Necrosi ossea allo scafoide della caviglia: quale terapia seguire?

Buonasera dott.Longobardi,
in data 20 luglio 2013 giocando a calcio ho riportato una distorsione alla caviglia sx con edema della spongiosa. Effettuate varie terapie (tecar,magneto e laser), a distanza di 4 mesi ho effettuato un ulteriore risonanza e mi hanno riscontrato questa necrosi ossea dello scafoide. Al Centro di recupero che mi sta seguendo (uno di quelli più all’avanguardia qua in zona) mi dicono di provare con una macchina che noleggiano loro e che emana scariche elettriche oppure, come seconda ipotesi, di provare la camera iperbarica. In attesa di un suo consiglio la ringrazio anticipatamente.

Carlo

2 commenti a “Necrosi ossea allo scafoide della caviglia: quale terapia seguire?

  1. Claudia Rastelli on

    Buongiorno sig. Carlo, la ringrazio per la fiducia accordataci. Mi dispiace per il suo infortunio e i problemi ad esso associati.

    Presso il Centro Iperbarico di Ravenna quotidianamente assistiamo persone afflitte da necrosi ossee che colpiscono nella maggioranza dei casi la testa del femore, ma possono colpire anche il ginocchio o, come nel suo caso, le ossa della caviglia. Ogni giorno siamo testimoni del miglioramento fino alla guarigione dei nostri pazienti.
    Tenga presente che la necrosi ossea è una sorta di infarto del circolo terminale dell’osso, che vedendosi mancare l’apporto di sangue ricco di ossigeno e nutrimenti va incontro a morte e deformazione.

    Il protocollo da noi seguito è basato sulla terapia Iperbarica: questo potente mezzo ci permette di aumentare l’ossigeno disciolto nel sangue e quindi portarlo ai tessuti periferici che ne hanno più bisogno, stimolando anche la formazione di nuovi vasi. In aggiunta l’Ossigenoterapia secondo il nostro schema promuove inizialmente la pulizia dell’osso morto e favorisce in un secondo momento la deposizione di nuovo osso.

    In associazione alla camera iperbarica consigliamo una terapia farmacologica mirata alla creazione e rafforzamento dell’osso, la magnetoterapia secondo schemi precisi e dedicati e un consulto fisiatrico con il nostro esperto il Dott. Fontana volto a preservare l’articolazione colpita con una fisioterapia personalizzata.

    Considerando poi chela camera iperbarica è una terapia riconosciuta dal Sistema Sanitario Nazionale, mi sentirei di consigliargliela vivamente come concreta possibilità di guarigione.

    Per qualsiasi ulteriore informazione non esiti a contattarci al numero 0544 500152 oppure via mail all’indirizzo segreteria@iperbaricoravenna.it.

    Spero di esserle stata di aiuto
    Cordiali Saluti,
    Dott.ssa Claudia Rastelli

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  2. Sergio Amelotti on

    Sono molto interessato all’argomento, in quanto entro fine mese dovrò effettuate una “TAC” alla caviglia dx, proprio per verificare lo stato di salute delle ossa interessate, che sembrano interessate da necrosi post operatoria.
    Infatti in seguito alla frattura della caviglia stessa a distanza di 5 mesi circa dall’operazione, mi trovo nella triste condizione di dover effettuare un nuovo intervento.
    purtroppo la condizione della caviglia e tale da considerare solamente l’impianto di una protesi, ovviamente se le condizioni dell’osso lo permetteranno.

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