Preipertensione, dilatazione aorta e attività subacquea

Ciao Pasquale, ti invio questa mail per avere da Te un parere professionale. Un mio allievo (1° gr Fipsas) ha superato la visita medica e  ha avuto sia l’abilitazione per la subacquea che per il calcio.

Durante la visita , il medico ha sospettato che l’atleta potesse avere un soffio al cuore e gli ha consigliato una visita specialistica cardiologica.

Luigi si è rivolto al Centro di cardiologia dell’ospedale di Reggio E. e dagli esami si evince una dilatazione dell’aorta e il livello pressorio leggermente alto 130/85 mmHg (così  mi ha riferito).

Per la pressione gli hanno consigliato una dieta equilibrata , altrimenti dovrà prendere, in seguito, la “pastiglia” per regolarla.

Considerando quanto detto e gli accertamenti che potrò inviarti, Ti chiedo: potrebbe avere problemi in immersione? 

Cordiali saluti, Maurizio Bragazzi (SestoContinente – Reggio E.)

0 commenti a “Preipertensione, dilatazione aorta e attività subacquea

  1. Pasquale Longobardi on

    caro Maurizio, ti ringrazio per l’attenzione. Sei istruttore attento alla sicurezza dei tuoi allievi.
    Dalla lettura dei referti che mi hai inviato noto che l’allievo ha 40 anni, la radice dell’aorta ha un diametro di 40 millimetri (è dilatata rispetto al valore normale) ma la valvola aortica è tricuspide e continente. Se la valvola aortica fosse stata bicuspide, sarebbe stato un fattore di rischio per la ulteriore dilatazione.
    La frazione di eiezione ventricolare è del 60% che indica una buona funzionalità cardiaca.
    La pressione arteriosa di 130/85 mmHg è nella norma ma, siccome attualmente c’è una forte attenzione alla pre-ipertensione (vedi il box in calce a questo commento), concordo con il parere della dottoressa Elisabetta Catellani di Reggio Emilia di eseguire un Holter pressorio (monitoraggio della pressione arteriosa nelle 24 ore).
    Ho sentito il parere del dr. Claudio Marabotti, ricercatore associato Istituto di Fisiologia Clinica CNR – Pisa, Docente di Fisiopatologia Cardiovascolare nel Master in Medicina Subacquea ed Iperbarica della Scuola Superiore Sant’Anna – Pisa e Responsabile dell’Ambulatorio Ipertensione dell’Ospedale della Bassa val di Cecina (Livorno).
    Sulla base delle informazioni che hai fornito, il subacqueo potrà immergersi in sicurezza – qualora l’Holter pressorio fosse nella norma e previa visita di medicina subacquea – effettuando un controllo annuale del quadro cardiologico.
    Ciao, Pasquale

    Per saperne di più: la preipertensione

    La preipertensione può accrescere in misura importante il rischio cardiovascolare, anche entro la fascia dei valori più bassi (120-129/80-84 mmHg): uno studio di popolazione condotto in Giappone (2634 partecipanti, 19 anni di follow-up) lo quantifica in un aumento del 58 per cento in vent’anni circa del rischio di ictus e malattia coronarica rispetto ai soggetti normotesi. La stima include la correzione per altri fattori di rischio cardiovascolari.
    Per le persone nella fascia di valori più elevati di preipertensione (130-139/85-89mmHg) – come nel caso del subacqueo proposto da Maurizio – l’eccesso di rischio arriva al 70 per cento.
    Valori di pressione arteriosa compresi tra 120-139/80-89 mmHg (quelli considerati preipertensione secondo il JNC7 – Seventh Report of the Joint National Committee on Prevention, Detection, Evaluation, and Treatment of High Blood Pressure) sono presenti nel 37 per cento degli oltre duemila ultraquarantenni sani considerati nello studio. Secondo gli autori circa un terzo degli eventi cardiovascolari direttamente attribuibili a valori pressori elevati avvengono in soggetti che non sono ancora classificabili come ipertesi, ma sono nella fascia della preipertensione.

    Riferimento bibliografico (sarà stampato il 30 maggio 2012): Fukuhara Masayo; Arima Hisatomi; Ninomiya Toshiharua; Hata Juna; Yonemoto Kojic; Doi Yasufumi; Hirakawa Yoichiro; Matsumura Kiyoshi; Kitazono Takanari; Kiyohara Yutakaa “Impact of lower range of prehypertension on cardiovascular events in a general population: the Hisayama Study”. J Hypertens. 2012 May; 30(5):893-900.

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