Piede diabetico: come agire quando non ci sono ulcerazioni?

Buongiorno Dr. Longobardi, ho letto una sua risposta ad un post del settembre 2011 “odissea per la cura del piede diabetico”. A questo proposito Le sottopongo il problema di mio padre che ha una seria neuropatia che lo costringe a deambulare con un bastone. Non ha sensibilità dalla caviglia sino alla punta del piede destro.

Il percorso è stato e rimane molto tortuoso: dopo aver curato una sciatalgia alla gamba destra, causa un ernia discale, con manipolazioni dal chiropratico, Il problema al piede è rimasto, quindi ci siamo rivolti ad un centro per la cura del piede diabetico, l’Istituto clinico città studi – Milano , struttura diretta dal prof. Caravaggi.

A parte la prima visita molto scrupolosa con suggerimento di scarpe adeguate (podartis), quelle successive sono state solo di routine: il podologo si limitava a verificare se ci fossero ulcerazioni, a segnalare la scarpa idonea e ad invitare mio padre a rivolgersi al suo medico curante per una terapia. Sulla neuropatia diabetica nessun cenno.

Prima di scriverle ho ricontattato il centro c/o il quale è in cura mio padre, lamentandomi della situazione. Quello che mi è stato indicato dal medico di turno e di far presente alla prossima visita di controllo (21 maggio) la mia insoddisfazione e mi ha anticipato che nel caso di neuropatia diabetica non esiste rimedio se non quello con un farmaco (Lyrica) e che è perfettamente inutile una visita neurologica consigliata da un oncologa radioterapista dello IEO (mio padre ha una neoplasia alla prostata).

Nel post Lei faceva cenno alla rivascolarizzazione del piede come cura principale e l’eventualità di un ciclo di prostanoidi. Per sua comodità aggiungo risposta da Lei fornita in quell’occasione.

“La situazione è critica perché la rivascolarizzazione del piede, nel tuo papà, non è possibile (sarebbe la cura principale). Per cercare di migliorare la situazione vascolare è necessario valutare la possibilità di effettuare un ciclo di prostanoidi (è un farmaco che viene somministrato per via venosa, tramite flebo, lentamente – circa tre ore per sessione per venti volte) – che hanno la capacità di migliorare la circolazione e favorire la formazione di nuovi piccoli vasi sanguigni. E’ da associare la ossigenoterapia iperbarica, previa somministrazione di Bioarginina. L’arginina (un aminoacido che è presente anche nel cibo) insieme all’ossigeno innesca la sintesi del monossido di azoto (NO) che stimola la formazione di nuovi vasi sanguigni (anche reclutando dal midollo le cellule staminali – cellule indifferenziate che possono diventare vasi sanguigni). L’effetto della terapia iperbarica e dei prostanoidi è sinergico, cioè 1+1 = 3.

L’ossigeno iperbarico è un farmaco sistemico (si respira per bocca e fa effetto nel sangue), la camera iperbarica distrettuale o locoregionale è inutile e dannosa per il protafoglio (soldi sprecati): l’ossigeno passa poco attraverso la pelle, non si innesca la sintesi del monossido di carbonio né la formazione di nuovi vasi sanguigni.”

La ringrazio per la Sua disponibilità.

 

Un commento a “Piede diabetico: come agire quando non ci sono ulcerazioni?

  1. Klarida Hoxha on

    Carissimo,
    grazie per averci scritto per sapere il nostro parere riguardo questo argomento. La neuropatia periferica è presente nella maggioranza dei pazienti affetti da diabete ed è una complicanza non da poco perché porta ad avere sia iposensibilità, quindi mancanza di percezione degli stimoli dolorosi e facile formazione di lesioni (poi difficili da curare), sia ipersensibilità, quindi percezione amplificata degli stimoli dolorosi senza giustificazione, come nel caso di suo padre.

