Acufeni causati da incidente subacqueo

Buongiorno, durante la Sua conferenza a Torino (23 marzo 2011), ha menzionato la possibilità di trattare gli acufeni residui di un incidente subacqueo tramite dei macchinari. Ho cercato in questo blog ulteriori informazioni ma non ho trovato nulla. Potrebbe indicarmi come fare per ottenere indicazioni in merito? La ringrazio molto. Elisabetta Provenzale

0 commenti a “Acufeni causati da incidente subacqueo

  1. Pasquale Longobardi on

    cara Elisabetta, ti ringrazio per l’attenzione e per aver partecipato alla conferenza di Torino.
    Per l’acufene è necessario definire la causa. Se non l’avessi già fatto, dovresti sottoporti a Risonanza magnetica cerebrale per escludere un neurinoma del nervo acustico (raro ma, proprio in questi giorni, è stato trovato e rimosso a un amico subacqueo); ecocolordoppler dei tronchi arteriosi sopraaortici; potenziali evocati uditivi (ABR).
    Con questi esami, potrai far riferimento a un Centro di Otorinolaringoiatria esperto nel trattamento degli acufeni. Il Centro iperbarico Ravenna (tel. 0544-500152, email: direzione@iperbaricoravenna.it) collabora con la Divisione ORL dell’Ospedale Civile di Forlì diretta dal prof. Claudio Vicini (il nostro riferimento è la brava dr.sa Sara Zucchini). Loro, se ritenuto appropriato, utilizzano la Tinnitus Retraining Therapy (TRT) o terapia di riadattamento dall’acufene.
    Il concetto fondamentale della TRT è la necessità di comprendere che il rumore dell’acufene – stressante, in grado di alterare la qualità della vita e che non sembra finire mai – è in realtà suono della “natura” che proviene da deboli segnali dell’attività elettrica delle vie acustiche che sono sempre stati lì. Con una appropiata informazione (o riadattamento) diretta del professionista si cambia la percezione dell’acufene da negativa a tollerabile. Uno degli elementi fondamentali della TRT è costituito, oltre che dall’informazione chiara, scientificamente corretta e comprensibile, fornita al paziente, anche dai miscelatori ovvero da piccolissimi generatori di energia sonora che devono essere indossati dal paziente per alcune ore il giorno in entrambi gli orecchi. Questi strumenti non interferiscono con le normali attività della vita quotidiana ed erogano un’energia molto lieve che va ad interferire con l’acufene e può essere avvertita solo in ambienti silenziosi.
    Altro strumento proposto per la terapia degli acufeni (anche se gli studi di efficacia sono scarsi) è il TinniTool (http://tinyurl.com/43sh6mj), un apparecchio grande quanto un Ipod che invia un segnale laser nell’orecchio che dovrebbe facilitare la riparazione delle cellule dell’udito attraverso una biostimolazione.
    Un pò meno che nel passato (per difficoltà di prescrizione) è consigliato il carbogeno (miscela di ossigeno 95% e anidride carbonica 5%) da respirare in ambulatorio ORL o a domicilio con maschera aderente, flusso 6 litri al minuto, per tre periodi di venti minuti al giorno per venti giorni.
    Infine esistono alcuni farmaci nutraceutici (vitamine, antoossidanti, intregatori) che – associati alle altre terapie – potrebbero essere utili. Per esempio il Blunorm Retard (della Laborest che contiene gingko biloba; acido alfa lipoico; vitamina B; selenio; leucoselect; cianosidi) per il quale esiste un protocollo di somministrazione specifico per l’acufene.
    La ossigenoterapia iperbarica è ritenuta appropriata (con costo a carico del Servizio Sanitario Nazionale) solo in caso di acufene associato a sordità improvvisa, somministata nel primo mese dall’incidente. Presso il Centro iperbarico Ravenna, abbiamo ottenuto occasionale miglioramento anche a distanza di tempo, associando le diverse terapie che ti ho indicato.
    Per ulteriori informazioni consulta il sito della Associazione Otosub (Presidente: dr. Paolo Marcolin) http://www.otosub.it
    Ciao, Pasquale

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