Lesioni da decubito e febbre alta: cosa possiamo fare per mia mamma?

Buongiorno, la mia mamma, Malata di Alzheimer dal 2007, ha brutte lesioni da decubito da luglio 2013. Le infermiere delle Cure Domiciliari la seguono nella cura delle lesioni che però sono sempre più profonde e necrotiche. Da una settimana ha la febbre intorno ai 38 gradi e non passa nemmeno con iniezioni di Rocefin (ne ha fatte 7!).

La mia domanda è: può essere stato coinvolto anche l’osso? Una piaga è a a livello sacrale e l’altra a livello trocantere. Cosa si può fare? Io non ho intenzione di ricoverare la mamma.
Grazie mille!

Un commento a “Lesioni da decubito e febbre alta: cosa possiamo fare per mia mamma?

  1. Klarida Hoxha on

    Le lesioni da pressione (piaghe da decubito), come lei ci racconta, non sono una malattia ma la conseguenza di una o più patologie. Per questo motivo l’unico modo per portarle alla guarigione è quello di eliminare l’ostacolo che ha portato all’insorgenza delle piaghe: evitare (o diminuire) la pressione nelle zone interessate utilizzando presidi idonei (cuscini o materassi antidecubito, protezioni, ecc..) e aumentare la frequenza dei cambi posturali.

    Nel caso della sua mamma, come per tutti gli altri in cui si presenta un decadimento fisico, non va sottovalutato l’aspetto nutrizionale perché una alimentazione scorretta non permette alle ferite di chiudersi: è importante che beva molta acqua (la disidratazione e una delle complicanze anche del morbo di Alzheimer) e che mangi alimenti ricchi di vitamina E, A e B che aiutano a rinforzare il tessuto cutaneo.

    Per quanto riguarda l’assistenza infermieristica, è necessario cercare di migliorare la qualità della vita per eliminare gli elementi esterni che portano all’insorgenza o al peggioramento dell’ulcera. E’ fondamentale mantenere la cute asciutta e pulita poiché l’ambiente umido favorisce la penetrazione di batteri. Ovviamente il trattamento varia a seconda di come si presenta la ferita.

    Le lesioni da decubito si dividono in 4 stadi e, da come ne descrive le caratteristiche, sembra che sia al quarto stadio (interessamento muscolare e delle strutture ossee). Oggi abbiamo a disposizione medicazioni avanzate e terapia a pressione negativa che, utilizzate nel giusto modo, possono notevolmente accorciare i tempi di guarigione.
    Anche la terapia iperbarica è utile e necessaria per combattere le infezioni e per accelerare la guarigione.

    Secondo la nostra esperienza al Centro Iperbarico il migliore approccio è quello di svolgere una visita di valutazione che permette di capire bene il problema di ogni singolo paziente e di mettere in atto percorsi personalizzati a seconda delle sue esigenze. Se la mamma ha difficoltà a spostarsi possiamo anche dare indicazioni per come seguirla al meglio da casa, stabilendo controlli periodici anche una volta al mese.

    Per qualsiasi informazione o per una prima visita non esiti a chiamare la nostra segreteria al 0544/500152.
    Un caro saluto a lei e alla sua mamma,
    Klarida Hoxha

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