Procedure e interfacce tra strutture nella gestione del paziente critico in OTI: intervista a Bianca Caruso

bianca carusoAl Convegno di sabato 26 ottobre la Asl di Ravenna ha presentato ufficialmente la procedura che verrà adottata per la gestione del paziente critico in terapia con ossigeno iperbarico, frutto di un lungo e importante lavoro di coordinamento tra reparti e strutture sanitarie. La Dott.ssa Bianca Caruso, direttore dell’Azienda Ospedaliera di Ravenna, è molto orgogliosa del lavoro fatto e in quest’intervista ci ha spiegato come avviene il processo di interfaccia tra le diverse strutture coinvolte e cosa migliorerà grazie alla nuova procedura approvata. 

Buongiorno dott.ssa, qual è il rapporto tra la Asl di Ravenna e il Centro Iperbarico nella gestione dell’emergenza e del paziente critico?
Il Centro Iperbarico è un hub all’interno di una rete che è formata da molte strutture ospedaliere: qui è concentrata la terapia iperbarica e si ricevono pazienti sia dalle Asl della nostra regione che extraregionali.
Dato che al Centro Iperbarico non vi è possibilità di ricovero la relazione con i dipartimenti dell’azienda sanitaria è fondamentale: nel momento in cui si accetta un paziente critico da un’altra Asl per fare terapia iperbarica è necessario accertarsi che il reparto di rianimazione abbia posti letto liberi per ospitarlo, che ci sia personale disponibile a seguirlo nei trasferimenti da e per la camera iperbarica e che gli altri reparti (es: centro ustioni, chirurgia) siano pronti ad accoglierlo e a prestare tutte le cure di cui ha bisogno.

Quali sono i problemi maggiori che si possono verificare?
Il problema dei posti letto e una incomprensione sul livello di gravità del paziente sono i principali rischi. Inoltre una fase molto delicata è quella del trasporto dai reparti di ricovero al Centro Iperbarico e viceversa.
Il percorso è molto complesso e richiede più interfacce e più accordi: il rapporto tra il reparto da cui arriva il paziente, la rianimazione e il Centro Iperbarico deve essere molto stretto e serve un forte agreement, in questi momenti non ci si deve trovare a litigare.

Come possono essere affrontati, quali sono le politiche che sta adottando la Asl di Ravenna?
E’ molto importante che vi siano delle procedure da seguire: l’accordo non può essere fatto solo con buone parole ma deve essere strutturato con una check list di cose da fare o non fare. Avere un percorso scritto e condiviso permette di non trovarsi in situazioni difficili perché questi pazienti richiedono tempestività, chiarezza e urgenza.
E’ per questo che la Asl si è impegnata nella strutturazione di questa procedura redatta a più mani con il coordinamento del dott. Fusari, primario del reparto di rianimazione e anestesia dell’ospedale di Ravenna.

Una procedura che permette di allinearsi con il resto d’Europa..
Con il congresso la procedura è stata posta al vaglio anche di professionisti internazionali che l’hanno accolta con molto interesse. Questo metodo è molto in linea con la loro cultura di sistema di gestione della qualità: oggettivabile, procedurato e continuamente revisionato. Tutto quello che si deve fare è scritto e chiunque, anche un neo assunto, sa ciò che deve fare.
Un bel passo avanti che ha richiesto molto impegno e collaborazione ma ci rende orgogliosi di poter concretizzare il lavoro fatto in questi anni.

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