Fuga di monossido di carbonio: da Senigallia a Ravenna per salvarsi

Continua l’emergenza intossicazione al Centro Iperbarico di Ravenna. Dopo i casi di Bologna, Forlì e Rimini, di cui avevamo parlato in un precedente post del 14 dicembre, lo scorso week end è stato da bollino nero anche per un gruppo di autotrasportatori di Ostra Vetere in provincia di Senigallia.

Le vittime dell’incidente, tutti uomini di età compresa fra i 25 e i 50 anni, si erano ritrovati in un casolare nelle campagne senigalliesi per il tradizionale pranzo di natale. Il freddo  insopportabile li ha obbligati ad accendere qualche “fungo”, le tipiche stufette mobili normalmente usate per riscaldare gli esterni dei locali.
Una di queste purtroppo era difettosa ma, essendo il monossido di carbonio privo di odore, colore e sapore, i camionisti non  se ne sono accorti subito, e hanno in un primo momento attribuito i loro malesseri a qualche bicchiere di troppo.
Qualche ora dopo però la situazione è degenerata e i ragazzi si sono decisi a far intervenire il 118, che ha prontamente individuato il problema e deciso per il trasferimento del gruppo al Centro Iperbarico di Ravenna, punto di riferimento h24 per le emergenze anche provenienti dall’area Marche.
Le ambulanze hanno fatto la spola tra le Marche e Ravenna dalle 4,30 della notte al tardo pomeriggio seguente.
Bollettino medico:  19 persone ricoverate (due svenuti, gli altri con forte mal di testa e disorientamento). Fortunatamente nessuno risulta in pericolo di vita, anche se alcuni sono stati trattenuti per precauzione.
La tempestività dei colleghi marchigiani del Pronto Soccorso e gli effetti benefici della camera iperbarica hanno fatto scongiurare il peggio.

Per leggere l’articolo della notizia dei camionisti intossicati a Senigallia clicca qui.

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