Frattura femore non consolidata: intervento o altro?

Buongiorno, in febbraio 2011 ho avuto un’incidente in auto con frattura scomposta esposta del femore sx; trattata chirurgicamente con piastra e viti e innesti ossei, dopo 9 mesi non si é consolidata la frattura e il chirugo che mi ha operato vorrebbe tornare a operare.

Le chiedo se non ci siano altri metodi di guarigione meno “invasivi”. Grazie. Cordiali Saluti, Roberto

0 commenti a “Frattura femore non consolidata: intervento o altro?

  1. Pasquale Longobardi on

    caro Roberto, ti ringrazio per l’attenzione e mi dispiace per le conseguenze dell’incidente che hai subito.
    Il Centro iperbarico Ravenna ha acquisito competenza ed esperienza nel facilitare la guarigione delle fratture, avendo trattato diversi atleti d’elité che avevano subito traumi. L’approccio migliore, poco dopo l’incidente, per guarire rapidamente sarebbe: inserire nell’osso quanto meno “ferro” (mezzi di sintesi) sia possibile; evitare l’apparecchio gessato; mobilizzazione precoce.

    Qualora ci sia difficoltà di guarigione a distanza di tempo, come nel tuo caso, consiglio si proseguire come segue.
    La prima fase è la diagnosi: è necessario capire bene la situazione attuale del tuo femore.
    Nel primo giorno del percorso proposto dal Centro iperbarico Ravenna, sarai visitato dal fisiatra (dr. Francesco Fontana) che, anche attraverso la teletermografia, valuterà se il processo di riparazione sia attivo e/o se ci sia liquidi (edema) nell’osso che ritardi la riparazione.
    E’ prevista anche la visita del medico iperbarico che serve per capire se il ritardo di guarigione della frattura (in termine medico “pseudoartrosi”) sia primario, cioè correlato con altri fattori di compromissione (fumo, malattie vascolari e altro) o secondario all’intervento di sintesi ossea. Alla visita è necessario portare:
    – scintigrafia ossea con leucociti marcati e una radiografia recente (per valutare lo stato della riparazione della frattura);
    – esami del sangue: emocromo con formula e piastrine, quadro proteico elettroforetico, VES, PCR, fibrinogeno, glicemia, creatininemia, GOT, proteine totali, sideremia, ferritinemia, transferrina, esame delle urine.

    La seconda fase è la terapia. In Ravenna saresti trattato, in maniera intensiva, tramite:
    – riabilitazione in piscina;
    – terapia fisica: tecarterapia, magnetoterapia per ridurre l’infiammazione e – talvolta – pedana vibrante e/o onde d’urto (per favorire la sintesi di monossido di azoto che agevola la circolazione del sangue nell’osso);
    – ossigenoterapia iperbarica (che innesca la sintesi del monossido di azoto con la formazione di nuovi vasi sanguigni nell’osso e favorisce la calcificazione della lesione).

    Per informazioni puoi contattare la segreteria del Centro iperbarico Ravenna (tel. 0544-500152, email: direzione@iperbaricoravenna.it) e chiedere del “percorso riabilitazione”. Un caro saluto, Pasquale

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  2. emilio on

    ho lo stesso problema al femore. Incidente in marzo, chirurgia 1 di aprile dove mi è stata inserita protesi metallica e a tutt’oggi non posso ancora caricare peso sull’arto su consiglio del ortopedico.
    Mi è stato consigliato magnetoterapia, pero non ho informato il medico di due by-pass aorto-coronarici.
    Domanda: i by-pass e la protesi metallica, non provocano una controindicazione a tale terapia? Grazie e saluti

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