piede diabetico: come evitare guai nel futuro?

Spettabile dott. Longobardi, sono diabetico da circa 10 anni e sono seguito dal centro antidiabetico di Imola. La mia condizione è stazionaria e anche i piedi non presentano ferite.

Seguo ogni tanto le sue risposte sul blog e in una di queste, lei lamentava il fatto di dover curare dei malati in avanzato livello di gravità, tanto che spesso anche la terapia iperbarica non puo più dare risultati positivi.

La mia domanda è: come devo comportarmi per anticipare i danni  della malattia ed evitare guai nel futuro? Sono stato operato di safena alla gamba sinistra (13anni fa) e alla destra (7 anni fa) con un intervento localizzato dal prof. Paolo Zamboni dell’Ospedale S. Anna di Ferrara.

La ringrazio fin da ore e le porgo cordiali saluti, Cortecchia Vittorio

0 commenti a “piede diabetico: come evitare guai nel futuro?

  1. Pasquale Longobardi on

    caro Vittorio, ti ringrazio per l’attenzione e la stima. Mi piace che tu segua attivamente il blog del Centro iperbarico Ravenna.
    Sei stato operato alle vene da un mito: ho rivisto il prof. Paolo Zamboni lunedì 6 febbraio 2012, è una medico fantastico.
    Sei seguito, in Imola, da un ottimo Centro antidiabetico (http://www.glucasia.com/diabete_imola.htm): porta i miei saluti alla dr.sa Baldassarri che stimo profondamente.

    Questa premessa rende evidente che tu sia una persona culturalmente preparata e che pone attenta considerazione al proprio benessere. Il Centro iperbarico Ravenna offre un percorso diagnostico che permette di valutare la ossigenazione e la perfusione del piede:
    – controllo della glicemia. All’atto della prima visita è importante consegnare anche il referto dei seguenti esami eseguiti nei sei mesi precedenti: emocromo con formula e piastrine, aptoglobina, protidemia totale, sideremia, creatininemia, GPT, emoglobina glicosilata, glicemia, esame delle urine, microalbuminuria, colesterolo totale, colesterolo HDL, trigliceridi, uricemia, VES, PCR, fibrinogeno, PT, PTT, INR, proteina S, omocisteina;
    – ecocolordoppler degli arti inferiori (è preferibile che sia consegnata già all’atto della prima visita) e, se necessario, successiva angiografia o angiotomografia computerizzata,
    – doppler velocimetria per valutare l’Ankle Brachial Index (ABI) che indica quanto sangue arriva alla caviglia (Ankle) rispetto al polso (Brachial). Il valore normale deve essere superiore al 45% (0,45),
    – ossimetria transcutanea, uno strumento che misura (in maniera indolore) il valore della tensione di ossigeno che deve essere superiore almeno a 20 millimetri di mercurio (mmHg) durante respirazione in aria; oppure maggiore di 20 e 200 mmHg rispettivamente durante respirazione in ossigeno a pressione ambiente o durante ossigenoterapia iperbarica;
    – LaserDopplerFlussimetria che permette di valutare sia la circolazione del sangue al piede: Toe Brachial Index (TBI, valore accettabile maggiore di 0,2) e Indice di Reazione PostOcclusiva che la presenza di eventuale neuropatia periferica (test del Riscaldamento e test di Variazione Posturale).

    Fin quando questi valori sono nei limiti (anche inferiori) della norma, eviterai guai nel futuro.

    Il Centro iperbarico Ravenna offre anche un competente servizio di podologia, esperto nella cura preventiva del piede nei pazienti affetti da diabete.

    In assenza di lesioni (cioè a scopo preventivo) il percorso di diagnosi e le prestazioni di podologia sono in regime privato. In caso di lesioni, il costo è a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Per informazioni contatta la segreteria del Centro iperbarico Ravenna tel. 0544-500152, email direzione@iperbaricoravenna.it. Cordialmente, Pasquale

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