Sestino, storia di una vita salvata

Sestino MaistrilliIl bel sorriso che vedete in questa foto è del sig. Sestino, paziente del Centro Iperbarico di Ravenna che per tutta la vita si è dedicato alla sua famiglia, ha lavorato sodo e si è sacrificato per fare stare bene i suoi figli. Proprio nel momento in cui poteva godersi di più la vita si è però trovato davanti al rischio di dover rinunciare a tanti suoi sogni perché i problemi di diabete lo stavano portando verso l’amputazione del piede.

Fortunatamente grazie alle cure dei medici e infermieri del Centro Iperbarico Sestino oggi sta bene e il figlio Danilo ha scritto una splendida lettera dedicata al suo papà, al dottor Longobardi e al personale del Centro Iperbarico che è riuscito a fargli tornare il sorriso.

Ecco la sua emozionante testimonianza.

Storia di una vita salvata

Essere prima figlio e poi padre ti crea delle emozioni che ti fanno capire il vero senso alla vita. 
È bello vedere un lieto fine che nonostante la sua semplice complessità riesce a darti la sicurezza che puoi incontrare delle persone capaci di proteggere la cosa più preziosa che abbiamo: “la vita”.

È successo che ho un padre che ha dato tutto se stesso per farci crescere nella massima tranquillità anche con poche risorse, perché per un operaio con uno stipendio riuscire a fare una casa, crescere 3 figli e non fargli mancare niente non è facile, anche se aiutato dalla moglie. Doppi turni, dopo lavori, ore ad aggiustare giardini di ville degli amici e tanti altri lavoretti anche non pagati in soldi ma in beni alimentari erano tutto quello che poteva far del bene per la famiglia.

Arrivato alla pensione ha però iniziato a venire fuori tutto il suo trascurarsi per dedicarsi a noi. Diabete a palla, dolori articolari, sbalzi di pressione, ecc … Fino ad arrivare ad un punto di non ritorno: “Sicuramente le dobbiamo amputare il piede”, questa era stata l’unica soluzione dei medici che lo avevano in cura da tempo e di cui mio padre si fidava ciecamente.

Io che ero abituato a vederlo andare sempre a tutta velocità, in quei giorni in cui lo vedevo fermo e muto il mio unico pensiero era di rabbia e preoccupazione: una persona lavora una vita e proprio nel momento in cui se la può godere si trova a lottare tra la vita e la morte, cosciente che è iniziato il conto alla rovescia della sua bella storia vissuta con la massima intensità, preoccupazione e sofferenza.

E la goduria della vita? Sì, ci sono stati momenti felici, anzi tanti momenti belli, ma sempre poco goduti perché subito dopo iniziava il pensiero della famiglia. Allora pensi: “vado in pensione giovane e mi godo tutti i miei hobby, i nipoti e tutto quello che non ho fatto e non ho potuto fare prima”. Invece no, il destino ha deciso che devi continuare a preoccuparti e soffrire non economicamente ma fisicamente.

La cosa più devastante di questa storia non è tanto lo stato di mio padre ma il comportamento dei medici che con una certa tranquillità avevano condannato a morte una persona senza aver commesso nessun crimine, anzi. In questo caso usare la parola medici è quasi una bestemmia perché queste persone tranquillizzavano mio padre ogni giorno dicendogli di non preoccuparsi che tutto andava meglio mentre in realtà il suo piede stava andando sempre più in putrefazione. E non solo  la situazione era evidente, ma ce ne si accorgeva anche dall’olfatto!

Fino a che un giorno è venuto fuori il suo insegnamento, quello di cercare di risolvere tutti i problemi che incontriamo nella vita (cosa che lui ha sempre fatto e di conseguenza fatto vedere a noi figli). Il suo angelo custode o non so chi mi ha illuminato e mi ha fatto trovare la soluzione, che avevo sotto gli occhi: mi ha fatto conoscere un vero MEDICO (che in questo caso non è una bestemmia ma un MIRACOLO) nonché direttore del Centro Iperbarico, il dottor Longobardi. Sicuramente lui ha fatto ciò che fa a chiunque entra qui, ma a me è sembrato una sorta di Santo vero e proprio essendo abituato ai classici medici della mia zona.

Il dott. Longobardi ha preso mio padre dal primo giorno come se fosse suo figlio dandogli tranquillità e sicurezza, aiutandolo sia fisicamente che psicologicamente fino a fargli ritrovare la voglia di sorridere e di piangere di gioia quando sentiva la voce delle nipoti, un’emozione che continua ancora oggi che sono passati mesi e lui ha ricominciato ad andare quasi a tutta velocità. Ma la cosa più importante è stata quella di poter credere ancora nelle persone chiamate DOTTORE.

Chiudo dicendo grazie infinite al Dott. LONGOBARDI e a tutto il suo staff di medici e paramedici che hanno contribuito a far sorridere una persona che lo meritava!!!!!!!

 

Grazie a Tutti !!!!!!!!!!
Danilo Mastrilli

 

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