    Purtroppo per questo problema non esiste una cura certa (abbiamo riscontrato che il farmaco Lyrica non ha effetti positivi nella risoluzione del dolore neuropatico) e più che curare la neuropatia periferica bisognerebbe prevenirla ed evitare che peggiori. A volte, come lei sottolinea nella risposta di dott. Longobardi, vi è anche una componente vascolare: il paziente diabetico è spesso coinvolto in complicanze neuro-vascolari e quando subentra una grave arteriopatia si ricorre anche a farmaci come prostanoidi, che sono dei vasodilatatori. In un certo senso non è errato quello che dice perché il nervo può soffrire anche per mancanza di irrorazione sanguigna, al Centro iperbarico di Ravenna misuriamo questo dato attraverso un esame chiamato Laserdopplerflussimetria che permette di valutare la circolazione del sangue al piede attraverso il Toe Brachial Index (TBI, valore accettabile maggiore di 0,2) e l’Indice di Reazione PostOcclusiva (capacità della parete vascolare di produrre il monossido di azoto essenziale per i processi riparativi). Il test permette anche di valutare la presenza di eventuale neuropatia periferica (test del Riscaldamento e test di Variazione Posturale).

    Da quello che lei mi descrive però non sembra un problema circolatorio.
    Qual è la soluzioneallora? La cura vera e propria (il ripristino totale della funzione nervosa) non c’è, ma si può lavorare molto sul miglioramento dei sintomi, della qualità di vita, della gestione del dolore, dell’alimentazione.

    Oltre a tutti gli accorgimenti che già fa per il papà (visita diabetologia, podologica per la pulizia dei calli e delle unghie per la prevenzione delle lesioni, utilizzo di scarpe idonee ed educazione all’igiene del piede), ai nostri pazienti consigliamo di usare una dieta ricca di antiossidanti utilizzando sia alimenti che integratori alimentari naturali. La nutrizione svolge un ruolo fondamentale nel mantenere l’efficacia delle difese enzimatiche antiossidanti: molti oligoelementi essenziali, tra cui selenio, rame, manganese e zinco sono coinvolti nella struttura molecolare o nell’attività catalitica di questi enzimi.
    Esistono infine gli antiossidanti di origine alimentare: vitamina C, E, carotenoidi, flavonoidi, acido alfa-lipoico, curcumina.

    Diversi studi che coinvolgono pazienti diabetici hanno mostrato che la somministrazione di 600 mg/die di acido alfa-lipoico è in grado di migliorare le misure di neuropatia periferica o hanno prodotto un miglioramento dei sintomi neurologici. Sono numerosi gli studi che dimostrano l’implicazione dello stress ossidativo in neuropatogenesi.

    Al Centro iperbarico di Ravenna per questo tipo di problema associamo anche l’ utilizzo di una macchina per l’elettroneurostimolazione (FREMS: Frequency Rhytmic Electrical Modulation System) che agisce a livello dei nervi con un’azione di modulazione dell’attività riflessa per cui produce un effetto antidolorifico e decontratturante. Inoltre i nostri pazienti effettuano sedute di ossigenoterapia iperbarica che aumenta la frazione di ossigeno disciolta nel sangue permettendone così la diffusione ai tessuti in modo più rapido e più intenso oltre a stimolare il midollo spinale attraverso dei messaggeri e permettendo la formazione di nuovi vasi. Molti pazienti hanno eseguito il percorso per la neuropatia periferica e ne hanno trovato giovamento. Certamente è un percorso da ripetere ciclicamente perché non porta a risoluzione totale, come le dicevo prima, migliora la sintomatologia.

    Se è interessato possiamo valutare suo padre in una prima visita per decidere insieme qual è il percorso giusto per lui. (segreteria: 0544/500152 o segreteria@iperbaricoravenna.it).

    Rimaniamo a completa disposizione per qualsiasi chiarimento e informazione.
    Un caro saluto, Klarida Hoxha

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