L'ossigenoterapia è utile per la pseudoartrosi?

In seguito ad un politrauma da strada del 28 agosto 2010, ho riportato numerose fratture pluriframmentarie, scomposte ed alcune esposte. Al momento il problema maggiore è dato da una pseudoartrosi alla tibia dx. Il chiodo endomidollare è già stato sostituito e dinamizzato. Ho fatto magnetoterapia, onde d’urto e attualmente sto facendo il trattamento di plasma ricco di piastrine al Rizzoli. Inoltre la caviglia dx è molto infiammata, il che non mi consente di camminare se non per brevi tratti e con antibrachiali.
Mi sarebbe utile l’ossigenoterapia?
Grazie.

Un commento a “L'ossigenoterapia è utile per la pseudoartrosi?

  1. Nedjoua Belkacem on

    Gentile Maria,
    grazie per l’attenzione e spero che possa guarire presto. Mi è però difficile darle delle risposte precise perché non mi è del tutto chiaro il quadro della situazione.
    La pseudoartrosi è la mancata consolidazione di una frattura a distanza del trauma. È una complicazione che si presenta in ritardo a causa di un’interruzione dei normali processi di guarigione della frattura.

    La consolidazione dell’osso richiede un buon apporto di sangue a livello del focolaio di frattura. Infatti tramite il sangue sono trasportati tutti i componenti necessari come l’ossigeno, cellule competenti per la produzione di nuovo tessuto e i fattori di crescita.
    Tutte le condizioni che influenzano negativamente la vascolarizzazione del focolaio di frattura predispongono alla pseudoartrosi e possono favorire lo sviluppo della patologia. Tra queste: il fumo, l’età avanzata, l’anemia, il diabete, l’assunzione di corticosteroidi, l’infezione e, se compromette la vascolarizzazione dei frammenti ossei, anche il trauma stesso.

    Alcune ossa, come la tibia, hanno un apporto discreto di sangue, ma sono ricoperte da un esiguo spessore di tessuti molli che può facilmente essere danneggiato in caso di traumi gravi.

    Lei è stata sottoposta inizialmente al trattamento chirurgico con posizionamento di chiodo endomidollare che poi è stato rimosso per motivi che non ha precisato. Successivamente è stata trattata con magnetoterapia (campi elettromagnetici pulsati – CEMP) e onde d’urto. Infine si e ricorso al trattamento con plasma ricco di piastrine (gel piastrinico) che avrebbe una funzione importante di veicolo di fattori rigeneranti (fattoti di crescita) e ossigenanti al tessuto osseo malato fino a facilitarne la guarigione in maniera rapida e non rischiosa.

    A questo punto la soluzione ideale sarebbe proprio quella di combinare con il gel piastrinico l’ossigenoterapia iperbarica, una terapia non invasiva e basata sulla respirazione di ossigeno puro al 100% all’interno di una Camera Iperbarica. La pressione permette la diffusione dell’ossigeno nel sangue con una concentrazione superiore anche dieci volte rispetto al normale: in questo modo si favorisce la formazione di nuovi vasi sanguigni migliorando l’apporto di sangue e permettendo la mobilitazione delle cellule staminali che accelerano il processo di rigenerazione e di formazione del tessuto osseo.
    Gli effetti benefici che l’ossigeno iperbarico favorisce nel corso di cicli più o meno lunghi (da 2 a 4 settimane) si protraggono nel tempo anche dopo la fine della terapia.

    Tenga però presente che la mia proposta parte dal presupposto che sia stata esclusa la possibilità di un infezione dell’osso che costituisce una delle complicanze di una frattura esposta. Questo aspetto andrebbe però approfondito per un dubbio che sorge dalla sostituzione del chiodo endomidollare (motivo non precisato) e dalla persistenza dell’infiammazione dolente della caviglia.

    Se le interessa valutare la possibilità di fare un ciclo di terapia iperbarica e prenotare una visita presso il nostro Centro può chiamare la nostra segreteria al numero 0544 500 152.

    Un saluto cordiale,
    Nedjoua Belkacem

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