Osteonecrosi e terapia iperbarica

Salve, a novembre 2013 con risonanza magnetica mi hanno diagnosticato un edema all’anca e alla regione del troncantere e mi hanno proposto delle infusioni di neridronato, uso di stampelle per almeno due mesi, con verifica a 4 mesi della risonanza.
Poiché continuavo ad avere dolori forti vicino all’inguine, soprattutto durante il cambiamento di tempo, ho rifatto la risonanza dopo due mesi e infatti l’edema si è molto ridotto ma mi hanno riscontrato un’area a livello della testa del femore di 22 mm con profili demarcati verso l’osso spongioso limitrofo compatibile con focolaio ostenecrosi. Secondo il medico (un reumatologo) il danno è fatto e posso sperare che non si dilati, sono inutili farmaci o altre terapie e naturalmente non posso fare più sport o altro ma solo camminare senza esagerare finché ce la faccio, poi la protesi.
Ovviamente ho fissato una visita con un ortopedico, spero di uscirne… Potete darmi qualche consiglio?

Un commento a “Osteonecrosi e terapia iperbarica

  1. Claudia Rastelli on

    Gentile Signora Marina, grazie per averci scritto.

    La necrosi ossea è una patologia che risponde bene e con ottimi risultati alla terapia iperbarica. La terapia in camera iperbarica permette di aumentare la quantità di ossigeno disciolto nel sangue: facendolo arrivare a livello dell’osso in grandi quantità e più velocemente favorisce una maggior ossigenazione del tessuto malato, grazie anche alla formazione di nuovi vasi sanguigni. Inoltre l’ossigenoterapia favorisce la deposizione di nuovo osso grazie all’attivazione degli osteoblasti ( cellule che depongono nuova matrice ossea) che permettono di rafforzare l’area che ha subito il danno.

    Presso il Centro Iperbarico di Ravenna abbiamo pensato ad un percorso terapeutico mirato proprio alle persone che soffrono di questa patologia. Oltre alle sedute in camera iperbarica, il nostro percorso prevede una farmacoterapia mirata, terapie fisiche come la magnetoterapia e una riabilitazione motoria personalizzata eseguita dal nostro esperto.

    Quotidianamente constatiamo il miglioramento che i nostri pazienti traggono da tale protocollo, sia in termini di riduzione della sintomatologia dolorosa che, attraverso la RMN di controllo che facciamo effettuare dopo due mesi dal termine della terapia, dal riassorbimento dell’edema della spongiosa dell’osso colpito.

    Spero di esserle stata d’aiuto.
    Un saluto cordiale,
    Dott.ssa Claudia Rastelli

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