Fibrosi cistica e infezione da spondilodiscite: la terapia iperbarica può aiutare un amico in difficoltà?

Buonasera, Vi scrivo di seguito la grave situazione in cui versa un mio carissimo amico: affetto da fibrosi cistica e in attesa di eseguire un trapianto di fegato, nel momento del ricovero per eseguire il trapianto è stato rimandato tutto perchè gli hanno riscontrato una infezione in corso.

In effetti è da prima di Natale che lui ha iniziato ad avvertire dolori alla schiena, a livello addominale e continua febbre…dopo una serie di ricoveri e dolori lancinanti,  all’Ospedale “Le Torrette” di Ancona dopo una biopsia ossea gli hanno diagnosticato la spondilodiscite.

Ora sta eseguendo cura antibiotica ma le cose sembrano peggiorare anzichè migliorare e tra i tanti, uno dei problemi principali è che con il fegato compromesso non può utilizzare più di tanto gli antidolorifici perchè rischia il coma per iperammoniemia (es. ieri con un cerotto a rilascio graduale è stato malissimo…) e come sapete i dolori sono insopportabili e soffre tantissimo.

Vi chiedo se considerando nell’insieme il suo caso potrebbe essere positiva una terapia iperbarica o se c’è altro da fare per aiutarlo in qualche modo.

Vi ringrazio in anticipo della cortese risposta.

 

 

 

 

Un commento a “Fibrosi cistica e infezione da spondilodiscite: la terapia iperbarica può aiutare un amico in difficoltà?

  1. Nedjoua Belkacem on

    Gentile Linda,
    Ho letto con attenzione la storia del suo amico e la trovo particolarmente toccante. Oltre a una malattia cronica molto invalidante come la fibrosi cistica si trova a dover affrontare un intervento difficile ma necessario per sconfiggere la grave malattia del fegato (cirrosi epatica) causata proprio dalla prima patologia.
    Il trapianto di fegato è l’unica soluzione radicale per la cirrosi ma si trova ostacolato dall’insorgenza della spondilodiscite. A sua volta, il trattamento della spondilodiscite è limitato dall’incapacità del fegato di metabolizzare i medicinali necessari alla guarigione della malattia vertebrale.

    La spondilodiscite è un’infiammazione localizzata a livello delle vertebre (spondilite) e dei dischi intervertebrali (discite) che può essere provocata da varie malattie infiammatorie o infettive (tubercolosi, brucellosi, salmonellosi, ecc). La spondilodiscite è una delle malattie che noi trattiamo da anni con l’ossigenoterapia iperbarica ottenendo discreti risultati. Infatti, la terapia iperbarica, grazie al suo effetto antibatterico e anti-infiammatorio, può intervenire per ridurre e limitare l’infezione e/o l’infiammazione.

    Tuttavia, la terapia deve essere orientata in base alla causa della spondilodiscite: nel caso delle forme infiammatorie deve essere associata all’impiego di farmaci anti-infiammatori, mentre nel caso delle forme infettive è necessaria una terapia antibiotica che nella sua situazione dovrà essere ridotta e adattata ai limiti della funzione del fegato.
    Le probabilità di guarigione della spondilodiscite dipendono dunque dalla causa che l’ha determinata.

    Per approfondire la diagnosi è necessario fare esami immunologici e microbiologici (esami colturali e sierologici), oltre a quelli di stretta pertinenza ortopedica che permettono di ricercare varie malattie infiammatorie e infettive. In alcuni casi bisogna anche ricorrere a esami bioptici (biopsia nella sede della lesione vertebrale).
    Per poterle consigliare il miglior percorso da dovrei poi poter vedere tutta la documentazione e valutare le condizioni cliniche generali del suo amico che sono probabilmente compromesse dalla fibrosi cistica e dalla sua complicazione della sofferenza del fegato.

    Saremmo davvero felici di ricevervi presso il nostro centro per valutare insieme la strada da percorrere. Per chiedere maggiori informazioni o prendere un appuntamento potete contattare la nostra Segreteria al numero 0544 500152.

    In attesa di sue notizie, la ringrazio per l’interesse che dimostra per il nostro Centro e le faccio i complimenti per l’aiuto e l’attenzione che dimostra al suo amico.
    Un saluto cordiale,
    dott. Nedjoua Belkacem

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