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Fuga di monossido di carbonio: da Senigallia a Ravenna per salvarsi

Scritto da Redazione Centro Iperbarico di Ravenna il 20/ 12/ 2010

Continua l'emergenza intossicazione al Centro Iperbarico di Ravenna. Dopo i casi di Bologna, Forlì e Rimini, di cui avevamo parlato in un precedente articolo del 14 dicembre, lo scorso week-end è stato da bollino nero anche per un gruppo di autotrasportatori di Ostra Vetere, in provincia di Senigallia.


Le vittime dell'incidente, tutti uomini di età compresa fra i 25 e i 50 anni, si erano ritrovate in un casolare per il tradizionale pranzo di natale. Il freddo insopportabile li ha obbligati ad accendere qualche "fungo", le tipiche stufette mobili normalmente usate per riscaldare gli esterni dei locali.

Una di queste purtroppo era difettosa ma, essendo il monossido di carbonio privo di odore, colore e sapore, i camionisti non se ne sono accorti subito, attribuendo il malessere a qualche bicchierino di troppo.

Qualche ora dopo però la situazione è degenerata e i ragazzi si sono decisi a far intervenire il 118, che ha prontamente individuato il problema e deciso per il trasferimento del gruppo al Centro Iperbarico di Ravenna, punto di riferimento h24 per le emergenze anche provenienti dall'area Marche.

Le ambulanze hanno fatto la spola tra le Marche e Ravenna dalle 4,30 della notte al tardo pomeriggio seguente.
Bollettino medico: 19 persone ricoverate (due svenuti, gli altri con forte mal di testa e disorientamento). Fortunatamente nessuno risulta in pericolo di vita, anche se alcuni sono stati trattenuti per precauzione.
La tempestività dei colleghi marchigiani del Pronto Soccorso e gli effetti benefici della camera iperbarica hanno fatto scongiurare il peggio.

 

Leggi qui l'articolo della notizia dei camionisti intossicati a Senigallia e poi approfondisci sulle patologie trattabili con l'Ossigenoterapia Iperbarica:

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