Incidente da decompressione midollare: perché mi è successo? Colpa del PFO?

Gentile Dott. Longobardi,
sono un subacqueo residente a Torino, sono allievo istruttore FIAS e facevo frequentemente immersioni (Fisicamente allenato).
Nel 2005 ho avuto una MDD midollare apparentemente senza motivo (52mt con 15min + risalita e deco corretti). Mi trovavo in Sardegna (mia terra natale) con amici e compagni di immersione (tutti Istruttori). Nei giorni precedenti avevo fatto immersioni senza alcun problema (a riposo da 2 giorni prima dell’incidente).

Durante i giorni (settimane) di terapia di camera iperbarica alla Maddalena, mi sono sottoposto ad una visita cardiologica (da me richiesta per le conoscenze del PFO come possibile causa). Il cardiologo ha eseguito un ecocuore senza riscontrare nulla di anomalo!
La mia attività subacquea è ricominciata molto gradualmente con immersioni entro 30m (massimi) e condotte con alcune accortezze (Nitrox o Aria e deco Nitrox).
Purtroppo non conoscendo le cause della mia MDD ho perso sicurezza ed entusiasmo per la subacquea.

Oggi a 39 anni, mi rimane la voglia di capire ed escludere il PFO come possibile causa, sia per ripartire con la subacquea e sia per rassicurarmi riguardo gli altri sport che faccio; ognuno dei quali piuttosto duro dal punto di vista frequenze cardieche (Ciclismo, Judo, Corsa, … ).

Quali sintomi può dare il PFO? Facendo sport (altri sport) quali sintomi occorre osservare? Io ho notato:
– la difficoltà a migliorare le soglie con l’allenamento
– Qualche volta mal di testa a seguito di uscite un po + pesanti, …
– A periodi percepisco aritmie (non capisco a cosa siano legate)
– Pulsazioni che salgono velocemente (un eccessivamente visto il mio stato di allenamento) su sforzi quali, scale, ….
– Stati di debolezza muscolare ingiustificata

Premetto che ogni anno faccio visita agonistiche con relativo certificato.

Cortesemente mi darebbe un consiglio? Quali esami devo fare? Mi darebbe un contatto a Torino? So che esiste il reparto di cardiologia alle Molinette ma non so come arrivare a una visità / esame + finalizzato alla mia problematica. Sarei anche disposto a venirla a trovare a Ravenna.

Sono anche carente totale di G6PD. Potrebbero esserci nessi con l’incidente subacqueo?

A seguito dei trattamenti di camera iperbarica non ho recuperato al 100% la sensibilità agli arti inferiori. Il disturbo residuo è localizzato, in particolare, al lato destro del piede e l’intensità varia da giorno a giorno (almeno la percezione).

La ringrazio molto per il suo supporto, Marco Pinna

2 commenti a “Incidente da decompressione midollare: perché mi è successo? Colpa del PFO?

  1. Pasquale Longobardi on

    caro Marco, grazie per l’attenzione. Salutami gli amici della Scuola Federale FIAS di Torino, sono una famiglia per me.
    Mi dispiace molto per il tuo incidente. Concordo sulla importanza di comprendere le cause dell’incidente.

    Solo per informazione, la terminologia Malattia da Decompressione (MDD) è in disuso dal 1996 (Consensus Conference ECHM sugli incidenti da decompressione nell’attività subacquea ricreativa, svoltasi in Marsiglia). In inglese si parla di DeCompression Illness (DCI), in italiano di Patologia da Decompressione (PDD) o Incidente da Decompressione (DCI).

    Il fatto che non ti immergevi da due giorni; la sede del danno (midollo); l’esclusione finora dello shunt destra sinistra (travaso di sangue e di bolle dalla parte destra, venosa, alla parte sinistra, arteriosa, della circolazione sanguigna) porterebbero ad escludere la presenza di una Pervietà del Forame Ovale (PFO).

    Uso il condizionale perché l’immersione era profonda, quindi per definizione “bulligena” anche con un perfetto profilo di decompressione. Inoltre mi mancano alcune informazioni: problemi alla postura e alla colonna vertebrale (alterazione delle curve fisiologiche, protusione discale, ernia, radicolopatia); predisposizione a formare coaguli di sangue; sforzi eseguiti in immersione o per risalire in barca (come salire sulla scaletta di un gommone indossando l’attrezzatura subacquea); descrizione dei segni e sintomi quando si è manifestato l’incidente da decompressione.

