non soffrissero ulteriormente, tanto peggio di come era già non potevo fare.
Nel frattempo il mio puledro è rimasto immobile di fianco a me per 27 minuti, fino a quando non sono arrivati i soccorsi.

Quale è stata la diagnosi una volta arrivato in ospedale?
Lussazione di tibia, perone e malleolo. Inoltre la ferita si era infettata a causa dell’erba e della paglia e mi è salita immediatamente la febbre a 38,5. Per far regredire l’infezione il Dott. Baccanelli dell’Ospedale di Forlì mi ha consigliato di seguire un percorso di camera iperbarica qui a Ravenna. In tutto devo fare 12 sedute più le medicazioni a Forlì e la terapia antibiotica, sono fiducioso perché dalla terza camera iperbarica ho iniziato a vedere dei miglioramenti.

Eri mai caduto da cavallo prima di questo episodio?
Certo, vado a cavallo da 15 anni e sarò caduto almeno una trentina di volte, ma questa è stata la prima seria.

Sappiamo che quella per i cavalli non è la tua unica passione..Emanuele Turci
E’ vero, per hobby faccio anche il mangiafuoco, ho iniziato a farlo proprio per mantenere i miei 4 cavalli. Fin da bambino sono stato attirato dal fuoco: una volta andai a Sarsina con i miei genitori e vidi un mangiafuoco, mi affascinò moltissimo. All’epoca lui mi aveva scoraggiato a intraprendere questo percorso: per ottenere la fiammata si metteva in bocca il petrolio e non era di certo una cosa consigliabile. Oggi invece io utilizzo l’olio di paraffina che permette comunque di fare una bella fiammata, tanto che detengo il record della fiamma più alta d’Italia con 4,20 metri conquistato al Raduno dei Mangiafuochi di Perugia.

Caspita, forse inizio ad avere un po’ paura. Ma toglici una curiosità: quando tornerai a cavallo?
Se fosse per me ci tornerei già oggi, immediatamente. Ma non posso per colpa del gesso. Andare a cavallo per me è libertà e non vedo l’ora di rimontare in sella.

 

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