Difficoltà di deambulazione e terapia iperbarica

Per una claudicatio intermittens giova il trattamento iperbarico?

Un commento a “Difficoltà di deambulazione e terapia iperbarica

  1. Claudia Rastelli on

    Gentile Walter,
    la ringrazio per l’attenzione che ha riservato al nostro blog e per la fiducia che ci dimostra. Spero di poterla aiutare a risolvere il problema che l’affligge.
    Con il termine Claudicatio Intermittens definiamo una difficoltà a camminare caratterizzata da importante dolore alla gamba colpita che diminuisce e scompare con il riposo: questo è segno di un alterato flusso del sangue arterioso (cioè il sangue che dal cuore porta ossigeno e nutrimenti alla periferia). La causa principale di questo sintomo è l’aterosclerosi cioè la formazione di placche di colesterolo che diminuiscono il flusso del sangue e che portano una scarsa irrorazione sanguigna ai muscoli della gamba.
    La gravità del disturbo si misura in base ai metri che la persona riesce a percorrere prima che si presenti il dolore: minore è la distanza percorsa, peggiore è l’irrorazione vascolare.
    I Fattori di rischio che favoriscono l’insorgenza di tale sintomo e che quindi andrebbero tenuti sotto controllo sono: l’obesità ,il fumo, l’ ipertensione, il diabete e l’ipercolesterolemia.
    Per questo tipo di problemi al Centro Iperbarico di Ravenna effettuiamo esami diagnostici che ci aiutano a stabilire dei percorsi di cura personalizzati:
    a) Eco color-Doppler, che permette di apprezzare i flussi e la presenza di placche aterosclerotiche.
    b) Misurazione dell’ Indice caviglia/braccio (ABI): con un manicotto per la misurazione della PA si rilevano i valori pressori al braccio ed alla caviglia. Normalmente la Pressione a livello degli arti inferiori è leggermente superiore a quella degli arti superiori (valori attorno ai 10-20 mmHg). Quindi con un semplice rapporto poniamo in relazione le 2 pressioni ottenute:
    – valori normali: ABI ≥ 1;
    – pz al II stadio di Lériche presentano valori tra 0,8 e 0,5;
    – pz al III-IV stadio: ABI ≤ 0,5.
    – un ABI < 0,3 è considerato un segnale di malattia molto avanzata.
    Con un ABI maggiore di 0,45 la camera iperbarica risulta utile al miglioramento della vascolarizzazione periferica.

    Un altro dato utile è la TcpO2 cioè la misurazione dell’ossigenazione periferica dei tessuti attraverso una sonda che si pone sulla cute: se la TcpO2 risulta con valori tra i 20 e i 40 è indicata la terapia iperbarica, mentre valori inferiori ai 20 indicano una scarsa ossigenazione per un ridotto flusso di sangue.

    A seconda dei dati ottenuti da questi studi il paziente seguirà percorsi personalizzati e specificatamente indicati a risolvere la patologia che sta alla base del sintomo.

    In ogni caso è di PRIMARIA IMPORTANZA un consulto e la collaborazione con il CHIRURGO VASCOLARE per valutare se sia opportuno o meno un intervento per liberare i vasi dall’ostruzione o per creare una via alternativa al sangue. In associazione ad un eventuale intervento chirurgico la camera iperbarica è utile a consolidare gli effetti benefici dell’operazione e alla formazione di nuovi circoli sanguigni collaterali (neoangiogenesi).
    Rimaniamo a sua disposizione per ulteriori chiarimenti e nel caso volesse intraprendere con noi un percorso diagnostico e terapeutico può contattarci attraverso la mail: segreteria@iperbaricoravenna.it o telefonicamente allo 0544-500152.

    Cordiali Saluti
    Dottoressa Claudia Rastelli

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