    Le cause del tuo incidente potrebbero essere due:
    – shunt destra sinistra che non è stato ancora rilevato,
    – infiammazione di una radice nervosa (radicolopatia).

    Per la ricerca dello shunt destra sinistra ti raccomando vivamente di seguire il percorso del Centro iperbarico Ravenna (tel. 0544-500152, direzione@iperbaricoravenna.it). Il percorso è stato pianificato interamente in Ravenna, la notevole esperienza acquisita (centotredici casi nel 2012) ha evidenziato che è sicuro nel garantire la risposta al quesito sulla presenza o meno e sulla grandezza di uno shunt destra sinistra.
    In un solo giorno (martedì) sono eseguiti tre accertamenti: ecocolordoppler transcranico (con misurazione dell’eventuale passaggio di bolle nelle arterie cerebrali medie dei due lati: valore normale meno di dieci segnali microembolici); emogasanalisi prima e dopo trenta minuti di respirazione in ossigeno (valore normale 400 millimetri di mercurio); ossimetria transcutanea durante respirazione in ossigeno puro (valore normale 300 millimetri di mercurio).
    Per tre punti passa una sola retta: se tutte le indagini sono normali, lo shunt destra sinistra non è importante. Se tutte le indagini sono fortemente alterate: lo shunt c’è ed è necessario l’ecocardiografia transesofagea (esame fastidioso, invasivo che il Centro iperbarico Ravenna chiede solo in preparazione all’intervento di chiusura del PFO). Se i dati sono alterati ma di poco, si rilascia la idoneità alla immersione con raccomandazioni sulla scelta della miscela (immersione tecnica), sul profilo di decompressione e, in particolare, di evitare sforzi alla emersione e risalita in barca.

    Per l’infiammazione della radice nervosa (radicolite), nel pomeriggio del martedì, presso il Centro iperbarico Ravenna, opera il dr. Francesco Fontana, bravo specialista in medicina riabilitativa e, egli stesso, subacqueo. Controllando la documentazione (Rx, TAC, RMN) comprende se ci siano problemi posturali. Utilizza anche la teletermografia computerizzata: una telecamera che rileva il calore emanato dai processi infiammatori, utile per localizzarli e trattarli.

    Infine, visto i problemi che segnali attualmente (mal di testa, aritmie, stanchezza), suggerisco di valutare bene la capacità del sistema cardiocircolatorio, respiratorio e della coagulazione. Lo stesso giorno degli altri accertamenti, sarai valutato dal medico subacqueo che eseguirà, oltre ad altre indagini classiche, il calcolo del Metabolic Equivalent of Task (MET) attraverso la cicloergometria. Il MET indica la capacità di effettuare un lavoro fisico in immersione. Il valore normale è superiore a 7.

    Per la coagulazione, fai prescrivere al tuo medico di famiglia i seguenti accertamenti:
    emocromo con formula e piastrine, aptoglobina, protidemia totale, sideremia, fibrinogeno, creatininemia, glicemia, GPT, VES, PCR, PT, PTT, INR, proteina S, omocisteina (indice di danno tromboembolico e cardiaco) e il test genetico per la ricerca dei geni relativi al fattore V di Leiden, al fattore II della coagulazione (protrombina) e al gene MTHFR (metilentetraidrofolatoreduttasi).
    Nel caso che tu fossi geneticamente predisposto a formare piccoli coaguli di sangue, l’eventuale shunt destra sinistra ti potrebbe creare problemi durante gli altri sport che hai citato.

    Non è stata riscontrata, al momento, nessuna correlazione significativa tra shunt destra sinistra e mal di testa (emicrania) o ictus.

    In sintesi: comprendo il tuo desiderio di capire la causa dell’incidente da decompressione che hai subito. Il Centro iperbarico Ravenna offre il percorso shunt destra sinistra che permette di sapere, con certezza, la eventuale presenza di “buchi”, la loro gravità e le regole per immergersi in sicurezza.

    Resto a tua disposizione per ogni chiarimento e, se vorrai, ti aspetto in Ravenna. Ciao, Pasquale

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