Osteonecrosi mandibolare da bifosfonati: è necessario l'intervento chirurgico?

Buonasera,
sono una signora di 69 anni e ho assunto bifosfonati per 6 anni (Actonel), dal 2006 a ottobre 2012 .In seguito alla estrazione di un molare ho iniziato ad avvertire forti e persistenti dolori alla mandibola.

Nonostante l’intervento effettuato successivamente dal dentista per rimuovere l’infezione, il dolore ha continuato a persistere. Lo stesso dentista mi consigliò di rivolgermi all’Azienda ospedaliera di Caserta, lì mi fecero un intervento (nel luglio del 2013) e mi venne diagnosticato un’osteite mandibolare.

Nonostante l’intervento e l’assunzione di antibiotici l’infezione ricomparve. Seguì un altro intervento, anche questa volta effettuato presso l’azienda ospedaliera di Caserta. Il Primario del reparto di chirurgia maxillofacciale prof. F. Peluso mi diagnosticò una necrosi mandibolare.

Ho assunto antibiotici (Augumentin) per un mese. La ferita si è rimarginata, ma anche questa volta il dolore è ricomparso e sento un piccolo rigonfiamento duro tra la gengiva e la guancia.

Il mio medico chirurgo mi ha sconsigliato un altro intervento. Cosa posso fare?

Un commento a “Osteonecrosi mandibolare da bifosfonati: è necessario l'intervento chirurgico?

  1. Claudia Rastelli on

    Gentile Sig. Femiano, la ringrazio per averci scritto e mi dispiace per le sue condizioni di salute.

    L’osteonecrosi della mascella/mandibola è una patologia infettiva e necrotizzante a carattere progressivo con scarsa tendenza alla guarigione che solo recentemente è stata descritta in associazione alla terapia con bifosfonati.

    I bifosfonati sono farmaci che presentano un’alta affinità per le ossa, di cui hanno la capacità di ridurre il riassorbimento. Essi tendono a depositarsi nel tessuto osseo e a determinare alterazioni se assunti per lunghi periodi ( oltre i 6 mesi); Il loro meccanismo d’azione si basa sulla capacità di inibire il riassorbimento osseo mediato dagli osteoclasti (cellule che attivano il riassorbimento osseo). In medicina sono utilizzati con grande beneficio in diverse patologie metaboliche e oncologiche che riguardano l’osso, con ottimi effetti sulla prevenzione di nuove lesioni e sulla diminuzione del dolore.

    Attualmente non è chiaro l’esatto meccanismo che porta alla necrosi da bifosfonati, spesso però la concomitanza di chirurgia dento-alveolare con le patologie del cavo orale rappresentano importanti fattori di rischio al manifestarsi di questo fenomeno.
    L’Osteonecrosi della mandibola/mascella può rimanere asintomatica per lunghi periodi e viene generalmente identificata clinicamente quanto compare l’osso esposto nel cavo orale. Le lesioni possono diventare sintomatiche con parestesie, dolore, disfagia e alitosi in presenza di lesioni ed infezioni della mucosa.

    Si manifesta come un’ ulcerazione eritematosa cronica della mucosa orale, con affioramento di osso necrotico sottostante, spesso con presenza di essudato purulento, con possibile sanguinamento spontaneo o provocato e con tendenza all’estensione delle lesioni verso zone vicine.
    La Terapia Iperbarica è un ottima opportunità terapeutica in quanto:
    – migliora l’ossigenazione periferica dei tessuti
    – promuove la formazione di nuovi vasi nella regione sofferente
    – ha azione battericida, batteriostatica e antiflogistica
    – favorisce i processi riparativi tessutali e la deposizione di nuova matrice ossea.
    Presso il Centro iperbarico di Ravenna abbiamo già trattato casi di Osteonecrosi mandibolare, sarebbe interessante valutare il suo caso analizzando gli esami strumentali da lei svolti e le cure già intraprese.

    Per qualsiasi domanda o se è interessato ad inviarci eventuali referti può contattarci a segreteria@iperbaricoravenna.it oppure può chiamare la nostra Segreteria al numero 0544-500152.

    Sperando di esserle stata di aiuto le mando i miei più cari saluti,
    Dott.ssa Claudia Rastelli

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